Iniziare a camminare: guida pratica

Ultimo aggiornamento: 12.09.19

 

Breve compendio su chi vuole avvicinarsi al mondo del trekking senza lasciarci la pelle e divertendosi in mezzo alla natura.

 

Volete iniziare ad avvicinarvi alla pratica dell’escursionismo ma il vostro migliore amico è il divano di casa? Nessun problema. Importante è prendersi del tempo  per capire come e cosa serve per svolgere al meglio questa attività, senza timore di rimanere delusi.

 

Le scelte preliminari

Quali sono le scarpe da trekking più vendute e come si indossano? Prima di rispondere a queste domande è opportuno capire perché si vuole iniziare a esplorare la natura e da dove cominciare. Potete partire da piccole aree verdi nelle vicinanze di casa, o parchi e zone boscose, insomma non c’è che l’imbarazzo della scelta e una profonda consapevolezza che improvvisare va bene ma fino a un certo punto. 

Una volta scelta la meta da raggiungere, meglio capire per quanto si vuole camminare e se esistono pendenze e salite sfidanti per il vostro livello. Salire senza allenamento e l’adeguata attrezzatura è da irresponsabili, aumentando di molto il rischio di infortuni anche gravi.

 

 

Kit minimo con cui iniziare

A seconda della stagione e della meta che vi siete prefissati potete stilare un piccolo ma utile elenco riguardo i prodotti di cui avrete bisogno. Partendo dal basso è evidente che le scarpe da ginnastica non sono la calzatura ideale per affrontare una pietraia o un greto di un fiume, figuriamoci un bosco in autunno tra foglie e umidità. 

Per fortuna vostra, rispetto al passato numerosi marchi si sono diversificati nella produzione di scarpe da trekking, producendo scarpe anche molto leggere e con un’ottima suola con cui affrontare terreni e situazioni specifiche. Tre gli aspetti fondamentali da non dimenticare: comodità, robustezza e traspirabilità. 

Per le vostre prime uscite, se non siete subito vogliosi di sperimentare la montagna, potete affidarvi a una scarpa all terrain, ovvero una via di mezzo utile per gestire diverse situazioni. Sono scarpe con una protezione che arriva alla caviglia, ben ammortizzate sul tallone e con una suola lavorata per non scivolare troppo in situazioni di forte umidità o bagnato, mantenendo al tempo stesso il grip ideale su qualche roccia e terreno impervio. 

Affidatevi a un negozio specializzato, ottimo sia per la varietà dei modelli che per la preparazione dei commessi. Oltre a consigliarvi le scarpe da trekking più vendute e magari più costose, capirà le vostre esigenze con un oggetto di fascia media, ideale per i neofiti.

 

L’importanza della progressione

Il nostro corpo è una macchina pensata per adattarsi all’ambiente circostante e alle esperienze a cui lo sottoponiamo. Iniziare con un’escursione di quattro ore non è l’ideale, magari il vostro fisico reagirà bene ma i vostri piedi una volta rientrati a casa potrebbe non fare altrettanto. 

Nulla vi vieta di procedere poi con l’aiuto delle classiche racchette, magari da gestire anche nei passaggi più impegnativi per scaricare al meglio il peso e ridistribuire le forze. Se è estate scegliete tessuti traspiranti e un cappello con cui proteggersi dal sole. L’abbigliamento è qualcosa di necessario e fondamentale, molto meglio di un paio di pantaloncini e di una maglia di cotone. 

Uno zainetto impermeabile in cui inserire eventuali scorte di cibo o giacche è un altro tassello che va a comporre l’immagine del perfetto escursionista. La costanza poi è la seconda alleata che avete nel migliorare e godere sempre di più di ogni uscita all’aperto. Procedere con calma e trovare così un primo equilibrio consente di conoscersi e capire il proprio stato di forma. Nel corso delle prime uscite dunque meglio non strafare, imparando a dosare le energie sia all’andata sia al ritorno.

 

Le due P

Quando si inizia a camminare, non lo si nota subito ma ognuno si imposta su un personale ritmo. Compare qui la prima P, ovvero l’intensità del passo che si tiene nel corso dell’escursione. Uscendo da soli si può capire e sentire letteralmente sulle proprie gambe questo aspetto, mentre in compagnia l’ideale sarebbe trovare un giusto ritmo di camminata. 

 

 

Ascoltarsi è un’altra delle bellezze di uscire per un’escursione, tenendo così il polso sul tipo di andatura che si riesce a tenere senza andare in affanno. È un valore che nel tempo vedrete modificarsi sempre più, migliorando grazie al tipo di percorso e alle sfide che vorrete darvi. 

La seconda P è invece quella delle pause. Meglio dosarle così da non perdere troppo il ritmo, scegliendo anche il momento adatto a questo piccolo break. Occhio alla temperatura esterna, in caso si abbassasse repentinamente meglio coprirsi evitando di buscarsi un’infreddatura.

 

Attrezzatura e mentalità

Possiamo riassumere così le due parti che unite creano nel tempo un escursionista degno di questo nome. Bacchette, pantaloni tecnici e maglie adeguate alla situazione, sono il compendio essenziale da cui partire. A questo poi bisogna aggiungere il buon senso che non guasta mai e la misura che si accompagna ai nuovi inizi. Progredire lentamente ma con continuità porterà ottimi benefici a quegli utenti che sanno fare tesoro di ogni piccola lezione.

Un passo alla volta diretti verso una nuova meta da raggiungere, con la cornice di una natura splendida a circondarvi.

 

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