Ciclismo al femminile

Ultimo aggiornamento: 22.07.19

 

Sfatiamo insieme il discorso che unisce questo tipo di attività con la conseguenza di avere cosce e gambe troppo grosse.

 

Pedalare porta a uno sviluppo della zona della cosce e dei polpacci che spesso spaventa alcune donne. L’aspetto fondamentale a determinare questa preoccupazione è legato a una falsa percezione, quella che unisce l’idea di un lavoro intenso di pedalata con l’eccessivo ingrossamento di polpacci e cosce e una linea delle gambe poco femminile. Nelle righe che seguono cerchiamo di fare chiarezza sulla questione, considerando l’importanza e i benefici di un buon allenamento sulle due ruote e ciò a cui puntare per migliorare tonicità di queste zone del corpo.

 

I fattori che incidono

Analizzando il lavoro che si realizza con la bici si vede che, come ogni altro sport, se praticato con costanza tende a tonificare e scolpire nel tempo alcune parti del corpo.

Questo però non significa che porta a un ingrossamento esagerato dei polpacci o alla formazione di cosce dalla circonferenza super. Gli elementi su cui puntare per sfruttare al meglio un buon allenamento guardano in primo luogo al numero di ripetizioni fissato idealmente tra i 90-95 rpm. Con questo numero si identifica la quantità di giri del pedale in un arco di tempo di un minuto. Questo è il valore e il numero su cui l’utente ha un margine adeguato di gestione.

 

 

In questo caso è fondamentale munirsi di un ciclocomputer, ovvero uno strumento pensato apposta per chi desidera monitorare con estrema precisione aspetti legati alla prestazione sportiva del momento. Tra le funzionalità che un buon ciclocomputer dovrebbe possedere, quella legata al calcolo degli rpm migliora la consapevolezza e permette di adattare al meglio il ritmo della pedalata. Per questo motivo vi suggeriamo di liberarvi da questa “chimera” che vede strettamente legati ciclismo e gambe grosse.

Se di aggettivo si vuol parlare allora è al termine tonicità che si deve puntare, una meta che chi pratica in maniera continuata sport vede come una tra le conseguenze di mettersi in moto e sotto sforzo, senza esagerare e con un obiettivo chiaro.

 

Il lavoro muscolare

Sia che ci si metta a lavorare su una cyclette, sia che si scelga una vera bici, praticare  vuol dire mettere sotto sforzo determinate parti del corpo. Un altro mito da sfatare è quello per cui il ciclista coinvolge solo la parte inferiore del corpo durante la pedalata. In verità si parla di uno sport completo, in cui la resistenza è un fattore determinante e che mette a dura prova il fisico di chi lo pratica. Braccia e spalle mantengono al meglio l’equilibrio e la presa sul manubrio, gestendo così anche la direzione e gli spostamenti e cambi di direzione.

Tutta la zona del tronco, compresi i muscoli dorsali e addominali svolgono una funzione di stabilizzazione ulteriore, specie nei momenti di maggiore sforzo e impegno, magari su una salita particolarmente impegnativa. Arriviamo poi alle gambe, con cosce e polpacci a svolgere il duro del lavoro, con una continuità che il cuore di questo sport.

Capire bene come gestire e poter alleggerire il lavoro dei muscoli di questa zona del corpo, consente di svolgere al meglio il lavoro, ma senza caricare troppo le gambe. Caricare meno i muscoli sfruttando il supporto meccanico offerto da un sistema di cambio è il segreto di una buona gestione della bici.

 

 

Per queste ragioni disporre di un ciclocomputer crediamo possa essere un primo punto interessante della questione. È una base e un riferimento centrale per chi desidera trovare con i suoi tempi la misura della pedalata, non trascurando anche altre informazioni come il ritmo, il numero di giri e le calorie bruciate. Diventa dunque un supporto necessario per chi, amando questa disciplina, teme che un utilizzo massiccio della bici possa andare a creare problemi sulle misure di gambe e cosce.

Da quanto scritto e confermato più che di quantità è opportuno parlare di qualità della pedalata, un valore che si raggiunge con la pratica, beneficiando anche delle informazioni raccolte via ciclocomputer, gestendo così tutti i parametri secondo la giusta misura e in maniera consapevole e corretta.

Ci sono poi aspetti su cui è possibile migliorare e altre caratteristiche che sono il patrimonio personale e unico di ogni individuo. Nascere con le gambe particolarmente slanciate o con una struttura ossea più massiccia è un aspetto da cui partire ma che si eredita e che va accettato nei limiti posti da un’ossatura che si può modificare molto poco.

Tutto il resto è un lavoro intenso di tonificazione e sviluppo di fasce muscolari coinvolte durante l’attività sportiva. Munirsi degli strumenti adatti, come un ciclocomputer, scegliendo un allenamento che guarda al come più che al quanto ci si allena e si pedala, riteniamo sia la giusta via da seguire per tenersi in forma e trovare la vera e sola tonicità che uno sport come il ciclismo sa regalare a chi lo pratica con continuità e passione.

 

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5.00 su 5)
Loading...