Considerazioni sul drop di una scarpa da corsa

Ultimo aggiornamento: 27.01.20

 

Analisi e caratteristiche di alcune tipologie di calzature, con un’attenzione particolare allo spessore e all’ammortizzazione.

 

Chi fa un uso continuato delle scarpe da corsa sa bene l’importanza dell’ammortizzazione e del supporto. Specialmente per quel che riguarda la zona del tallone è fondamentale avere ai piedi il giusto paio di scarpe, adatte sia al piede del corridore sia al tipo di terreno su cui si andrà a correre. Anche se passa spesso in secondo piano, un elemento importante è rappresentato dal drop. Con questo termine si va a indicare la differenza di altezza tra il tallone e la punta del piede. Un aspetto che pur nelle sue minime varianti tende a modificare l’esperienza della corsa in modo sostanziale.

 

Millimetri e scarpe da running

Esistono modelli di scarpe con un differenziale tra 0 e 12 millimetri. Con questi numeri si indica rispettivamente una scarpa di tipo “minimal” o “natural” e una invece con una postura molto modificata. A livello 0 il piede assume una posizione molto simile a quella di chi cammina a piedi scalzi, con la pianta e il tallone sullo stesso livello. Si tratta di una postura che può risultare scomoda, quando non dolorosa per il corridore, visto che nel tempo atterrare di tallone può creare fastidi in quella zona del corpo.

 

 

La stessa struttura fisionomia umana tende a compensare il movimento della corsa distribuendolo tra avampiede e parte posteriore. Maggiore è il drop e più il tallone andrà ad assumere una posizione sollevata, con un conseguente rilassamento del polpaccio. La spinta verso l’alto contribuisce a un rilassamento di questo muscolo che dovrà andare a estendersi in maniera maggiore con scarpe dal drop molto pronunciato. Viceversa chi invece punta a scarpe con drop 0 si troverà a dover gestire un muscolo più teso e allungato.

Non esiste una misura ideale, visto che ogni corridore fa storia a sé, posizionando il piede e il peso in modo differente rispetto a un altro sportivo. Riteniamo però che la conoscenza di questo aspetto migliori e arricchisca l’esperienza e la scelta al momento dell’acquisto. Chi ha corsa per un lungo periodo con scarpe con un dop medio, non riscontrando particolari indolenzimenti o problemi post allenamento, può dunque indirizzarsi serenamente su una scarpa simile, oppure provare con un modello dal drop più o meno marcato.

 

Aspetti complementari

Le scarpe da running sono realizzate in modo da poter gestire in maniera personalizzata il tipo di corsa e lo stile del corridore. Oltre al drop infatti è importante avere a disposizione delle protezioni per la zona della caviglia e una imbottitura adeguata che non interferisca con la corsa, garantendo una corretta mobilità durante tutto l’allenamento.

La suola e il tipo di tomaia consentono di gestire e adattarsi bene a terreni differenti, distribuendo il peso lungo tutta la superficie del piede, restituendo poi l’energia immessa verso il basso attraverso un trasporto e una riconversione della spinta che può far comodo durante uno scatto o una salita particolarmente intensa.

 

 

Come si vede dunque, numerosi sono gli elementi coinvolti che contribuiscono a creare la scarpa più adatta a una certa esigenza. Tra questi anche il drop trova una sua ragion d’essere, dimostrandosi così come un dato fondamentale da tenere sotto osservazione sia per chi voglia cambiare scarpa sia per chi invece segue sulla strada già percorsa. scegliendo così modello e tipologia con cui si è trovato bene in passato.

Se vi state avvicinando da poco al mondo delle scarpe da running il consiglio che vi diamo è di trovare un buon sito specializzato, magari anche un negozio con personale competente che saprà consigliarvi nel migliore dei modi.

Affidarsi a marchi storici e spendere anche qualcosa di più all’inizio potrebbe essere un buon punto di partenza e farvi portare a casa una scarpa capace di resistere bene nel tempo con una resa su strada molto soddisfacente.

Un punto centrale della questione riguarda l’ammortizzazione. Sul mercato per fortuna sono arrivati modelli e proposte capaci di soddisfare quegli atleti che puntano al massimo del confort come quelli che invece puntano a una scarpa barefoot, una tipologia a nostro modo di vedere veramente estrema e non per tutti. A voi dunque il piacere di scegliere e cercare un prodotto capace di dire la sua su terreni e situazioni differenti.

 

 

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