Prevenzione e rischio vesciche

Ultimo aggiornamento: 12.09.19

 

La scelta di una scarpa da trekking va valutata anche con l’obiettivo di scongiurare fastidi e danni al piede. Vediamo come 

 

La formazione di vesciche nella zona dei piedi è un inconveniente le cui origini possono essere molto diverse ma il cui esito finale è il medesimo: fastidio e dolore localizzato e una difficoltà nel camminare o appoggiare al meglio il piede. Comprare scarpe da trekking economiche (controllare qui la lista delle migliori offerte) potrebbe quindi non essere la scelta migliore se vi succede spesso di essere esposti a situazioni che facilitano la formazione di queste fastidiose ferite. Le cause però non vanno imputate alla sola calzatura, quando in realtà più fattori concomitanti contribuiscono alla nascita di queste scomode escrescenze nelle zone a stretto contatto tra scarpa e piede.

 

Vesciche, una definizione

Niente di particolarmente complesso genera la formazione delle stesse. Si tratta di una risposta fisiologica dell’organismo a una sollecitazione estrema e a un sfregamento della pelle. Si va così a formare una sacca di liquido sulla parte lesa a protezione della zona interessata. La questione a riposo non sarebbe neanche troppo dolorosa, il problema nasce dal fatto che il tessuto circostante si tende e provoca dolore più o meno intenso, quando non la rottura della stessa vescica così da dover ripetere il processo. 

 

 

Primi rimedi

Il primo step da compiere per prevenire questo spiacevole evento è la scelta delle calze e di una scarpa adeguata. Il calzino infatti si colloca tra il piede e la scarpa, motivo per cui optare per una tipologia leggera il giusto può essere un’opzione adatta ma che deve tener conto anche di altri fattori, misura della scarpa inclusa. 

Nella scelta del modello che pensate possa fare al caso vostro evitate di scegliere una misura troppo larga o eccessivamente stretta. In entrambi i contesti infatti il rischio di formazione di vesciche è abbastanza alto. Da un lato a causa dello sfregamento del tallone con il piede troppo compresso, o quando il piede si trova a ballare troppo sulla suola, si verifica questo spiacevole risultato. 

Quindi a seconda dell’escursione che vi aspetta scegliete le giuste calze, optando per un modello leggero ed elastico al punto giusto nel periodo estivo, o una versione più spessa con cui affrontare al meglio il clima autunnale o invernale. Più il piede resta asciutto e comodamente collocato nella scarpa e più difficilmente si manifesterà l’odiata vescica.

 

Soluzioni in corso d’opera

Qualora poi la questione si dimostrasse più problematica e la vescica già formata, è bene adottare i seguenti rimedi. L’ideale sarebbe lasciare al vostro corpo il compito di risolvere nel tempo la questione, lasciando asciugare la zona contenente il liquido così da rafforzare anche lo stesso tessuto in precedenza lesionato. 

Se il dolore è forte e intenso si può procedere a una verifica e apertura della sacca con il liquido, sempre con strumenti sterilizzati e prodotti pensati per la cura e la gestione delle vesciche. In commercio esistono delle creme cicatrizzanti e lenitive, oppure dei cerotti specifici per il trattamento di queste piccole ma fastidiose ferite. 

C’è a dire poi che è molto probabile per chi viene da un lungo periodo di inattività che una volta messosi in marcia per diverse ore, si assista alla formazione di piccole vesciche. Il corpo deve adattarsi, modificandosi e rinforzando le difese con uno strato protettivo che coinvolge anche lo strato superficiale della pelle. Con la pratica e l’adattabilità si vedrà nel tempo una progressiva riduzione delle vesciche. A noi il compito di semplificare al nostro organismo l’opera.

 

 

I materiali da preferire per le calze

Un trekking leggero e una scalata in montagna non possono essere messi sullo stesso piano. Stesso discorso dunque per la questione calzature da indossare. Il cotone al 100% pur essendo ottimo come materiale non ha una grande capacità traspirante, assorbendo dunque molto il sudore e facilitando l’eventuale sfregamento che poi genera le vesciche. 

La combinazione però con il sintetico tecnico può risolvere la questione, così da avere magari ottima elasticità e gestione del piede, a cui si accompagna un’ottima resa contro l’umidità. Capita lo stesso anche con la lana, la cui ruvidezza mal si accompagna a un tipo di escursione troppo lunga e impegnativa. 

Si vede quindi come la partita si gioca tutta tra calzature e scarpa scelta. Avere con sé un secondo paio di calzini asciutti o di genere differente consente di correggere il tiro se il tempo cambia o la vostra escursione incontra un violento acquazzone. Le migliori barriere poi sono il buon senso, l’organizzazione prima di mettersi in marcia e una scarpa che si sposa al meglio con la calzatura scelta in abbinamento. 

Pulizia e igiene della zona traumatizzata assicurano una gestazione breve del problema, così da affrontare la prossima escursione con la giusta attitudine e i piedi a posto.

 

 

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