Alle origini della mountain bike

Ultimo aggiornamento: 27.01.20

 

Viaggio lungo la linea temporale che ha visto nascere e svilupparsi questo modello di bici

 

Mount Tamalpais, California. 

Questo nome potrebbe dire ben poco a chi non ama scavare nel passato e nelle rotte di una storia che ha dato origine a uno dei mezzi a due ruote che ancora sa dire la sua per quel che riguarda il mondo e l’universo delle mountain bike. Con i suoi 780 metri di altezza sembra più assomigliare a una collina ma il suo profilo è quello che si eleva maggiormente sulle Marin Hills. 

È qui che nel 1970 un gruppo di ragazzi in sella a sgangherate bici da lavoro chiamate klunkers, segna una data e un momento decisivo per lo sviluppo e la crescita di queste nuove bici. Erano bici da lavoro, utilizzate per consegnare pacchi o trasportare oggetti da una zona all’altra della città.

Il telaio era robusto, con un portapacchi frontale e parafanghi a proteggere il contenuto. Il desiderio e la voglia di scendere lungo il fianco di quelle colline assolate spinsero Joe Breeze, Gary Fisher, Charlie Kelly e Tom Ritchey a modificare lentamente quella bici, adattandola al loro spericolato scopo. 

Da una parte non diedero solo il via alla nascita delle mountain bike, ma iniziarono anche a muovere i primi passi in una delle discipline più in voga anche adesso; il down hill. Non avendo marce infatti i ragazzi erano costretti a caricarsi a spinta le bici fino alla sommità della collina e poi giù, sfidandosi a chi arrivava per primo.

 

 

Repack

Altro nome da tenere a mente per gli amanti delle due ruote. La data è in questo caso il 21 ottobre del 1976, momento storico in cui venne indetta la prima gara su queste bici da corsa carrozzate. Ad avere la meglio in quella prima competizione fu proprio Gary Fisher, da molti considerato come il padre putativo della categoria delle mountain bike. Con il termine Repack si intendeva il rabbocco, o riconfezionamento per dirla letteralmente con cui si passava di nuovo il grasso nei mozzi dei freni.

Da quanto raccontato la bici che funzionò da “cavia” per la futura mountain bike fu la Schwinn Excelsior, un mezzo da lavoro caratterizzato da un corpo robusto in metallo e da un paio di ruote molto ampie. Nel 1973 Fisher propose il primo modello, senza cambio e dal peso complessivo di 22 chili. 

L’anno successivo, stanco anche di doversi portare dietro la bici per tutto il tragitto in salita, Fisher inserì il cambio e modificò il telaio, avvicinandosi così alla prima definizione di mountain bike. I freni poi erano del tipo a tamburo. Joe Breeze nel tempo andò a modificare e ottimizzare la linea e l’ergonomia stessa del mezzo, introducendo leghe più leggere e portando il peso a “soli” 10 chili. 

iI 1979 segna la data fondamentale che da il via all’azienda mountain bike, fondata da Fischer e da Kelly. il mercato sembra moderatamente interessato a questo nuovo modello di bici ma è solo a partire dal 1981 e con l’arrivo della produzione seriale targata Specialized che il boom fa realmente il botto. È con il modello Stumpjumper del 1982 che la produzione seriale di mountain bike si lancia ufficialmente e invade il mercato.

 

Evoluzioni

Negli anni ‘90 fecero la loro comparsa i primi sistemi di sospensione, con cuscinetti e zone in gomma che semplificano e migliorano il feedback di guida. Gli stessi cambi della Shimano, con la tipologia SIS erano ancora molto lontani dal fornire una versione ergonomica e pratica con cui affrontare salite particolarmente impervie. 

È in questo periodo che si assiste al gran successo e si registrano grandi numeri con diversi esemplari che rientrano tra le mountain bike più vendute. Nel 1987 vennero prodotte ben 3.000.000 di bici nell’arco di dodici mesi. In Italia la serie di mountain bike arrivò nel 1984 grazie alla ditta Rossin che diede il via alla produzione di un modello interamente made in Italy. 

L’anno successivo la ditta Cinelli creò il modello detto Rampichino, con una produzione su larga scala. Da quel momento il numero delle vendite crebbe a dismisura, seguendo nel tempo poi anche le modifiche e i miglioramenti sul fronte del telaio e di tutto ciò che girava intorno alla definizione di mountain bike.

 

 

Considerazioni finali

Da quanto possiamo vedere dunque, alle origini della mountain bike si trova la voglia e la sregolatezza di un gruppo di ragazzi californiani desiderosi solo di scendere a tutta velocità lungo il fianco di una collina, seguendo e lasciando un segno nella storia di una bici che si è evoluta nel tempo, dando origine a discipline e sfide diverse e con un numero di appassionati che da amatori si è anche trasformato in veri e propri sportivi, lasciando poi spazio anche a chi ama ancora uscire e trascorrere qualche ora all’aperto in compagnia di un gruppo di amici.

 

 

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