Prendersi cura della racchetta da tennis

Ultimo aggiornamento: 05.07.20

 

Consigli e linee guida per gestire in modo responsabile e autonomo tutte le parti che compongono una racchetta da tennis.

 

Il gioco del tennis è uno sport in cui riflessi, potenza e tecnica sono importanti per portare a casa il risultato. Altrettanto importante e centrale è però il supporto che accompagna gli sportivi giorno dopo giorno in campo. 

La scelta di una buona racchetta è fondamentale per cominciare e non esiste in assoluto la migliore racchetta da tennis quanto piuttosto quella che si sposa meglio al giocatore oppure a un determinato stile di gioco. Vediamo insieme quali accortezze avere e come personalizzare al meglio questo strumento, la cui durata va anche oltre la racchetta da tennis più venduta o il modello più recente uscito sul mercato.

 

Controlli di routine

Il primo errore che si tende a commettere una volta acquistata una racchetta è aspettare che una delle parti che la compongono cominci a inviare segnali di cedimento. Se per l’overgrip e una spolverata generale questa impostazione può avere una sua utilità, per altre parti come le corde, il passacorde o il bumper la questione non è proprio in questi termini. 

Specie per chi gioca a livelli agonistici, con quattro e cinque allenamenti o diverse partite durante la settimana, una regolare sostituzione delle corde rientra tra i compiti fondamentali per avere un gioco scattante e una risposta della racchetta che risponde al meglio alle vostre intenzioni. Iniziamo dunque dal primo elemento partendo dal basso per poi salire verso l’alto.

Il manico

Una volta impugnata la racchetta non sarà difficile individuare la zona suddetta, visto che è quella che stanno stringendo le vostre dita. In realtà questa parte è anche parte di un insieme più ampio detto albero (in inglese shaft), formato a sua volta dal collo (throat) e dal calcio (butt). 

Il manico è una zona robusta che, per sua stessa natura, viene avvolto da un nastro su più strati che protegge la mano dalla parte più dura del cuore del manico. Importante per mantenere una presa ferma sulla racchetta, il grip è una delle parti a cui prestare maggiore attenzione e che nel tempo tende a usurarsi con maggior frequenza.

Tra le funzioni fondamentali del grip abbiamo poi l’assorbimento del sudore e la tenuta della mano che così conserva una presa salda, colpo dopo colpo. Il grip deve essere avvolto partendo dal basso, per poi salire così da coprire tutta la zona dedicata. 

Il nostro consiglio è di non aspettare che le condizioni del grip arrivino a deteriorarsi ma agire con tempestività, andando ad anticipare l’inevitabile usura. A ogni giro è bene coprire leggermente il giro precedente. Il posizionamento iniziale di un punto con una graffettatrice rende la sostituzione del grip un’operazione non complessa ma a cui è bene prestare la giusta attenzione.

Discorso differente invece per quello che è chiamato overgrip. Si tratta di un’aggiunta determinata dalla volontà di aumentare lo spessore del grip, sempre nell’ottica di una migliore presa.

 

I fori passacorde 

Chiamati anche grommet sono un punto fondamentale e spesso sottovalutato in caso di una manutenzione. Si tratta in sintesi di inserti in plastica che passano lungo tutta la superficie del piatto della racchetta. Sono in pratica come dei custodi delle corde, progettati e pensati per ridurre lo stress e lo sfregamento eccessivo delle stesse nel punto di contatto con la racchetta. 

Un controllo e una verifica dello stato della corda nel punto di contatto con il passacorde e un check attento di questo altro aspetto possono aiutare a prevenire spiacevoli e scomodi incidenti durante una partita. Nel caso in cui un passacorde si rompesse, la corda si troverebbe a diretto contatto con il telaio della racchetta. Senza questa protezione è molto probabile che durante una battuta o uno smash la corda si tranci di netto.

 

Le corde

Anche in questo caso, la sostituzione e il controllo delle corde dipendono proporzionalmente dalla frequenza e dal tipo di gioco. Un agonista che gioca anche quattro volte alla settimana deve per forza di cosa cambiare molto di frequente le corde della sua racchetta, o almeno verificare che la tensione e la risposta si mantengono su livelli adeguati. Si tratta di sensazioni che un giocatore esperto riesce a “sentire” più facilmente rispetto a un neofita.

La grande differenza tra le due attitudini sta nei tempi e nei modi. Di solito il professionista interviene prima che la corda perda la sua tensione o si rompa improvvisamente. Qui poi entra in gioco anche la questione del tipo di corda utilizzata. Il budello naturale ha dalla sua una capacità di restituire precisione e una sensazione che spesso solo un professionista è in grado di apprezzare. Si tratta però di corde molto delicate e che subiscono un forte stress termico. Per questo motivo la scelta di questa tipologia comporta una spesa mediamente superiore e una maggiore probabilità di rompersi.

Per i giocatori che invece puntano a una maggiore potenza, un’altra soluzione è offerta dalle corde multifilamento. Più elastiche e meno soggette a cali di tensione, sono corde ideali per chi vuole ridurre quanto possibile le vibrazioni trasmesse al braccio. Di contro data la grandissima varietà sul mercato, non sempre è facile trovare la giusta corda capace di fare al caso vostro.

Chiudono questa breve disamina le corde monofilamento o in poliestere. Ideali per dare un maggiore effetto alla palla, possiedono però una durezza che incide in modo significativo sulla risposta e sul tipo di vibrazione che passa al polso.

La custodia

Parte integrante della cura e della manutenzione della racchetta è poi la scelta di una custodia adatta. Il nostro consiglio è di puntare su un modello termico, pensato e progettato per mantenere al meglio la temperatura interna e non incidere in modo negativo sulla tensione e la qualità delle corde. 

In caso contrario ricordatevi sempre di dare di tanto in tanto una spolverata alla vostra racchetta, evitando di lasciarla in macchina o troppo esposta a temperature eccessivamente alte e a bruschi sbalzi. Meglio portarla magari con voi in ufficio piuttosto che lasciarla al calore dell’interno di un auto.

 

 

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