Come iniziare a giocare a basket

Ultimo aggiornamento: 17.01.21

 

La pallacanestro, come tanti altri sport, possiede alcune caratteristiche essenziali di cui è bene tener conto quando si sta iniziando questa pratica. Riassumiamoli insieme.

 

Di cosa abbiamo bisogno

Se è la prima volta che ci avviciniamo a questo sport, il primo passo è quello di “toccare con mano” una palla. Ce ne sono di diverse dimensioni, per cui è possibile scegliere e trovare la grandezza più adatta. 

Dai 5 ai 6 anni si può iniziare a far prendere confidenza ai giovani cestisti con la palla. È questa infatti un’età propedeutica per il coordinamento tra mano e occhio, utile così per trovare la giusta misura e dare ai piccoli qualcosa su cui sviluppare coordinazione e sensazioni legate al possesso della palla, ai primi lanci e a una iniziale tecnica di palleggio. 

Una volta scelta una delle palle da basket più vendute on line, si può dare il via ai primi passi legati a questo sport. In questa fase iniziale basta veramente poco, uno spazio sufficientemente ampio su cui allenarsi e muoversi cercando di mantenere un palleggio stabile, un canestro per i più piccoli e anche le giuste scarpe. 

Non bisogna trascurare poi questi aspetti legati anche a ciò che si indossa, ponendo particolare attenzione alle scarpe che devono avere una buona ammortizzazione e proteggere il collo del piede, il tallone e la caviglia. La bellezza di questo sport sta nella sua adattabilità a qualsiasi età, per cui si può iniziare anche dai 6 anni in su, oppure praticare e fare due tiri a canestro a 30, 40 e anche 50 anni. Il gioco è aperto a tutti, basta solo dedicargli il giusto tempo e comprendere le regole base.

I fondamentali

Per chi ha figli piccoli, l’ideale sarebbe iscriverli a una scuola basket, così da poter essere seguiti da un allenatore preparato che sa come impostare da zero l’apprendimento delle regole e dei movimenti. Se da una parte infatti l’obiettivo del gioco risulta abbastanza chiaro sin da subito, ovvero far passare la palla dentro il canestro, meno semplici e scontati sono i modi permessi o meno con cui realizzare questo obiettivo.

La palla nel basket deve essere sempre in movimento, per cui il palleggio è il primo fondamentale che bisogna allenare e dominare. Agli inizi si può iniziare a camminare con la palla al lato del corpo, cercando di farle toccare terra per poi raggiungere nuovamente la mano senza mai fermarsi nel palleggio. 

Le prime volte verrà naturale guardare la palla, facendo meno attenzione a quello che succede in campo. Via via che si prende maggiore confidenza con il palleggio si può iniziare con una maggiore velocità sul campo, procedendo con i palleggi in avanti, indietro e lungo le linee del campo. L’obiettivo è quello di dominare il palleggio così da spostarsi senza problemi lungo lo spazio di gioco, così da passare al secondo fondamentale di questo sport, il passaggio.

 

Passare la palla 

Come abbiamo visto il palleggio continuo è una prerogativa del basket e costituisce il cuore del gioco insieme al passaggio, al tiro e alle azioni di attacco e difesa. La complessità di questo sport si capisce una volta che si guardano dei professionisti giocare. Recuperi di palla, ripartenze e progressioni a canestro fanno della pallacanestro uno sport che mette a dura prova fiato, gambe, riflessi e sguardo tattico di gioco. 

Nel momento in cui dal palleggio ci si arresta, tenendo con entrambe le mani la palla, sono due le azioni che si possono realizzare. La prima è il passaggio a un altro giocatore. I piedi devono essere ben piantati a terra, con uno leggermente più avanti rispetto all’altro a fare da perno. In parole povere solo questo piede può cambiare direzione, ruotando letteralmente così da incontrare un compagno di gioco a cui poter passare la palla.

Il movimento base parte di solito dal petto del giocatore che sta effettuando il passaggio, con una completa estensione delle mani. Facendo così si riesce a imprimere la giusta potenza al passaggio. Nel tempo poi si vedrà che ci sono diverse varianti, anche con una mano e nei casi più spettacolari passando dietro la schiena. L’importante è non muovere i piedi nel momento in cui si afferra la palla con entrambe le mani. In caso contrario è probabile che l’arbitro o uno degli avversari chiami l’infrazione dei “passi”.

Il tiro a canestro

Una volta padroneggiato il palleggio e capito come muovere la palla per portare avanti le azioni di gioco, arriva il momento di tirare a canestro. Il nostro consiglio è di posizionare entrambi i piedi in direzione dell’obiettivo. Ogni giocatore ha una mano dominante, che sia la destra o la sinistra non è fondamentale, ciò che è bene ricordare è che la mano dominante è quella che effettua il tiro mentre l’altra svolge una funzione di appoggio nella fase iniziale del movimento. 

Il braccio dominante sostiene la palla durante tutto il movimento, così da imprimere la giusta potenza e traiettoria. Il braccio nel momento finale è teso in avanti, con la massima estensione e il polso piegato in avanti. Tutto il corpo è chiamato a muoversi accompagnando così la palla. 

Dai piedi puntati in avanti, passando per le gambe raccolte in funzione di spinta, il gesto finale vede poi il giocatore staccare entrambi i piedi da terra, con un salto che simile a una molla allarga e distende il corpo del giocatore. La direzione del salto dovrebbe puntare verso l’alto e non in avanti, così da non rischiare di sbilanciare troppo il corpo e far compiere un arco eccessivamente stretto alla palla.

 

 

 

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