Il viaggio del calcio italiano nelle memorie degli emigranti

Ultimo aggiornamento: 14.11.19

 

Un piccolo excursus lungo le rotte che dall’Italia hanno portato milioni di compatrioti a condividere una passione nei rispettivi Paesi d’arrivo.

 

Attraverso storie e una passione che si è mantenuta inalterata nel tempo, intraprendiamo un breve viaggio in quei paesi in cui italiani di generazioni passate cercarono e riuscirono a creare un ponte e un qualcosa di unico, grazie al pallone da calcio (ecco i migliori modelli), formando club importanti e dando spazio anche a talenti futuri.

 

Australia e Uruguay

A seguito dell’emigrazione Italiana, nel 1956 nacque nella zona suburbana di Sidney un primo club chiamato Club Marconi per celebrare il famoso inventore. Al principio si tratta di un club di bocce ma nel 1958 venne creata la squadra calcistica, gettando negli anni a venire le basi per quello che sarebbe stata la prima Lega Sportiva Nazionale nel Paese. Nel tempo poi il nome cambiò fino all’attuale Marconi Stallions Football Club.

 

 

Discorso diverso per i fondatori del club di calcio Balcatta FC, gran parte dei quali originari di un paese in provincia di Messina, motivo per cui fu scelto il nickname Etna con cui farsi conoscere e in omaggio al famoso vulcano presente sull’isola.

Echi del Piemonte giunsero anche dal lontano Uruguay, dove venne creato il club del Penarol, in omaggio al paese di Pinerolo da cui proveniva Giovan Battista Crosa, proprietario di una pulperia nell’allora paesino di Montevideo. Dalla fondazione del club sportivo ai successi della squadra dalla maglia oro e nero. Anche la scelta dei colori evocava da un lato la ricerca dello splendore rappresentato dal colore dorato insieme al nero del carbone, a segnare l’origine proletaria di tanti appartenenti al club Uruguagio.

 

Il Brasile e l’Argentina

Ha origini antiche il club del Palmeiras, fondato nel 1914 da una comunità di italiani che voleva avere una propria squadra distinta rispetto al club del quartiere di San Paolo.

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale si passò al nome attuale cambiando da Palestra Italia a quello di Palmeiras, conquistando nel 1942 il titolo battendo in finale proprio il Sao Paulo.

Se si vuole andare ancora più indietro nel tempo, si deve guardare invece al mitico Sport Club Savoia, la cui fondazione risale addirittura all’Ottocento, ad opera di un gruppo di operai simpatizzanti per la dinastia al potere. Nel 1924 nacque persino un club chiamato Juventus, fondato da un gruppo di operai di un cotonificio. Si vede come un aspetto comune che torna è quello legato a un’origine dal basso, quasi sempre proletaria di questi club, figli di un popolo impiegato in industrie e aziende agricole.

 

 

In Argentina un posto speciale lo occupa il club Aldovisi, le cui origini affondano nel mondo dell’imprenditoria italiana coinvolta nel 1913 per la realizzazione del porto di Mar della Plata. Durante i lavori emerse forte il bisogno e la voglia di avere uno spazio dove i lavoratori potessero distrarsi, un motivo ottimo per far nascere quello che sarebbe diventato un club ufficiale del campionato Argentino. Tra l’altro il simbolo del pescecane e si è mantenuto, facendo da sfondo ai colori verde e oro.

Lo stesso discorso vale anche per Boca Junior e San Lorenzo de Almagro. Se per il primo si parla di origini liguri (non per niente i tifosi del glorioso club sono detti “xeneizes”, ovvero “genovesi”), per il secondo bisogna menzionare la figura del padre salesiano Lorenzo Massa. La squadra nacque ufficialmente nei primi del ‘900 e la scelta del nome fu un sentito omaggio alla figura del prete italiano. L’incontro di quest’uomo con un gruppo di ragazzi che si facevano chiamare Los Forzosos de Almagro, diede il via alla nascita del club sportivo formato da un gruppo di ragazzi.

 

 

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