Trasmissione meccanica o elettronica?

Ultimo aggiornamento: 21.01.20

 

Analizziamo insieme gli aspetti chiave legati alla scelta del migliore cambio per la vostra mountain bike

 

Anche nel mondo delle mountain bike sta prendendo piede la possibilità di variare da un gruppo meccanico verso una soluzione elettronica. Dubbi e perplessità permangono, così come la grande forbice di prezzo per chi punta alla nuova scelta. Vediamo insieme punti di forza e aspetti più problematici delle due versioni.

 

Affidarsi a un gruppo meccanico

Gli amanti della guaina e del cavo di collegamento difendono ancora strenuamente questa scelta affermando anche la differenza nel modo in cui si sente e si gestisce il tutto. In quanto ad affidabilità la scelta di un gruppo meccanico non presenta l’annosa questione di tenere da conto autonomia e carica residua presente sulla batteria. Per non parlare poi del costo complessivo di un cambio del genere, di molto inferiore alla proposta elettronica. 

Sul fronte dell’installazione anche le cose sembrano lavorare in modo differente, con una maggiore semplicità in fase di montaggio e posizionamento del tutto. La sensazione del cambio è un qualcosa difficile da esprimere e che unisce in maniera interessante da una parte il ciclista e dall’altra il proprio mezzo. A livello di gestione delle diverse parti che costituiscono il gruppo meccanico, l’utente può muoversi tra marchi e proposte differenti, optando per il meglio di ognuna delle parti così da avere a disposizione un set customizzato secondo il suo gusto. 

 

 

In caso di cambio repentino del tempo o dovendo affrontare situazioni anche con temperature molto basse o eccessivamente alte, gli effetti su un cambio di tipo meccanico non si fanno sentire più di tanto e la sostituzione in caso di incidente della catena o altre parti non è così complessa come per un gruppo elettronico. 

È bene però precisare che anche l’acqua non è così amichevole con i cambi meccanici, eliminando progressivamente il grasso che migliora la scorrevolezza di alcune parti e portando ad arrugginirsi altre parti. La manutenzione è sempre opportuna e necessaria ma in questo caso a scoprire più il fianco ai problemi legati a pioggia, fango e sporco eccessivo sono i nuovi arrivati gruppi elettromeccanici.

 

La via del gruppo elettronico

Puntare invece su un cambio di tipo elettronico offre un nuovo sguardo e una sensazione che, una volta superato il primo impasse, non è semplice abbandonare. Adatto anche a chi sceglie una mountain bike economica (ecco i migliori modelli), si tratta di un sistema che ottimizza per prima cosa la posizione e la gestione del cambio e del deragliatore. Questo aspetto infatti è gestito in completa autonomia dalla centralina che trova sempre la posizione migliore, così da non creare sforzi eccessivi. 

La stessa trasmissione assume un aspetto più intuitivo, eliminando l’annosa questione degli incroci. In assenza di cavi ma lavorando principalmente su impulsi elettrici che vengono trasmessi, ci si libera della manutenzione di questo aspetto, pur permanendo tutto il contorno di controlli e gestione delle parti come deragliatore, puleggia e catena. 

Un altro aspetto molto interessante offerto dal sistema elettronico è rappresentato dalla funzione Synchro Shift, pensata per chi vuole avere sempre sotto controllo con un solo tasto si gestisce il cambio fino a 22 marce. La zona del manubrio acquista un maggior equilibrio e pulizia, con display piccoli e poco ingombranti e null’altro a distrarre il ciclista. 

L’altro elemento che ha fatto pendere più volte l’ago della bilancia verso questa scelta sta nella enorme pianificazione offerta dal programma E-tube. Si tratta in poche parole di un sistema con cui l’utente può personalizzare fin nel più piccolo dettaglio questioni legate al cambio e al modo in cui affrontare il tracciato, attraverso una scelta a monte, che nasce e imposta l’uscita ancor prima di aver messo i piedi sui pedali della bici. La cambiata poi avviene in modo più rapido e con una potenza che non presenta il classico seppur minimo ritardo riscontrato con il gruppo meccanico.

 

 

Il vero punto debole e l’ostacolo maggiore da superare riguarda però il prezzo. Un gruppo elettronico costa ancora molto, dimostrandosi così una scelta pensata per professionisti e agonisti che non si preoccupano troppo di dar fondo alle risorse nel portafoglio.

D’altro canto poi la scelta di un gruppo elettronico quando supera lo scoglio dei momenti iniziali, si dimostra un’opzione da non trascurare e che riesce a imporsi nel tempo, lasciando poco spazio al ritorno al gruppo meccanico. Si auspica che nei prossimi tempi si riesca a trovare il compromesso ideale tra investimento accessibile e prestazioni di rilievo. 

 

 

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