Le migliori giocate di basket

Ultimo aggiornamento: 16.11.19

 

10 canestri entrati nella storia, lungo un percorso che attraversa epoche e personaggi entrati nel mito di questo sport.

 

In questa pagina non ci occupiamo del canestro da basket (i migliori modelli) più venduto bensì di… storia! Come potevano, infatti, farci mancare un excursus delle migliori dieci giocate mai viste su un parquet? Di seguito una scelta limitata ma interessante per chi, una volta comprato un buon canestro, abbia voglia di mettersi alla prova emulando uno dei tiri raccontati qui di seguito.

 

10 – Il marchio di Jerry West

Forse alcuni già sanno che il logo dell’NBA pare sia stato ispirato da una foto di questo grande giocatore che ha militato nei Los Angeles Lakers per gran parte della sua carriera.

Diversi i soprannomi raccolti nel corso della carriera, da Mr. Clutch, per la capacità e il sangue freddo nei momenti più tesi e nelle giocate decisive, passando per the Logo, in virtù della silhouette ormai famosa e ben riconoscibile da tutti i fan NBA. In questa occasione vogliamo ricordarlo per un canestro da lunga distanza segnato allo scadere del tempo in gara 5 contro i New York Knicks.

Era il 1970 e la linea dei tre punti non era ancora stata inserita, altrimenti la partita si sarebbe conclusa con un punteggio finale di 103 a 102 per i Lakers. La squadra di Los Angeles riuscì tuttavia a portarsi in parità per poi surclassare i Knicks al termine del overtime.

 

 

9 – Michael Jordan got the Shot

La data è il 7 maggio del 1989. La star sotto il riflettore una leggenda su cui sono stati spesi fiumi di parole e video. Nella partita tra Chicago Bulls e Cleveland Cavaliers negli ultimi secondi di gioco si consuma ancora una volta la sfida tra il numero 23 dei Bulls e la guardia numero 3 dei Cavaliers. La data è importante non solo per la vittoria dei Bulls allo scadere del tempo ma anche perché ha segnato la nascita del famoso The Shot, ovvero il tiro in sospensione all’ultimo minuto che è diventato una sorta di “marchio di fabbrica” di Michael Jordan.

 

8 – Il miracolo di Tracy McGrady

Il numero 1 degli Houston Rockets del 2004 realizzò nel dicembre di quell’anno un’impresa che ancora molti prendono come esempio di tenacia e voglia di vincere, anche quando tutto sembra darti contro. Tutto accade negli ultimi 36 secondi dell’ultimo quarto di gioco. La squadra di San Antonio conduce per 76 punti a 68, quando T-mac lancia il primo missile da tre punti dentro il canestro avversario. San Antonio risponde con due tiri liberi portando il punteggio a 78 a 71.

Il cronometro segna 25 secondi allo scadere e Tracy si porta sul lato destro della lunetta centrando un altro canestro da tre punti, più un altro canestro dalla linea del tiro libero. Houston comincia così a rosicchiare lentamente la distanza, con un 78 a 75 sempre per San Antonio. Raggiunti i 16 secondi Houston realizza un altro fallo tattico, portando Tim  Duncan in lunetta che riporta in vantaggio la sua squadra su 80 a 75.

Raggiunti gli 11 secondi McGrady piazza un’altra bomba da tre punti, facendo sentire il fiato sul collo agli Spurs. Siamo 80 a 78 per la squadra di San Antonio. Ripresa l’azione si arriva così al momento finale, con San Antonio che perde palla ai 7 secondi e Houston che si spinge in attacco. Palla a McGrady, tiro da tre punti ai 3 secondi e palla a canestro. 81 a 80 per gli Houston Rockets e una caparbietà entrata di diritto nella storia

 

7 – Reggie the King

Torniamo questa volta indietro al 1995, con una prestazione a dir poco elettrizzante di Reggie Miller, tra i migliori tiratori da tre punti nella storia del basket. A maggio di quell’anno questo giocatore segnò nell’arco di 9 secondi ben otto punti, portando così la sua squadra, gli Indiana Pacers a 107 punti contro i 105 dei New York Knicks. Dopo quella partita Miller si guadagnò il soprannome di Knick Killer.

 

6 – Derek Fisher e il trionfo sugli Spurs

Nella carriera di un giocatore di basket, esistono momenti indimenticabili e situazioni al limite che spingono al tutto per tutto. In gara 5 la situazione diventò veramente complicata, con gli Spurs in vantaggio a 73 a 72 e ben 0,4 secondi alla conclusione dell’incontro. Sembrerebbe che le sorti del match siano definitivamente decise ma gli avversari non hanno fatto i conti con Derek Fisher che sfrutta un passaggio per girarsi e tirare al volo con un perfetto centro da due punti, tanto basta per portare a casa il risultato per 74 a 73.

 

5 – John Havlicek e lo steal del ‘65

Torniamo ancora indietro nel tempo, precisamente alla finale di Eastern Conference del 1965 tra Boston Celtics e Philadelphia 76ers. I Celtics erano sopra di un punto e con la rimessa da fondo campo per Philadelphia e un giocatore come Wilt Chamberlain tra le sue fila una rimonta e un canestro da due punti erano a portata di mano. Peccato che così non la pensava John Havlicek, capace intercettare il passaggio a metà campo e regalare ai Celtics un’altra vittoria nel campionato NBA.

 

4 – Isiah Thomas e un alley oop da brivido

Agile e scattante e con un’ottima capacità di tiro, Isiah Thomas è stato anche un grande assist man. Una grande giocata la realizzò contro i New York Knicks quando scelse di realizzare un alley oop facendo rimbalzare prima la palla in terra con una perfetta calibratura per il compagno lanciato in aria e pronto per schiacciare.

 

3 – Larry Bird e l’arte del passaggio

Altra grande star del basket passato, con una serie di colpi che ancora oggi sanno marcare la differenza e insegnare come gestire al meglio una situazione complicata. Il match contro i Detroit Pistons del 1987 è una chiara dimostrazione in tal senso. Durante una rimessa a circa otto secondi dalla fine, con i Pistons in vantaggio per 107 a 106, staccandosi dal giocatore che stava marcando Bird lesse in maniera perfetta la traiettoria e la decisione di Isiah Thomas, rubandogli la palla per effettuare un passaggio sulla linea di fine campo per un passaggio a Dennis Johnson lanciato dritto a canestro.

 

 

2 – It’s a Kind of Magic

La finale NBA del 1987 vede il grande Magic Johnson trovare un colpo da maestro che permette ai Lakers di superare i Boston Celtics di un punto, concludendo la partita con il risultato di 107 a 106. Magic scelse in quella occasione di prendersi tutta la responsabilità, con un gancio cielo a scavalcare grazie a una traiettoria arcuata i due difensori. Partita chiusa e gesto entrato nella hall of fame del basket NBA.

 

1 – Il cambio mano di Michael Jordan

Anche se nella storia di questo sport diversi e numerosi sono i gesti atletici entrati nell’immaginario, un posto speciale è riservato al passaggio di mano realizzato da Jordan contro i Los Angeles Lakers nel 1991.

Lanciandosi a canestro con la palla ben stretta nella mano destra, il numero 23 decise però di cambiare mano arrivato sotto il tabellone, con un passaggio alla sinistra e un gesto al tempo stesso spettacolare e funzionale a eliminare il rischio di un blocco o una stoppata.

 

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5.00 su 5)
Loading...