Il marchio Arena e l’eredità di Adi Dassler

Ultimo aggiornamento: 03.06.20

 

Dietro il successo del marchio di abbigliamento sportivo per il nuoto si nasconde la curiosità e una tradizione di famiglia che ha sempre puntato all’innovazione.

 

Gli inizi

Molti appassionati di sport acquatici conoscono bene la qualità e la tenuta del marchio Arena. Non tutti però conoscono chi ha dato i natali a questa grande azienda. Il nome Horst potrebbe risultare ai più sconosciuto, mentre il cognome Dassler dovrebbe far suonare qualche campanello d’allarme agli amanti del marchio Adidas e Diadora. 

Horst Dassler era infatti il figlio del fondatore del marchio Adidas, una passione e una visione per lo sport che è stata a lungo quasi un marchio di famiglia, e che ha fatto nascere due tra i maggiori marchi sportivi presenti al mondo, Adidas e Puma. 

L’ispirazione e l’idea di creare costumi e abbigliamento dedicato ai nuotatori arriva a Horst Dassler in occasione delle Olimpiadi del 1972 a Monaco. Il risultato dell’atleta Mark Spitz e i sette ori e record mondiali nelle diverse discipline, è la scintilla che dà il via alla produzione e di fatto fa nascere qualche anno dopo il marchio Arena.

Innovazione e supporto agli atleti

Nel 1973 la neonata azienda Arena decide di lanciare sul mercato un primo prodotto puntando tutto su leggerezza e aderenza al corpo. Il concetto di idrodinamicità era già particolarmente chiaro a chi si occupò di disegnare il prodotto. Già dal nome era evidente infatti l’intenzione di fornire una seconda pelle al nuotatore, con l’apporto di un costume ad alta aderenza e con il massimo della scorrevolezza una volta entrati in acqua. 

Skinfit, questo il nome scelto, era ed è ancora oggi un esempio di eccellenza costruttiva e di ergonomia applicata allo sport. Nel 1974 l’azienda procede poi alla sponsorizzazione dell’atleta Shane Gould, con una collezione di costumi dedicata che apre anche alle nuotatrici e alle appassionate di nuoto.

Horst aveva ben compreso il ruolo di primo piano svolto dalle sponsorizzazioni, così negli anni andò a creare un vero e proprio Arena Team. Alle Olimpiadi di Montreal gli atleti facenti parte del team portano a casa un medagliere decisamente ricco, con 44 medaglie olimpiche.

Due anni dopo si arriva a 62 medaglie nei Campionati mondiali di Nuoto di Berlino.

Nel 1980 arriva sul mercato il costume Flyback, pensato con spalline più sottili e una maggiore libertà nella parte posteriore della schiena. Il successo e la scelta di molte nuotatrici professioniste continua ancora oggi, con il modello rivisto e aggiornata ma sempre presente nel catalogo Arena.

 

Uno sguardo al futuro

Negli anni 2000 Arena continua ancora a stupire e a proporre modelli e tipologie di costumi, occhialini e cuffie di altissima qualità. In più nel 2014 raggiunge anche il prestigioso traguardo della FINA, organo centrale del nuoto a livello mondiale.

Dovendo ripercorrere altri traguardi è bene ricordare anche la creazione del costume Arena X-Glide, interamente realizzato in poliuretano nel 2009. Oltre a essere uno degli abbigliamenti sportivi (ecco la lista dei migliori prodotti) venduti on line più interessanti e apprezzati, è un gioiello in quanto a realizzazione tecnica grazie al materiale che lo caratterizza. Una soluzione che permette all’atleta Paul Biedermann di vincere per la prima volta Michael Phelps nella disciplina dei 200 stile libero.

Dopo il divieto della Fina di utilizzare inserti di questo materiale, Arena si mette al lavoro e rilancia con la nuova versione del modello X-Glide senza poliuretano. A ogni Olimpiade il brand si presenta con qualcosa di nuovo e innovativo, così da poter gestire al meglio e supportare come si deve la propria squadra di atleti.

È il caso del costume Powerskin Carbon-Pro. La qualità e la particolarità di questa proposta sta tutta nella trama del supporto. Tessuto e fibra di carbonio si fondono nel costume e vanno a creare un effetto di “compressione intelligente” che avvolge al meglio il corpo del nuotatore andando poi a migliorare la sua reattività e la scorrevolezza nell’elemento acquatico.

Conclusioni

Dai tempi di Horst Dassler la tecnologia e lo studio di innovazioni in ambito sportivo hanno veramente rivoluzionato il modo in cui esperiamo e viviamo l’attività sportiva. Dalle scarpe senza lacci, passando per gli indumenti che tracciano e monitorano performance e attività, tutto l’abbigliamento sportivo ha visto rinnovarsi e mutare secondo le esigenze di atleti e persone comuni che amano praticare questa attività.

Arena dunque, come ha intrapreso un cammino per certi versi diverso e simile a quello dei marchi “di famiglia” Adidas e Puma, ma lo ha fatto avendo tre punti fondamentali come guida: Innovazione, performance e sostenibilità. I risultati in tal senso sembrano parlare chiaro, con una serie di supporti per atleti e sportivi pensati per migliorare al meglio il rapporto con l’acqua. Letteralmente dalla testa ai piedi.

 

 

 

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