La nostra classifica delle scarpe da calcio più belle di sempre

Ultimo aggiornamento: 15.11.19

 

Viaggio nella memoria di marchi e modelli di scarpe, divenuti nel tempo cimeli e bottini per collezionisti e appassionati.

 

Indossare un paio di scarpini è diventato oggi oltre che una necessità prima di entrare in campo, anche un scelta e un modo di sentirsi rappresentati da una calzatura super personalizzata. Negli anni tecnologia e forma si sono evolute in maniera costante, ma alcuni modelli restano ancora nel cuore e ai piedi di certi giocatori. Scopriamoli insieme.

 

Nike

Il modello Nike Mercurial fece la sua comparsa sui campi di calcio di Francia ‘98. Difficile non notare chi le indossasse visto che al tempo era tra i migliori attaccanti del mondo. Ronaldo scelse questo paio di scarpe dalla linea accattivante, i cui colori originali furono pensati proprio per dare quel senso di scatto e potenza tipici della divinità Greca. Il blu intenso e il giallo dorato, insieme a una linea della scarpa che inseguiva dinamicità e i cambi improvvisi di direzione le hanno meritato un posto nella storia delle scarpe da calcio. Tra l’altro il modello Mercurial esiste ancora oggi, adattandosi al meglio alle esigenze dei tempi.

 

 

A seguire troviamo le Nike Air Zoom Total 90. Diverse le colorazioni dell’epoca, furono apprezzate anche per la linguetta obliqua e trovarono in Luis Figo uno tra i giocatori che più amava indossarle. Il nome deriva dal progetto di creare una scarpa capace di seguire e supportare al meglio i giocatori nel corso di tutti i novanta minuti. Per questo il peso non supera i 270 grammi e si caratterizza per una forma quanto più dinamica possibile.

Il modello Air Legend Tiempo ha visto il grande Ronaldinho indossare a lungo queste scarpe. La tomaia era realizzata in pelle di canguro, con una colorazione in cui a dominare era il colore bianco, con alcuni inserti dorati e il numero 10 riportato in maniera chiara sulla linguetta. Il modello Tiempo Premier ha una rilevanza storica dovuta all’ingresso del marchio Nike nel mondo degli scarpini da calcio. Linea e colori iniziali furono proprio quelli di questo modello di scarpa.

 

Adidas

Per quel che riguarda Adidas invece un posto speciale spetta al modello F50. Rispetto alla prima generazione in cui scompaiono le tre bande tipiche del marchio, vennero inserite poi modifiche sostanziali, come un uso maggiore del materiale sintetico rispetto alla pelle. Questa scelta in realtà era stata già seguita da alcuni marchi ma per un brand tradizionale come Adidas sembrò veramente qualcosa che rompeva con gli schemi tradizionali.

Nel 2005, esattamente un anno dopo, arrivò la seconda generazione di questa scarpa. Dotata di una struttura più compatta e con inserti che univano in maniera armonica la parte in pelle con quella sintetica, vide poi il ritorno delle tre storiche bande. Il modello del 2006 fu un’esplosione di novità, proponendo una struttura della scarpa completamente modulare, con la possibilità di rimuovere la suola interna e, aspetto più importante, con i tacchetti rimovibili.

Il modello di punta del marchio tedesco e quello che nel tempo ha raccolto il maggior numero di modifiche è la tipologia Adidas Predator. Nata durante i Mondiali negli Stati Uniti, questa scarpa ottenne il successo sperato grazie a una particolare lavorazione nella zona della punta.

La parte frontale infatti era rinforzata così da rendere il tiro più potente. Come si nota gli anni Novanta furono un periodo molto interessante per chi cercava nuove scarpe e tipologie differenti di scarpe da poter utilizzare in campo. Le Predator trovarono appassionati ed estimatori come David Beckham e Zinedine Zidane.

Andando ancora più indietro nel tempo si arriva al 1982. In quell’anno fecero il loro debutto le Adidas Copa Mundial. Nulla di più classico, con una linguetta che si piega verso il basso, proteggendo così il collo del piede e una forma in cui a dominare è il colore nero, con le tre strisce bianche a decorare i lati della scarpa. La calzatura era stata progettata e presentata tre anni prima, con una versione dedicata però al torneo calcistico che vedeva tutte le maggiori nazionalità sfidarsi.

 

 

Puma e Kronos

Il marchio Puma e la storica Kronos proposero anche da parte loro soluzioni alternative interessanti, che meritano un posto in questa classifica. L’antagonista storica di Adidas si lanciò con le Puma King, raccogliendo pareri entusiasti tra diversi giocatori. La scarpa era per la maggior parte di colore nero, con il simbolo sul fianco di colore bianco e una punta d’oro nella parte a copertura del collo del piede.

Kronos invece è entrata nel cuore dei giocatori grazie anche al giocatore che scelse di indossarle e portarle ai piedi: Hristo Stoichkov. Come si nota dunque, avere una di queste scarpe conservate ancora da qualche parte o dentro una scatola, significa avere un pezzo di storia del calcio, una storia che ineluttabilmente passa oltre che per i giocatori, le squadre e i grandi eventi, anche dagli scarpini indossati un tempo dai campioni.

 

 

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