Dolore alla spalla: i progressi in ortopedia

Ultimo aggiornamento: 12.09.19

 

Una rivoluzione che arriva dal mondo dell’elettrostimolazione per curare problemi di articolazioni alla spalla. Tutto suoi nuovi sensori e pacemaker per il movimento. 

 

La spalla è tra le articolazioni del corpo dotate di maggiore possibilità di movimento e, anche per questa ragione, rischia di andare incontro a infortuni poco piacevoli. Essendo una parte così importante esiste una branca dell’ortopedia che si occupa di curare questa articolazione e di trovare dei metodi per favorire la mobilità in caso di traumi di qualsiasi tipo.

In questo articolo scopriamo come è fatta la spalla e che tipo di terapie innovative esistono per rimediare ai vari infortuni. Negli ultimi anni, grazie all’aiuto della tecnologia anche in campo chirurgico, l’élite di specialisti che si occupa di questa importante articolazione è alle prese con metodi innovativi per coloro che necessitano una cura. Scopriamo quindi le ultime innovazioni in campo ortopedico per chi soffre di dolore alla spalla.  

 

Com’è fatta la spalla?

La spalla è composta da due ossa: la testa dell’omero e la scapola. Tendini, legamenti e la capsula articolare sono i tessuti di rivestimento che hanno il compito di proteggere l’articolazione e di favorirne il movimento. Inoltre, legamenti e tendini, sono indispensabili per la corretta stabilità della spalla e si assicurano che le articolazioni rimangano al loro posto.

In modo particolare i tendini sono sottoposti a continue sollecitazioni ed è per questa ragione che possono infiammarsi e causare dolore. Allo stesso modo l’invecchiamento causa il deperimento delle articolazioni che con il passare del tempo rischiano di perdere forza e resistenza dando origine all’artrosi.

La spalla è quindi ancorata al resto del corpo attraverso una rete di legamenti, tendini e muscoli. I tessuti di rivestimento sono quelli che subiscono per primi i segni dell’invecchiamento, spesso a carico della cuffia dei rotatori. Non sempre vengono colpite entrambe le braccia e, in questo caso, il dolore che si percepisce può essere localizzato in una precisa area delle spalle. In altre situazioni il dolore coinvolge le zone limitrofe alle spalle e può propagarsi lungo tutto il braccio.

 

 

Il processo diagnostico

La diagnosi clinica avviene attraverso tre passaggi che hanno il compito di valutare con precisione la natura e l’entità del dolore che ha colpito il paziente. La prima parte della diagnosi consiste nel valutare eventuali traumi passati o recenti subiti dal paziente; dopodiché il medico lo esamina per comprendere la sede del dolore e le limitazioni del movimento. A questo punto si passa agli esami prettamente diagnostici che hanno il compito di scoprire la causa del dolore alle spalle.

Gli esami strumentali servono quindi per vedere le lesioni subite alle articolazioni attraverso dei macchinari speciali. Radiografie, risonanza magnetica e artrografia sono tra gli esami diagnostici più utilizzati, insieme all’ecografia.

 

Ecografia in real-time

Tra le procedure diagnostiche descritte qui sopra, l’ecografia è tra le più utilizzate perché consente di dare una valutazione sulla natura del dolore in tempo reale. La strumentazione ad ultrasuoni è la stessa utilizzata per visualizzare il feto in gravidanza, quindi è una procedura ben tollerata e non invasiva.

Le immagini che si vedono in tempo reale consentono al medico di ottenere una valutazione sulla natura e sull’entità del dolore. Nonostante gli ultrasuoni vengano utilizzati da decenni, non erano stati pensati per le articolazioni, e si è scoperto invece che possono essere molto utili come esami strumentali per chi soffre di dolore alla spalla.

 

Sensori e pacemaker di spalla

La scienza combinata alla tecnologia consente di fare passi da gigante nel processo diagnostico di qualsiasi tipo di disturbo. Come nel caso dell’esame strumentale in tempo reale grazie all’ecografia utilizzata per le articolazioni delle spalle, anche la nanotecnologia ci ha messo lo zampino. Stiamo parlando di due strumenti utilizzati per cercare di fare una diagnosi specifica e di comprendere la natura del problema che coinvolge questa parte del corpo.

Tra le ultime innovazioni del campo abbiamo trovato i sensori inerziali e uno speciale pacemaker.

I sensori inerziali vengono applicati esternamente in punti precisi e servono per far capire al chirurgo quale zona della spalla è responsabile del dolore. Il pacemaker della spalla è una sorta di elettrostimolatore senza fili che serve per correggere un deficit di contrazione e invia lo stimolo che manca al muscolo per permettergli di muoversi.

Un piccolo strumento che serve per attivare muscoli addormentati, utile anche durante la convalescenza di un’operazione chirurgica alla spalla per recuperare movimenti e nella terapia riabilitativa delle protesi di spalla.

 

 

Il GPS della spalla

Un altro strumento innovativo per curare i disturbi alla spalla è un GPS a sensori che ha il compito di rilevare la precisa posizione in cui deve essere posizionato un impianto durante un’operazione chirurgica e ovviamente in tempo reale. Per effettuare un’operazione standard è necessario pianificare con esami diagnostici la posizione esatta delle componenti protesiche e il loro orientamento è sempre a rischio della fallibilità dell’occhio umano.

Grazie a questo nuovo “tracker” come viene definito in gergo, non è più il chirurgo a decidere la posizione dell’impianto ma un GPS a sensori che fornisce tutte le informazioni in tempo reale.

 

 

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