Mountain bike. Evoluzione degli stili e discipline

Ultimo aggiornamento: 21.01.20

 

Un breve viaggio lungo la linea che dalla tradizione ha proposto varianti e nuove sfide a due ruote

 

Andare in mountain bike non significa solo uscire con gli amici o in solitaria, affrontando percorsi e sfide diverse su tracciati più o meno sterrati. Il mezzo e il design si sono evoluti, puntando nel tempo a offrire la giusta soluzione secondo lo stile di guida e le aspettative che nascono e crescono intorno a questa passione. Facciamo insieme un excursus tra vecchie e nuove proposte.

 

Il fascino dell’Enduro

Tra le discipline che hanno conquistato maggior spazio e seguito tra gli appassionati, la mtb Enduro è una tra le competizioni più dure e in cui i riflessi e la lettura del tracciato giocano un ruolo decisivo che può portare dritti alla vittoria o a un posto in bassa classifica. Molto dello sforzo arriva dalla pedalata a ritmi elevati in discesa, su percorsi sterrati ricchi di curve, radici e altri elementi naturali a rendere il tutto più impegnativo. 

La manifestazione di solito dura uno o due giorni, con le discese cronometrate che vanno a creare poi una classifica generale  tra tutti gli atleti che hanno partecipato. Il profilo di una bici da Enduro si caratterizza per freni potenti, con dischi che possono arrivare anche a 200 mm di spessore. La buona ammortizzazione è ideale per gestire un tracciato ad alto tasso di variabilità, mentre per il telaio molti puntano all’alluminio, resistente alle diverse sollecitazioni e leggero quanto basta per “pompare” in fase di discesa.

 

 

D come Downhill

Tra le discipline che appassionano sia veterani della mtb sia i giovani spericolati, un posto speciale è occupato dalla pratica del Downhill. Rispetto al nome l’accento è posto sulla discesa e la tecnica utilizzata per percorrere anche ad alto regime un percorso caratterizzato principalmente da un lungo dislivello. Una buona mountain bike di questo tipo deve resistere al meglio lungo tutta la discesa e andare forte. 

Per queste ragioni è d’obbligo una trasmissione monocorona, che aiuta la pedalata durante la discesa, ovvero nel momento clou e fondamentale per chi desidera portare a casa la vittoria. Forcella a doppia piastra, con un telaio in alluminio full suspended sono due degli elementi tecnici fondamentali per chi vuole avvicinarsi a questo sport, senza dimenticare una bella ruota ampia.

 

Libertà e Freeride

Con l’avvento di queste nuove sfide, si passa a un’esaltazione della manovra, venendo meno alcuni aspetti come la pedalata in salita. Lo sfondo è per lo più un’area creata ad hoc, ricca di salti, rampe, discesi e ponti di collegamento che puntano al massimo della spettacolarità. 

Le bici di questo tipo sono ancora più specialistiche rispetto a quello da Enduro o Downhill e non vanno troppo d’accordo con una pedalata di tipo classico o più rilassata. Anche in questo caso meglio puntare su un supporto in alluminio, una lega adatta a resistere al meglio a grandi salti e cadute da altezze considerevoli. Freni a disco idraulici con uno spessore da 200 mm, trasmissione monocorona e ruote dalle misure ancora più generose rispetto ai modelli da Downhill.

 

Cross Country e Marathon

Si tratta di due discipline per certi versi simili, anche se nella dimensione Marathon aumenta considerevolmente la distanza complessiva da percorrere. Per il Cross Country, abbreviato in XC, la sfida sta tutta nel completare un determinato numero di giri intorno a un anello, sfidando poi gli altri corridori in un susseguirsi di salite, discese, create da altri folli e tecnici ciclisti che amano rendere la sfida divertente e tecnica quanto basta, specialmente sul fronte della velocità e della costanza data allo sforzo. 

La presenza di una forcella ammortizzata solo nella zona anteriore è un primo segno distintivo di questo mezzo, in cui l’espressione e l’esplosione nella nza delle gambe sono tutto ciò che conta per portare a casa il risultato. Veloci dunque, ma durante tutto il tragitto e senza cali di potenza. La seconda disciplina, prende il nome di Marathon data la lunghezza massima del tracciato, che in alcuni frangenti può toccare anche i 120 chilometri da attraversare. 

La struttura è ad anello, con un numero di giri molto ridotto, se non nullo. Il telaio in carbonio è tra le scelte di primo piano, con un’ampiezza delle ruote variabile tra un 29” e un 27,5”. Il telaio presenta forcella ammortizzata nella parte anteriore e lo shock, ovvero un ammortizzatore nella parte posteriore.

 

 

All mountain

Inizialmente con questo termine si indicava un cicloescursionismo in generale, il perdersi tra percorsi sterrati e tratti di montagna, seguendo la linea di un tracciato non sempre così chiara e definita, con intorno un panorama mozzafiato fatto di scorci, paesaggi e il gusto di muoversi senza fretta o l’impegno di una gara. 

Oggi però con questo termine si va a trattare un tipo di giro in bici focalizzato principalmente sulla discesa, con la versione in cui c’è maggiore libertà di movimento che prende il nome di trail. Come tipologia di bici si guarda a un modello full suspended, in cui a un profilo maggiormente da corsa, si alternano telai anche più rilassati ma che non trascurano in nessun modo la questione della sicurezza e della gestione di dislivelli e buona ammortizzazione. 

Una nota interessante è quella del reggisella telescopico, progettato per rientrare così da consentire una postura spostata maggiormente all’indietro, bilanciando il profilo della bici e la distribuzione del peso specialmente in discesa. 

 

 

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