Scarpe da ginnastica e riciclo

Ultimo aggiornamento: 10.04.20

 

Dal comune di Bologna e dal mondo dell’associazionismo, nasce un’idea di recupero solidale, con cui trasformare le scarpe usate in qualcosa di molto utile.

 

Lo scorso anno Bologna, insieme con numerosi altri comuni emiliani, è stata protagonista di un’iniziativa a sostegno dell’economia circolare. In una serie di proposte congiunte che hanno coinvolto Arpae Emilia e i centri regionali di educazione alla sostenibilità si è cercato di guardare con occhio e spirito differente al mondo del riciclo e al riutilizzo dei materiali.

A questo scopo è stato possibile per i cittadini donare vecchie scarpe da ginnastica e sandali infradito in gomma, vedendo così trasformare qualcosa di inutilizzato, in gomma utile a formare la pavimentazione dei campi da gioco di un parco per bambini. L’iniziativa poi è ancora più lodevole, considerato il fatto che il comune che riceverà questa nuova struttura è quello del paese di Amandola, colpito dal sisma nel 2016.

 

Il senso dell’iniziativa

La volontà alla base di questa raccolta segue direttrici differenti e una motivazione che trova nel coinvolgimento delle famiglie e del supporto dal basso il suo senso più forte. Il segnale che si vuole condividere infatti mira alla promozione di nuove pratiche di riciclo, vedendo così le stesse scarpe da ginnastica usate come una risorsa importante da cui creare qualcosa di differente e utile non solo per chi le ha indossate un tempo.

 

 

“Le tue scarpe al centro” questo il nome del progetto si è articolato non solo creando ben 250 punti di raccolta, ma andando anche a stimolare i più giovani con laboratori didattici nelle scuole capaci di coinvolgere personale degli insegnanti e alunni in un processo di sensibilizzazione e aiuto concreto.

Lo sport viene così percepito sotto una differente angolazione, passando attraverso un supporto reale che si utilizza nella pratica sportiva e che può trovare una nuova destinazione d’uso attraverso l’uso della gomma che viene trasformata in pavimentazione morbida per i parchi dei bambini o per proteggere e mettere in sicurezza certe strutture.

 

Risultati e considerazioni

La sinergia tra istituzioni, enti locali e cittadini ha dato ottimi frutti, con ben 29.000 paia di scarpe raccolte e donate per essere trasformate in materiale differente per i parchi dell’infanzia. La mobilitazione è passata anche attraverso una campagna di marketing e condivisione, passando dai canali classici come la stampa locale e le televisioni nazionali, senza trascurare poi i post sui social network e il supporto di associazioni e personalità dello sport, un mix che ha reso possibile un risultato così lodevole, che ha triplicato poi l’iniziale obiettivo di partenza di inizio campagna.

Un esempio di come una buona organizzazione e una proposta pratica di economia del riciclo sia possibile e si configuri come una delle vie praticabili per mettere in moto persone ed enti. In questo caso si è trattato delle scarpe da ginnastica e di infradito a cui dare una seconda vita, scegliendo così un elemento che gran parte delle persone indossa quotidianamente o per la pratica sportiva.

La risposta delle persone lascia dunque ben sperare, conservando però anche il punto e la costanza nel non abbassare la guardia su tematiche del genere. Imparare e insegnare a vedere il ciclo di vita differente di certi oggetti è un passo vitale per le generazioni future e un dovere per chi desidera trasmettere e condividere iniziative che vanno contro il consumismo sfrenato e una filosofia “usa e getta” legata a quanto acquistiamo e spesso accumuliamo in casa.

 

 

Veicolare che una via alternativa non solo è possibile ma che è necessaria è il miglior dono che possiamo fare a noi stessi e a chi si trova in situazione di necessità.

Le tecnologie e gli impianti per la creazione del nuovo dal vecchio sono ormai una realtà assodata, motivo per cui è utile cercare di sfruttare e supportare un’economia del riciclo, gestendo e capendo cosa e come si può trasformare, riducendo così l’accumulo di altri materiali e oggetti grazie alla rinascita e trasformazione di quanto ha concluso il suo iniziale ciclo di vita. Una maniera intelligente e responsabile di dare senso all’affermazione: Nulla si distrugge, tutto si trasforma.

 

 

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