Il successo dei ciclisti britannici

Ultimo aggiornamento: 17.08.19

 

L’anno 2018 e i traguardi raggiunti sono il punto finale di una politica che ha investito sulle strutture e sui guadagni marginali

 

Maggio, luglio e settembre del 2018 hanno rappresentato occasioni memorabili per tre corridori britannici. Chris Froome ha conquistato il Giro d’Italia, Geraint Thomas si è poi aggiudicato il Tour de France, con Simon Yates che ha meritato la vittoria alla Vuelta spagnola. Da quanto si è potuto vedere sembrano non intenzionati a fermarsi e in queste righe abbiamo deciso di analizzare in breve i motivi di questa ascesa.

 

Uno sguardo al passato

Dovendo riassumere in poche parole quello che la nazionale britannica, la federazione e i preparatori hanno ottenuto, si potrebbe dire che hanno utilizzato nel modo migliore le risorse a disposizione. Parliamo di un investimento monetario che si andò concentrando su tutti quegli aspetti capaci di migliorare la prestazione e i risultati di un ciclista. La vittoria nelle Olimpiadi del 1992 dimostrò l’esistenza di talenti individuali da un lato e la totale assenza delle federazione di strutture adeguate con cui allenarsi.

La nascita del fondo per lo sport UK Sports divenne un’opportunità interessante e una sfida per quegli sport che puntavano a vincere, ricevendo così grazie a queste vittorie un supporto finanziario da poter reinvestire successivamente. Grazie ad alcuni successi provenienti dalle vittorie nelle Olimpiadi di Atlanta.

Quei soldi furono investiti però non puntando sugli atleti ma allargando lo sguardo a quelle dimensioni grazie a cui poter incrementare e innalzare la qualità e le prestazioni. Studi di meccanica, nutrizione e tecnologia andarono così a creare i mattoni su cui crebbe il professionismo nel ciclismo su pista.

 

 

Il focus

Facendo appello al buon senso e a un strategia più ristretta si decise di concentrare i fondi solo sul ciclismo su pista. Il perché è presto detto: il numero di medaglie disponibili nelle gare olimpiche era molto più alto rispetto ad altri sport ed, essendo considerato uno sport minore la stessa levatura e qualità degli avversari non raggiungeva quei picchi così alti come nel ciclismo su strada.

Lavorando duramente nella creazione di un team di alto profilo, l’Inghilterra cominciò a vedere i primi risultati nelle olimpiadi del 2008 di Pechino, con un palmares di ben 14 medaglie di cui 7 ottenute proprio sul ciclismo su pista. L’obiettivo della federazione di avere entro il 2012 una squadra altamente competitiva era stato già raggiunto con quattro anni di anticipo.

Altri risultati vennero poi negli anni successivi, creando così una sorta di circolo virtuoso grazie a cui poter raccogliere risultati, beneficiare dei fondi dell’Uk Sports e investire quegli stessi soldi in ricerca e ottimizzazione dei processi e degli studi. Diversi atleti che hanno vinto alcune delle più importanti sfide su strada hanno militato prima in un contesto centrato e focalizzato proprio sulla pista.

 

L’importanza dei guadagni marginali

Dietro i traguardi e l’iniziativa di portare al top il ciclismo inglese c’è da una parte l’affidarsi e il concentrarsi al massimo sui guadagni marginali, mentre dall’altro punto di vista si vede la centralità di una figura come quella di Dave Brailsford.

La scomposizione di ogni singolo aspetto, l’analisi dei possibili miglioramenti e la ricomposizione in un’unità più grande ed efficace, forte delle esperienze e di quanto guadagnato dal singolo studio di settore. In breve questa è la filosofia su cui si è scelto di lavorare. Ogni parte che componeva il ciclismo in quanto tale andava studiata e possibilmente migliorata dove possibile. Una galassia esplosa che si ricompone in un nucleo massiccio ed estremamente forte.

 

 

Nel 2009 Brailsford riuscì a trovare diversi sponsor per la creazione di un team ciclistico professionale, dando vita allo Sky Professional Cycling Team. Si andò così a creare una squadra privata finanziata da sponsor con l’intento di gareggiare e vincere alcune delle sfide più importanti del ciclismo mondiale. I primi risultati sono arrivati nel 2012 con le vittorie nel Tour de France con Wiggins, per poi raccogliere altri successi in ognuna delle altri competizioni.

Dietro queste vittorie del Team Sky c’è sicuramente un grande studio e una raccolta precisa e puntuale di numerose informazioni. Mai come in questi anni la presenza di un ottimo ciclocomputer (controllare qui la lista delle migliori offerte) è divenuta centrale per chi punta alla vittoria, leggendo con attenzione i diversi dati e le informazioni sul tipo di corsa e la potenza che si può esprimere in una determinata parte del percorso.

Esistono poi alcune eccezioni, capaci di fare la differenza anche senza il supporto di un super team e studi specifici alle spalle. Parliamo dei fratelli Simon e Adam Yates, tra le stelle nascenti di questo sport per gli anni a venire. Giovanissimi si sono formati però grazie alla creazione del velodromo di Manchester nel 1994, un altro effetto positivo di una politica di investimenti corretti capace di dare i suoi frutti, e che frutti.

 

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5.00 su 5)
Loading...