Come insegnare ai bimbi ad andare in bicicletta

Ultimo aggiornamento: 03.06.20

 

Questo compito è importante e impegnativo tanto per i bimbi quanto per i genitori; ecco quindi alcuni suggerimenti per svolgerlo nel migliore dei modi.

 

Insegnare a un bambino come andare in bicicletta non è soltanto una questione puramente tecnica, ma ha un valore estremamente importante per quanto riguarda la formazione dell’autostima, la consapevolezza di sé e la fiducia nelle proprie capacità.

Di conseguenza è importante adottare il giusto approccio, altrimenti questa esperienza, che per lo sviluppo del bambino è fondamentale sotto tanti aspetti, potrebbe rivelarsi oltremodo traumatica e sortire l’effetto diametralmente opposto a quello auspicato.

Vediamo quindi, anche secondo le linee di pensiero degli esperti, cosa bisogna sapere per aiutare nel migliore dei modi i propri figli a compiere questo “rito di passaggio”

 

L’età giusta per cominciare

Il primo passo è cercare di stabilire l’età giusta in cui insegnare al bambino come pedalare; come al solito le opinioni in merito sono diverse a seconda dei punti di vista, ma possiamo dire che la “finestra” ideale è l’arco di tempo che va dai 2 ai 4 anni.

Alcuni esperti della crescita consigliano addirittura di partire dai 18 mesi di età con una bicicletta senza pedali; queste particolari bici, come i “celeriferi” che fecero la loro comparsa verso la fine del XVIII secolo, vengono spinte direttamente dai piedi. In questo modo si può avere l’opportunità di cominciare in leggero anticipo, insegnando al bambino come mantenere l’equilibrio e la giusta postura nell’ambiente controllato delle mura domestiche. Verso i 3 o 4 anni poi, è possibile passare a una bicicletta a pedali, facendo bene attenzione ad acquistare un modello adatto.

La scelta della bicicletta più adatta

Qui arriviamo a un tasto dolente per i genitori, purtroppo, perché nella loro ansia di scegliere la migliore bicicletta possibile, spesso e volentieri si lasciano condizionare a livello economico e, per ovvie ragioni di risparmio, finiscono col comprare una bicicletta più grande del dovuto con la scusa che “tanto il bambino cresce e si adatta in fretta”. Dovrebbe essere quasi superfluo, quindi, ricordare quanto questo modo di pensare sia sbagliato e anche potenzialmente deleterio per il bambino.

Proprio perché quest’ultimo è in fase di crescita costante e le sue ossa sono ancora malleabili, infatti, è di vitale importanza acquistare una bicicletta che si adatti perfettamente alle sue dimensioni, con un sellino regolabile di quanto basta a permettere al bambino di mettere tutta la pianta del piede a terra, e di adattarsi alla sua crescita successiva per almeno due o tre anni.

Mentre acquistando una bicicletta più grande, e quindi sproporzionata, l’unica cosa che si ottiene è quella di far assumere al bambino posture sbagliate, che andranno a incidere in maniera drammatica su quello che dovrebbe essere il suo corretto sviluppo osseo e muscolare.

 

Sono migliori le biciclette con le rotelle o quelle senza?

Come per la domanda relativa all’età giusta per iniziare, anche per quanto riguarda il quesito sulla necessità di adottare o meno una bicicletta con le rotelle, le opinioni in merito sono diverse e contrastanti.

Lo scopo principale delle rotelle, infatti, è quello di mantenere la stabilità ed evitare cadute indesiderate, quindi sotto questo aspetto sono un accessorio che riveste una certa importanza per la sicurezza del bambino. Negli ultimi anni, però, c’è una diffusa tendenza a rigettare le rotelle, e se ci ragionate un attimo su non vi sarà difficile capire il perché.

La prima cosa che bisogna imparare per poter andare in bicicletta, infatti, è stare in equilibrio, e per riuscirci bisogna che il bambino impari a sviluppare il relativo senso, in modo da averne piena consapevolezza e padronanza. Il piccolo deve capire fin da subito che per mantenere la bicicletta “in piedi” servono le sue gambe e il corretto movimento del suo corpo. 

I bambini che vanno sulla bicicletta con le rotelle, invece, per comprendere questo semplice meccanismo impiegano molto più tempo, perché sono le rotelle a tenere la bici in piedi e una volta che il bambino se ne rendono conto, comincia immediatamente a fare affidamento sulla loro presenza e smette di prestare attenzione alla corretta postura da tenere, al ritmo della pedalata e al bilanciamento del corpo durante le sterzate.

A conti fatti, quindi, è molto meglio cominciare subito col piede giusto e usare una bici senza rotelle, oppure rimuoverle nel caso siano presenti; se siete stati attenti e responsabili acquistando una bicicletta delle dimensioni adatte a quelle del bambino, infatti, le rotelle sono del tutto superflue in quanto gli basterà piantare i piedi per terra in caso di perdita di equilibrio.

Ma allora la sicurezza?

Il modo migliore, e anche il più rapido, per imparare a stare in equilibrio sulla bici, è cadere. Anche questo fa parte del processo di apprendimento, anzi è una parte fondamentale e utile non soltanto per la bicicletta in sé.

Il bambino deve imparare non soltanto una lezione tecnica ma anche di vita, deve capire l’importanza di mantenere la concentrazione e il controllo su quello che sta facendo, senza lasciarsi distrarre, e poi deve anche cadere. Le cadute giocano un ruolo importante non soltanto perché insegnano a correggere la postura del corpo in modo da mantenere il giusto equilibrio, ma soprattutto perché aiutano capire che certi eventi possono accadere quando meno te lo aspetti, anche quando facciamo il possibile per evitarli, e che la cosa più importante dopo una caduta, è rialzarsi e non lasciarsi scoraggiare.

Per quanto riguarda la sicurezza, invece, anche questa deve essere dosata in maniera saggia; l’esperienza del dolore è parte integrante della crescita e la cosa più importante è limitarsi a salvaguardare le parti sensibili. 

Sotto questo aspetto, quindi, vi basterà munire il bambino di un caschetto e delle protezioni per i gomiti e i ginocchi; nei primi approcci, inoltre, è importante trasmettergli sicurezza anche con la presenza, non soltanto con frasi di incoraggiamento, quindi aiutandolo a tenersi in equilibrio durante i primi e incerti colpi di pedale, ma allo stesso tempo cercando di renderlo indipendente il più velocemente possibile.

 

 

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