Stampa 3D e scarpe da running

Ultimo aggiornamento: 26.11.20

 

Esploriamo come le nuove tecnologie ci stanno avvicinando sempre più alla creazione di calzature ultra personalizzate.

 

Sport e tecnologia stanno ormai creando un connubio imprescindibile, assecondando i desideri degli sportivi amatoriali e dei professionisti. Per questo l’unione e il supporto offerto dalla stampa 3D offre soluzioni innovative e un livello di personalizzazione mai visto in precedenza. Nelle righe che seguono abbiamo raccolto alcuni esempi e le proposte più significative tra i marchi che per primi hanno intrapreso questa strada e che continuano ancora a unire ricerca a nuove proposte.

 

Nike e New Balance

Difficile che un brand come Nike non puntasse prima o poi su soluzioni e una proposta di scarpa realizzata con l’ausilio di una stampante 3D. Un’ambizione che ha trovato in Nike Flyprint soluzioni e proposte ad hoc per i professionisti. Attraverso studi dal vivo su atleti e sportivi si è andata a creare una scarpa con una tomaia che calza come un guanto intorno al piede del corridore, sfruttando così le analisi e tutte le informazioni per la creazione di una scarpa che nasce sulle statistiche e l’anatomia dell’atleta, ottimizzando e migliorando la performance.

 

 

Un lavoro che nasce e si sviluppa anche grazie alla stampa 3D e all’analisi computazionale dei dati e le informazioni raccolte, così da poter scegliere il formato e persino i materiali migliori che più si adattano al soggetto che dovrà indossare le scarpe. Nel futuro l’obiettivo è quello di puntare alla creazione di calzature in cui la qualità della performance e la realizzazione in casa siano sempre più alla portata di tutti, includendo così non solo gli atleti professionisti. Già dallo scorso anno Nike ha messo a punto una stampante e una filiera produttiva con cui si riesce a realizzare un prototipo sedici volte più rapidamente rispetto agli standard attuali.

I competitor però non restano fermi a guardare, con un’altra storica firma come New Balance che si è lanciata a testa bassa nella competizione. La partnership con un’azienda come 3D System la dice lunga sulle intenzioni di creare e proporre nuove soluzioni, mantenendo alto il profilo come sempre, quando si tratta di scarpe sportive o da running. Già nel 2013 New Balance realizzò dei tacchetti per il corridore Jack Bolas, seguendo questa linea fino al 2015, anno in cui ha ufficializzato la sua partnership con 3D System nella realizzazione di una linea di nuove scarpe da running in cui l’intersuola fosse completamente realizzata grazie a un sistema di stampa 3D.

Le New Balance Zante Generate sono la testimonianza reale e un risultato tangibile dei benefici ottenuti dalla stampa 3D. Rispetto a una scarpa realizzata con materiali tradizionali come la gomma, il processo di realizzazione dell’intersuola impiega molto meno tempo e produce risultati nettamente migliori su pista.  

 

Le proposte Under Armour e Brooks Running

Il produttore di Baltimora nel 2016 ha prodotto nel 2016 una nuova scarpa da allenamento, appositamente studiata per rendere al meglio senza perdere nulla in quanto ad elasticità.

Si tratta del modello Under armour UA Architech futuristic. Il tratto caratteristico di questa scarpa va ricercato nel sistema di chiusura a compressione e una copertura dei lacci che protegge e asseconda le linee del piede. Anche in questo caso la scelta di un’intersuola realizzata in lattice nasce da uno studio attento e da una produzione che passa per la stampa 3D.  

Brooks running ha creato una sinergia con altre due società, puntando alla realizzazione di una scarpa adatta per il mondo dei corridori. Da un lato infatti il contributo offerto dall’azienda Superfeet è stato fondamentale, così come la tecnologia Fit station messa a punto da un colosso come HP.

La prima ha contribuito in modo considerevole alla creazione di una soletta realizzata con una stampante 3D, mentre il sistema messo a punto da HP scannerizza letteralmente il piede, grazie a oltre un milione di punti di contatto così da creare una mappatura realistica del piede e della caviglia.

 

 

Il programma Genesys nasce con questo obiettivo: testare su un gruppo selezionato di corridori il meglio di queste due tecnologie, riuscendo in tal modo a creare una linea unica e un concetto di scarpa adatta alle diverse tipologie di piede.

Insomma si vede come anche i grandi brand vogliano proporre soluzioni alternative alla filiera produttiva che va attualmente per la maggiore, sfruttando le tempistiche molto ridotte offerte dalla stampa 3D e da processi di prototipazione dei nuovi modelli che si adattano al meglio al tipo di persona che li andrà a indossare, migliorando nel tempo prestazioni su tutti i campi da gioco e per chi ama allenarsi all’aperto.

 

 

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