Basket, com’è nato e chi l’ha inventato?

Ultimo aggiornamento: 27.01.20

 

Una storia lunga 128 anni, raccontata dagli inizi di una piccola cittadina americana fino al successo planetario.

 

Ripercorrere nel tempo le origini di un sport come il basket consente di avvicinarsi e apprezzare ancora di più l’evoluzione di una disciplina che ha visto numerose modifiche e cambiamenti nel corso del tempo, mantenendo però il fascino che si è mantenuto intatto fino a oggi.

 

Gli inizi a Springfield, in Massachusetts

La necessità di aver un’attività con cui allenarsi e praticare dello sport durante la stagione invernale è stata la scintilla che ha dato il via a una prima strutturazione del gioco del basket.

Per la precisione il merito è da ascrivere all’insegnante di ginnastica James Naismith. Attraverso una prima elaborazione e una serie di tredici regole il buon prof diede vita dunque al nucleo fondamentale intorno a cui si è strutturato questo sport. Prendendo spunto da un vecchio gioco praticato nella regione dell’Ontario e denominato Duck on a rock, il cui scopo era quello di colpire una pietra (la famosa duck) posizionata sopra un masso, Naismith modificò in maniera sostanziale la dinamica, conservando però l’importanza di un lancio preciso e con una parabola arcuata.

 

 

Nel gennaio del 1891, sul giornale scolastico Triangle della scuola di Springfield, vennero pubblicate le regole in un articolo nominato New Game. La sfera era inizialmente presa in prestito dai giocatori di football, con un pallone in cuoio che andava lanciato all’interno di una cesta posta a una certa altezza rispetto a terra. In principio il canestro era chiuso, motivo per cui a seguito di ogni punto andava recuperata la palla salendo fino in cima al canestro.

A Frank Mahan si deve il battesimo e la scelta del nome “basket ball” per indicare la nascente attività sportiva; per fortuna che a prevalere fu questo nome, visto che alcuni avevano proposto Naismith game. Tra le prime regole base proposte da questo insegnante di ginnastica figurava il divieto di camminare con il pallone fermo in mano e che per giocare era consentito gestire la palla solo con queste. Nessun contatto fisico era ammesso e la posizione dei giocatori in campo era libera.

Come si è visto poi alcuni di questi principi hanno subito un’evoluzione, così come la scelta di una palla appositamente pensata per questo gioco. La scelta del colore arancio e di una struttura dalla composizione differente rispetto ai lacci che chiudevano i primi palloni da calcio, permise anche di risolvere alcuni spiacevoli problemi legati al rimbalzo.

Nel dicembre del 1891 due team composti da nove persone scesero in campo per disputare una prima sfida e testare il mood e la giocabilità di questo sport. Il risultato finale fu di un punto a zero per uno dei due team. In seguito il canestro venne aperto, lasciando così la possibilità al pallone di passare tranquillamente una volta segnato un punto.

Differentemente rispetto ad altri sport, il basket trovò una buona accoglienza in Europa, sviluppandosi e cominciando a raccogliere giocatori e appassionati però solo dopo la Seconda guerra mondiale.

 

 

Canestro e sua evoluzione

Come abbiamo letto qualche riga più sopra, l’avere a disposizione una palla inizialmente presa in prestito da un altro sport non giovò troppo alla spettacolarità e alla libertà di manovra. Un discorso simile che si è verificato anche per lo stesso canestro. Le prime proposte infatti puntavano su una superficie chiusa nella parte inferiore, una scomodità che poco dopo sarebbe stata eliminata per far spazio poi a un supporto sempre più simile a quello che attualmente vediamo nei campetti sparsi per le città o nei palazzetti dedicati.

Nel 1894 venne prima introdotto il tabellone, così da poter sfruttare anche il rimbalzo sullo stesso e poi venne inserita una rete chiusa fino al 1912, anno in cui venne tagliata così da consentire alla palla di scendere. La struttura del canestro si è andata a modificare ulteriormente, trovando spazio nei campetti da gioco così come nelle case o nei piccoli cortili dietro il garage di una casa.

Si nota dunque la grande praticità è quanto poco sia necessario per mettere su una zona con cui divertirsi. In tanti hanno infatti optato per un canestro da basket buono ed economico, mobile, semplice da posizionare e con il giusto ingombro che non crea troppi problemi di gioco.

Da quel lontano 1891 ne è passato di tempo ma questo sport segue e appassiona generazioni di ragazzi e ragazze in tutto il mondo, con il campionato americano a dettare ancora le regole in quanto a spettacolarità e tipo di gioco. Sul fronte Europeo però non si resta fermi a guardare, con la Spagna, la Russia e la Jugoslavia a proporre team preparati e molto ben allenati, capaci di unire spettacolarità e di dare del filo da torcere durante le competizioni Olimpiche al team statunitense.

 

 

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