Frattura all’osso sacro: come riconoscere i sintomi e come curarla

Ultimo aggiornamento: 26.01.22

 

Il dolore all’osso sacro è un disturbo molto diffuso e può essere sintomo di una lussazione al coccige, di un’infiammazione muscolo-scheletrica oppure di una patologia più importante. Scopriamo le cause, i campanelli d’allarme a cui prestare attenzione e i rimedi più efficaci per placare il fastidio.

 

Ogni giorno migliaia di persone lamentano dolore all’osso sacro, con o senza traumi, che nella maggior parte dei casi viene percepito alla base della colonna vertebrale, tra la sezione lombare e il coccige.

Le cause possono essere diverse ed è quindi molto difficile distinguerle senza un attento esame fisico e diagnostico. Generalmente, la sensazione dolorosa che si avverte può dipendere da un’infiammazione dell’osso, dall’artrosi sacroiliaca o da una microfrattura del tratto sacrale.

In linea di massima si tratta di fenomeni abbastanza comuni che non devono allarmare, ma che comunque è importante non trascurare per evitare che il disturbo diventi debilitante o patologico. In questo articolo vedremo quali sono i sintomi e le cause del dolore lombo-sacrale, e vi daremo alcuni consigli utili per alleviare il fastidio.

 

Un veloce ripasso anatomico sull’osso sacro

Prima di analizzare le cause del dolore all’osso sacro è necessario fare una panoramica generale sull’anatomia e la biomeccanica di questo importante segmento anatomico.

Partiamo subito col dire che il “sacro” è l’osso più grande della colonna vertebrale, situato tra il tratto lombare e il coccige. Costituito da cinque vertebre sacrali saldate tra loro che gli fanno assumere una forma simile a un triangolo rovesciato, svolge numerose funzioni chiave a livello articolare e posturale, fungendo da punto di contatto tra la pelvi e gli arti inferiori.

A livello muscolare, invece, fornisce l’inserzione di alcuni muscoli molto importanti come il muscolo multifido (che estende e stabilizza la colonna bilateralmente), il muscolo piriforme (che unisce la faccia pelvica dell’osso sacro al femore) e il muscolo sacro-spinale (che contribuisce all’estensione del rachide).

Inoltre, trattandosi di un osso particolarmente robusto, fornisce protezione al tratto sacrale della colonna spinale e supporta la parte superiore del corpo quando camminiamo, corriamo o saltiamo.

Tornando al dolore, a meno che non si tratti di una frattura o una particolare patologia come la malattia di Reiter o la spondilite anchilosante, è abbastanza frequente che sia dovuto a un trauma da caduta oppure a una lussazione coccigea.

Prima, però, di approfondire i sintomi e suggerirvi cosa fare per alleviare il disturbo, dobbiamo sfatare un paio di convinzioni errate. Innanzitutto, si tende spesso a confondere il dolore al coccige con quello all’osso sacro, quando in realtà il primo è posizionato più in basso, appena sopra la fessura delle natiche.

In secondo luogo, è bene precisare che il dolore all’osso sacro o al coccige non ha nulla a che vedere con i problemi alle emorroidi e alle ragadi anali, nonostante tenda ad acuirsi durante e dopo l’evacuazione.

 

Trauma all’osso sacro: le cause più comuni

A tutti sarà capitato, almeno una volta nella vita, di scivolare sulla neve o su una rampa di scale sdrucciolevole e di cadere con il sedere per terra, sbattendo più o meno violentemente l’osso sacro contro una superficie dura.

Nella maggior parte dei casi questo tipo di trauma, apparentemente innocuo, può determinare una forte sensazione di dolore soprattutto se si verifica ad alto impatto o si soffre di debolezza ossea, magari dovuta a problemi articolari o all’osteoporosi.

Non è raro, infatti, che si verifichino traumi di diversa entità a carico dell’osso sacro e del coccige, alcuni risolvibili con qualche giorno di riposo e applicando del ghiaccio sulla zona interessata, altri più dolorosi e lenti a guarire.

A farne le spese, poi, sono anche i muscoli della schiena e del collo che, in seguito al trauma, possono contrarsi e irrigidirsi anche in modo serio.

Oltre alle cadute accidentali, agli incidenti automobilistici e ai forti impatti durante le attività sportive, il dolore persistente può essere causato anche da problemi di varia natura, tra cui:

  • la sacroileite, un’infiammazione delle articolazioni sacro-iliache;
  • la coccigodinia, una sindrome dolorosa che colpisce il coccige e l’area circostante dopo un trauma o come conseguenza di una postura scorretta;
  • le malformazioni dell’osso sacro che alterano la fisiologia della colonna vertebrale;
  • l’osteomalacia, una patologia metabolica dell’apparato scheletrico dovuta a un difetto di mineralizzazione delle ossa;

Nei casi più gravi, i dolori all’osso sacro possono essere sintomo anche di un tumore della prostata in fase avanzata, della prostatite cronica e, nelle donne, dell’endometriosi.

 

Frattura osso sacro: sintomi

Il sintomo principale di un trauma o una frattura all’osso sacro è il dolore riferito alla zona lombare bassa, che a volte può irradiarsi anche all’inguine, ai fianchi e all’arto inferiore omolaterale, ma mai fino al piede come accade in genere con la sciatica.

Dal momento che stiamo parlando di una zona molto innervata, la sintomatologia può includere anche formicolio, intorpidimento e senso di debolezza lungo uno o entrambi gli arti inferiori.

Inoltre, possono aggravare il quadro clinico e i sintomi associati: lo stare in piedi per molte ore consecutive, la prolungata posizione seduta, correre o andare in bici, salire le scale e il passaggio dalla posizione seduta a quella in piedi.

 

Cosa fare se il dolore è dovuto a un trauma o una frattura

Per affrontare e risolvere il dolore alla regione sacrale dovuto a un trauma o una caduta, la prima cosa da fare è rivolgersi a uno specialista o recarsi in un pronto soccorso per effettuare degli esami radiografici e verificare l’eventuale presenza di un’infrazione ossea, di fratture o lesioni significative, come per esempio la lussazione del coccige.

Questi traumi, se trascurati o non curati in modo adeguato nelle prime fasi, possono sfociare in problemi cronici più difficili da risolvere, come la coccigodinia e i paramorfismi della colonna vertebrale.

Pertanto, nel caso di una caduta sul fondoschiena o di una brusca scivolata, è importante intervenire prontamente, applicando del ghiaccio sulla zona dolente ed evitando sforzi che riguardino la regione sacrale e la colonna vertebrale.

Inoltre, per prevenire e calmierare il dolore, è buona norma sedersi su un cuscino a ciambella o cavo al centro, assumere posizioni “ergonomiche” che evitino schiacciamenti dell’osso sacro – magari utilizzando un tappetino per yoga o un materassino ortopedico – e dormire a pancia in giù così da non sovraccaricare l’area che ha subito il trauma.

Se il dolore non dà tregua o rende impossibile lo svolgimento delle attività quotidiane più semplici, come andare in bagno o alzarsi dal divano, è possibile assumere degli antidolorifici per via orale dietro consiglio del medico.

In presenza di ematomi, tumefazioni o dolore particolarmente forte e debilitante, nei giorni seguenti il trauma si può anche effettuare un trattamento di neuromodulazione interattiva. Di cosa si tratta? Di un tipo di elettroterapia, totalmente sicura e non dolorosa che, attraverso l’utilizzo di microcorrenti elettriche bifasiche, stimola e accelera i naturali processi di riparazione dei tessuti, riducendo i tempi necessari per la guarigione e il pieno recupero.

 

 

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