Percorsi e mete da affrontare in mountain bike

Ultimo aggiornamento: 10.04.20

 

Alcuni consigli per chi punta a esplorare zone interessanti in sella alla sua bici e vivere una vacanza a contatto con la natura.

 

Muoversi in mtb vuol dire andare a cercarsi luoghi e situazioni che uniscono la sfida di una pedalata a panorami mozzafiato. Nelle righe che seguono facciamo il punto su alcuni tra gli itinerari da affrontare con un’ottima mountain bike.

 

Passo Tremalzo e il lago di Ledro

Al confine tra Italia e Austria, questo percorso consente di unire amore del paesaggio a un tuffo nella memoria storica attraversando 44 chilometri con un dislivello di 1.800 metri. Tra gli appassionati e i supporter di questo tragitto troviamo diversi utenti che amano più la bellezza di una salita su cui si procede con una certa lentezza, godendo tutto ciò che il paesaggio è capace di offrire alla vista. 

Dopo i primi 15 chilometri di strada asfaltata si lascia il posto a una base ghiaiosa mista a lastre di cemento che porta i bikers dritti al famoso Passo Tremalzo. Qui a dominare troviamo i colori in lontananza del lago di Garda e il verde misto al grigio delle rocce.

Una serie di sentieri laterali conduce lungo passi ricchi di storia, che videro sfidarsi francesi e austriaci lasciando così un ricordo indelebile nella storia e nel profilo di questi luoghi. La discesa che conduce a Ledro e al suo lago presenta pendenze capaci di mettere alla prova anche i freni migliori delle mountain bike (ecco la lista dei migliori prodotti). Ciclisti siete dunque avvisati.

 

 

Puntando alla vetta del monte Baldo

Ci si muove dalle sponde del lago di Garda, puntando verso la cima di questa montagna. Il tragitto è abbastanza impegnativo e la suggestione e il feeling che traspare da quei percorsi muove non solo le gambe di chi l’affronta, ma anche gli animi, riuscendo così a emozionare e a fissarsi nel solco della memoria. Attraverso una serie di sterrati si procede fino al raggiungimento della meta, per poi tuffarsi in un dislivello di 2.000 metri. Si tratta di un sentiero per gran parte percorribile in sella e con pochi punti in cui è necessario scendere dalla bici, per cui vi suggeriamo di preparvi e capire se il livello è quello che fa per voi.

 

Il Trecciolino della Val Codera

Altro itinerario che non necessita di troppe presentazioni. Si snoda su una superficie di 12 chilometri, mantenendo un’altitudine costante di circa 900 metri. Le sue origini risalgono agli anni Trenta, e lungo il percorso si incontrano oltre a viste e paesaggi mozzafiato anche abitazioni servite un tempo da mensa e rifugio per gli operai che lavorarono alla sua realizzazione.

La bellezza di questo percorso sta tutta nella gestione di fondo protetto che dà su strapiombi e cunicoli scavati nella roccia. Molti lo affrontano anche a piedi e chi opta invece per la mountain bike preferisce di solito iniziare in senso opposto, così da sfruttare al massimo la ciclabilità di questa via.

 

Il giro sull’Adda

Facciamo riferimento in questo caso a una rotta simile a un anello, pensata con un punto di partenza da Trezzo, per arrivare alla sponda milanese. Per chi l’ha affrontata questa via possiede un’anima più semplice e pianeggiante per quel che riguarda il fronte milanese, con un livello di sfida che si alza e cresce sul lato bergamasco, con salite e discese a rendere il tutto più movimentato. 

 

Puntare al monte Crocione

Seguendo la linea e il percorso di alcuni dei sentieri e passaggi storici della linea Cadorna, si rivive lo spirito e il colore di quei luoghi. Il punto di partenza è la sponda ovest del lago di Como, questi sentieri militari vedono ora gruppi di biker percorrerli in lungo e in largo, dando un senso a queste linee rubate e strappate dalla mano dell’uomo alla natura.

Puntando verso il rifugio Venini e da lì verso il monte Crocione, con l’ultima parte del percorso fino alla cima da farsi a spinta. Il ritorno offre altri spunti e passaggi interessanti, senza dimenticare la bellezza di passaggi e cunicoli storici, alcuni dei quali da passare anche in mtb.

 

 

Giro del monte Bianco

Concludiamo questa breve panoramica su uno dei percorsi che ancora oggi emoziona neofiti e professionisti delle due ruote. La bellezza e l’ampiezza del percorso obbligano a dividere in più giorni tutto il giro, scegliendo così la via migliore per godere appieno di uno dei percorsi più amati e più affascinanti, passando attraverso tre Paesi con un chilometraggio totale che raggiunge cifra 200. 

Per chi punta a un tragitto di media difficoltà si può partire dalla località di Courmayeur, passando poi per la Francia per arrivare alla terza tappa in Svizzera e poi concludere con uno scollinamento così da raggiungere poi il Ghiacciaio del Monte Bianco. La bellezza e l’impegno richiesto non sono pochi, ma il paesaggio e il panorama sanno richiamare curiosi e amanti della pedalata a tutti i livelli.

 

 

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