Il futuro delle ruote pieghevoli è made in Italy

Ultimo aggiornamento: 30.03.20

 

Dall’Italia arriva da un giovane designer una proposta interessante, ideale per ottimizzare spazio e mobilità su due ruote.

 

La scelta di ottimizzare diversi componenti delle bici ha portato nel tempo modifiche e proposte più o meno futuribili. Tra le tante parti che compongono la bici la ruota ha sicuramente il suo peso e gestire al meglio ingombro ed efficienza può essere una tra le sfide che vale la pena affrontare. La proposta dell’italiano Andrea Mocellin guarda essenzialmente a questo: ridurre ingombro senza perdere nulla della funzionalità di questa parte fondamentale della bici, allargando nel tempo i possibili utilizzi anche ad altri mezzi, come le carrozzine per persone con problemi di mobilità.

 

Revolve: Un passo verso il futuro

A seguito di un duro lavoro di ideazione e progettazione, il progetto Revolve ha man mano preso vita. A partire dal 2014 e passando per più di cento modelli 3D e una decina di prototipi, l’idea ha preso forma concretizzandosi sempre più, fino a raggiungere la sua forma finale e definitiva.

Nel 2015 Mocellin ha dato vita al disegno ufficiale e brevettato della sua ruota pieghevole, procedendo lungo tre anni di esperimenti e migliorie, passando dalla forma classica di questo supporto, fino alle suggestioni provenienti dalla sfera di Hoberman, in cui diverse parti possono essere mosse generando una modifica nella struttura e nelle dimensioni della stessa, aspetto questo che per certi versi ha a che fare con la struttura pieghevole tipica del progetto Revolve.

I campi di applicazione non mancherebbero, andando dalle ruote per le bici che si utilizzano sempre più, passando per il supporto alle carrozzine o ai droni terrestri. Dalle immagini suggestive che si incontrano sul sito ufficiale del prodotto, stupisce l’accuratezza e la passione nel voler condividere gran parte del processo creativo, con immagini e disegni dei primi esemplari e dei successivi passaggi verso il risultato finale.

 

 

Nel primo esemplare, interamente realizzato a mano si voleva studiare la robustezza e l’efficacia della ruota Revolve, mentre nei tre altri passaggi successivi si è guardato alla verifica effettiva della flessibilità e a una semplificazione in termini di componenti, “asciugando” per così dire il tutto.

Altra questione si è posta anche al momento della verifica del sistema di apertura e chiusura, andando a ottimizzare quanto possibile l’ingombro una volta che la ruota veniva piegata. Lo step finale ha visto poi utilizzare la ruota su una bici o su una carrozzella, dimostrando così la compatibilità dello strumento su entrambi i mezzi.

 

L’impianto generale

Attraverso una chiave magnetica si è in grado di agire sull’apertura e la chiusura del dispositivo, con componenti ruotabili così da mettere in funzione il passaggio da uno stato di apertura a quello di chiusura e ingombro ridotto. I pneumatici airless sono stati poi rielaborati, nell’ottica del progetto e con in mente un alleggerimento sostanziale. La riduzione dell’ingombro della ruota ha visto un sostanziale successo, passando al 60% in meno della grandezza una volta aperta.

In quanto poi a modularità e praticità d’uso la scelta di una ruota ampia ben si adatta non solo alle bici che attraversano sempre più le nostre città ma anche a chi della mobilità su due ruote ha una reale necessità. Si veda il settore delle carrozzine per il trasporto di persona con una mobilità compromessa.

Lo stesso trasporto della ruota può avvenire semplicemente a mano, oppure inserendola in uno zaino o in un trolley. Dai 665 mm di apertura si passa infatti ai 226 mm una volta richiuso il tutto.

L’ergonomia della ruota nasce con il proposito di servire al meglio l’utente, incarnando così il senso profondo di un oggetto dal design studiato prima di tutto per la sostanza che lo identifica e lo caratterizza. Ampiezza delle ruote che quindi ben si sposa alle esigenze di movimento di viaggiatori e pendolari, dentro e fuori i confini urbani. La chiave magnetica è uno dei tanti aspetti su cui “ruota” il progetto Revolve. Ideale in termini di sicurezza, guarda anche a un telaio in alluminio e a un pneumatico airless a prova di forature.

 

 

Innovazione e mercato

Il progetto e la proposta portata avanti con passione e competenza da questo designer e inventore italiano, si iscrive in un flusso che vede la bici e il settore dei modelli pieghevoli in forte crescita. D’altra parte è su una mobilità alternativa che si gioca anche la partita verso il nostro futuro, assecondando quanto possibile tutti i progetti che seguono il flusso dell’ottimizzazione e del miglioramento dei supporti e di tutti i differenti componenti che rendono tale una bici.

Si vedono sempre più spesso pendolari che conciliano lo spostamento con i mezzi pubblici o l’auto con l’uso di una bici (Lista dei migliori bici pieghevoli), magari collocata nel portabagagli o che si possa portare direttamente a bordo. Se ai modelli pieghevoli, uniamo poi anche le bici con la pedalata assistita, scopriamo come la questione si faccia seria e al tempo stesso interessante. Questa seconda opzione permette infatti a diverse persone di alleggerire ancora di più il carico o certe pendenze che possono creare problemi a chi è anche avanti con gli anni, ma non per questo vuole smettere di muoversi sulle due ruote.

 

 

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