Lesioni del midollo: la terapia con l’elettrostimolazione epidurale

Ultimo aggiornamento: 20.06.19

 

La lesione al midollo spinale ogni anni colpisce più di mille persone, solo in Italia. Le sue conseguenze dipendono dalla gravità del trauma subito e della posizione in cui si è verificata la lesione, e nella maggioranza dei casi, causa l’impossibilità di movimento dalla vita in giù.

Il cervello trasmette messaggi sensoriali attraverso il midollo spinale agendo sul movimento. Si tratta di un meccanismo ad alta precisione che risponde agli stimoli del cervello.

Un trauma al midollo spinale interrompe questa relazione e comunicazione rendendo impossibile il movimento dalla vita in giù. A seconda della gravità della lesione vengono compromesse altre capacità del corpo. Se il trauma colpisce l’area toracica la conseguenza è la paraplegia, mentre se la lesione colpisce la regione cervicale all’altezza del collo ne consegue una tetraplegia.

Acquisire nuovamente le facoltà motorie in modo completo sembrava un traguardo lontanissimo fino all’arrivo dell’elettrostimolazione epidurale che, come vedremo in questo articolo, potrebbe essere la nuova terapia in grado di trovare una soluzione a questo grave problema.

 

Come funziona l’elettrostimolazione epidurale?

Le riviste Nature Neuroscience e Nature hanno pubblicato una ricerca svolta dai ricercatori dell’università l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne in Svizzera, che si sono messi all’opera per riuscire a trovare una terapia efficace contro chi ha subito un trauma al midollo spinale.

Lo studio si basa su un meccanismo molto semplice che consiste nel riuscire ad inviare piccole scariche/impulsi elettrici direttamente nelle parti lesionate del midollo spinale attraverso un elettrostimolatore (ecco i migliori modelli). Questa pratica potrebbe quindi aprire una nuova strada e nuove possibilità nella cura delle lesioni a questa importante parte del nostro corpo.

I pazienti paraplegici coinvolti in questo studio sono riusciti a recuperare il movimento delle gambe in modo volontario, anche dopo anni di distanza dal trauma subito.

I ricercatori hanno cercato di riprodurre il funzionamento del cervello quando attiva il midollo spinale impiantando nei pazienti degli elettrodi lungo la colonna vertebrale.

Si tratta di un metodo utilizzata da molti anni nella cura di paralisi degli animali grazie all’alta percentuale di successo riscontrata, ma non altrettanto con quella degli esseri umani fino a questo momento.

 

 

Cos’è la stimolazione spazio-temporale?

L’elettrostimolazione epidurale utilizzata in questo nuovo meccanismo funziona proprio come il nostro cervello, attivando quello che i ricercatori definiscono come “stimolazione spazio-temporale”. In questo modo, gli elettrodi sono in grado di mandare dei segnali al midollo spinale favorendo la crescita di nuovi nervi e simulando le connessioni nervose che consentono il movimento. L’elettrostimolazione epidurale entra in funzione solo quando viene richiesto un movimento e quindi rispondono alle volontà del nostro cervello. In questo modo, spiegano i ricercatori, si ricrea una vera connessione tra il midollo spinale e il movimento associato grazie alla stimolazione elettrica.

L’innovazione in campo neuro-tecnologico sta facendo davvero grandi passi da gigante e durante i test condotti, i risultati per alcuni pazienti sono stati quasi immediati e dopo solo una settimana di elettrostimolazione epidurale riacquistavano la capacità di camminare.

 

Cosa riserva il futuro?

Grazie all’elettrostimolazione spazio-temporale i pazienti hanno riacquisto la completa facoltà di camminare dopo solo cinque mesi di terapia riabilitativa, considerando almeno quattro sessioni alla settimana. Con l’aiuto di fisioterapia e di un tapis roulant, i pazienti inizialmente paraplegici sono quindi riusciti a camminare senza accusare alcun cedimento muscolare.

Per i pazienti con lesioni da midollo spinale si apre una nuova frontiera e nuove possibilità di terapia, considerando che siamo solo agli inizi nell’utilizzo dell’elettrostimolazione spazio-temporale.

Questo nuovo sistema rappresenta una riproduzione tecnologica della fitta rete di impulsi che regola i movimenti del corpo umano. La stimolazione spazio-temporale consente di riattivare i nervi collaterali ancora intatti, riuscendo a favorire il recupero delle facoltà motorie in modo totale e non parziale. I risultati sui test condotti hanno portato risultati stupefacenti, dando così la possibilità a migliaia di persone affette da lesioni croniche al midollo di camminare nuovamente.

I pazienti sottoposti al test, inoltre, avevano subito lesioni ben quattro anni prima della terapia con elettrostimolazione spazio-temporale, e anche questo non è un dettaglio da poco.

Gli studiosi e gli specialisti della terapia ritengono che il recupero nel caso le lesioni siano recenti potrebbe essere ancora migliore e più veloce.

 

 

Una tecnologia a portata di tutti?

Con la speranza di validare la terapia della stimolazione spazio-temporale e di portarla negli ospedali e nelle cliniche per l’utilizzo, due ricercatori hanno fondato la startup GTX Medical.

La strada è ancora lunga perché prima di essere erogata come trattamento pubblico, la neurostimolazione deve essere convalidata da altri studi clinici per dimostrarne efficacia e sicurezza.

La ricerca è al lavoro per standardizzare la terapia a uso clinico e sembra che mai come adesso stiamo raggiungendo questo importante traguardo della medicina.

 

 

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