Sport e made in Italy. Quattro grandi nomi dell’abbigliamento sportivo

Ultimo aggiornamento: 02.06.20

 

Un viaggio diviso in quattro tappe, alla ricerca delle case di produzione capaci di esportare e far conoscere all’estero la qualità italiana.

 

Lo sport non è solo chi lo pratica, la bellezza del gesto atletico, oppure la grande squadra. È passione, duro lavoro e anche qualche idea brillante capace di trasformare una piccola azienda familiare in un punto di riferimento per tanti sportivi anche oltre i confini nazionali.

Questi alcuni dei nomi scelti che nel tempo, per un motivo o per l’altro sono stati capaci di decretare il successo di un prodotto sportivo più venduto sul mercato.

 

D come Diadora

Arrivare ad essere lo sponsor tecnico della Nazionale di calcio Italiana è già un piccolo traguardo per l’azienda Veneta di Caerano di San Marco. Per chi ama i numeri questo sodalizio è durato quasi dieci anni, dal 1986 fino al 1994. La storia e le origini affondano però 30 anni più indietro, con una piccola realtà composta da tre persone e dedita alla produzione di calzature militari per i soldati impegnati al fronte. 

Il passaggio nel tempo vede gli scarponi da lavoro, per boscaioli e chi vive in montagna prendere via via il sopravvento, mentre la fama di questa attività comincia ad raggiungere altre parti d’Italia. Figura centrale in questa evoluzione è quella di Marcello Danieli che arriva nel 1967 a dare vita al primo calzaturificio a nome Diadora. 

Lo sguardo e la produzione in quei tempi di ripresa e boom economico, punta dritto verso la montagna. Si vanno realizzando così sci, doposci e scarponi per gli sport invernali. Da questo momento in poi il brand comincia a strutturarsi e pian piano a diversificarsi, con il famoso logo che richiama una freccia alata di colore giallo ad affiancare il nome Diadora e l’investimento anche su calzature legate al tennis, per poi passare al calcio, alla pallacanestro, ciclismo e scherma.

F come Freddy

Nata in Liguria, la società ideata da Carlo Freddi, ha fatto del movimento e della voglia di innovare un punto fermo e un vanto riassumibile nello slogan “The art of Movement”. Di arte ed eccellenza sportiva si parla, anche perché già dagli inizi l’obiettivo è quello di fornire scarpe per la danza classica e la ginnastica ritmica. 

Anche in questo caso sono gli anni Settanta a portare una ventata di salutismo e di amore per lo sport nelle persone, così che l’azienda vola alla grande, trovando poi negli anni 80, nell’aerobica e nelle palestre lo sport e la cornice ideale in cui inserirsi e distinguersi. Forte del successo e dell’apprezzamento degli utenti, segue poi una campagna di marketing con sponsorizzazioni eccellenti. 

Si parte dalla Federazione Ginnastica d’Italia, per poi passare all’Accademia Nazionale di Danza, fino al Royal Ballet di Londra. Il 2013 è l’anno dell’innovazione, con il lancio del modello di leggings sportivi WR.UP, pensati per esaltare le forme femminili. 

Nell’anno seguente il focus si centra poi sulle scarpe casual 3PROBALLERINA, ideate per fornire una calzatura comoda e adatta anche a lunghe giornate in piedi. Da un primo approccio decisamente sportivo, il marchio ha saputo reinventare e reinventarsi, segnando di fatto un punto forte nella creazione di scarpe casual e sportive allo stesso tempo, dedicate a un pubblico ampio che esula anche dal quello tipicamente femminile.

 

L come Lotto

Azienda veneta originaria della zona di Montebelluna, ancora oggi presente sul mercato con un’ampia diversificazione dell’abbigliamento sportivo (controllare qui la lista delle migliori offerte), iniziata verso la metà degli anni Settanta con le scarpe da tennis. Interessante anche l’origine del logo, una doppia losanga che rappresenta due campi da gioco sovrapposti con uno spazio in bianco al centro.

Cavalcando l’onda dei campi in terra battuta, il passaggio successivo è quello che porta l’azienda a proporre e produrre scarpe da calcio. Prima arriva la sponsorizzazione della nazionale di Calcio Italiana e la vittoria ai mondiali dell’82, per poi passare alla Nazionale Olandese e ad atleti di altre discipline come la corsa e la maratona. 

Nel 1994 la Champions League viene vinta da un Milan che porta ai piedi gli scarpini e il logo dell’azienda di Treviso. Nel passaggio agli anni 2000 si ricordano poi gli scarpini Lotto Zhero Evolution, indossati dai campioni del mondo Perrotta, Camoranesi e Toni. Nel 2006 arriva sul mercato Lotto Zhero Gravity, la prima scarpa da calcio al mondo senza lacci. 

Il 2010 vede Francesca Schiavone realizzare il sogno di un’italiana sul terreno del Roland Garros. Un cammino che non sembra volersi interrompere, coniugando anche iniziative benefiche e solidali con uno sguardo al mondo dell’alta moda, con sfilate sulle passerelle milanesi.

M come Mares

Mare, immersioni e sport subacquei. Questo il trittico che ha visto crescere ed evolvere un marchio come Mares, che fino agli anni settanta ha mantenuto un’anima e una passione per le attrezzature di qualità tipicamente italiane. Le origini dell’azienda affondano nel 1950, quando il fondatore Ludovico Mares diede i natali a questo marchio amato da tanti appassionati del mare.

La produzione iniziale si concentrò inizialmente su qualche fucile da pesca, pinne e poche maschere. Una realizzazione di grande qualità che mise in luce l’eccellenza costruttiva e l’innovazione del marchio e del disegno che sottostava a ogni nuovo modello.

Nel 1973 viene lanciata la prima pinna composta in bimateriale, con una sorta di scarpetta prestampata e una pala in polimero tecnico, mentre nel 1982 arrivano le prime maschere realizzate in silicone liquido, ormai quasi uno standard per questo tipo di attrezzature.

Da questo momento fino ai nostri giorni l’azienda ha saputo allargare il più possibile l’ambito legato agli sport subacquei, con una differenziazione encomiabile il cui motto è ben esplicato dallo slogan: “Enjoy diving with advanced performance through superior technology”.

 

 

 

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