I valori dello sport come principi di insegnamento educativo

Ultimo aggiornamento: 04.12.21

 

Lo sport come elemento pedagogico non è una novità del nuovo millennio ma è un concetto chiave che ciclicamente viene riproposto fin dall’antichità, quando la cura del corpo era legata a quella della mente.

 

Tutti gli sport sono caratterizzati da un valore intrinseco, attribuito a essi non solo dagli atleti stessi ma anche e soprattutto da chi guarda, stimolando in questi ultimi un desiderio di partecipazione. Lo sport è parte integrante dell’essere umano fin dai tempi più remoti, e fu spesso ritenuto nella Magna Grecia una vera e propria scienza pedagogica già professata dal filosofo Pitagora.

Oggigiorno però, il valore educativo dello sport come può essere applicato di preciso? Innanzitutto è importante sottolineare che educazione e spirito sportivo devono andare di pari passo, non può esservi l’uno senza l’altro affinché le nuove generazioni siano in grado di costruire una scala di valori dello sport e, in senso più ampio, universale, che possa costruire carattere e conoscenza.

Nei secoli, la correlazione tra sport e società non è sempre stata la stessa, se con i greci avevamo una concezione tripartita della vita, tra educazione, movimento e alimentazione, questo è poi cambiato nel tempo, con modifiche dettate anche da una errata concezione da parte del Cristianesimo. Le pratiche ascetiche, di mortificazione del corpo e di privazione che circolarono durante il lungo periodo medievale, erano in realtà una cattiva interpretazione del termine greco che indicava l’allenamento, ovvero “askesis”. Solo grazie a filosofi del Rinascimento l’uomo si riappropria della cura del corpo, con personaggi di elevata caratura come John Locke e Rousseau, a cui dobbiamo il concetto di pedagogia dello sport.

 

La svolta degli anni ’60

Con gli scritti del tedesco Ommo Grupe, pubblicati verso la fine degli anni ’60, viene proposto un nuovo approccio alla pedagogia, inserendo nell’insegnamento il movimento come gioco, per insegnare non solo quelli che consideriamo i valori dello sport, ma in senso più generico tutti i valori umani, da quelli etici fino anche a quelli religiosi. Per capire come mai questa concezione fosse rivoluzionaria bisogna fare un piccolo passo indietro e analizzare la classica “educazione fisica” ottocentesca, ovvero una pratica di esercizio del corpo quasi meccanica, legata a doppio filo alla scuola e a vecchie ideologie ormai superate.

Superare il binomio scuola-esercizio era dunque un’idea rivoluzionaria, volta a spezzare la natura quasi marziale della ginnastica, trasformandola in un momento piacevole, di gioco e aggregazione sociale.

 

Lo sport come terzo agente

Scuola e famiglia sono i due punti fermi nella vita di un giovane individuo ed è da questi che trae tutte le informazioni necessarie per filtrare poi il mondo in maniera adeguata. Lo sport e i suoi valori possono essere considerati come il terzo agente, che coinvolge quindi anche la dimensione fisica e mette alla prova ciò che si apprende a scuola e in famiglia. Abbiamo parlato molto di “valori” che lo sport insegna, ma quali sono e perché risultano così importanti nella società odierna?

 

Perchè fare sport

Innanzitutto lo sport insegna a raggiungere il successo tramite il sacrificio, in questo caso sforzando il proprio organismo e mettendolo alla prova, un concetto che può essere poi applicato a qualsiasi ambito della vita. Senza sacrificio e impegno è impossibile raggiungere un traguardo importante.

Questo processo di perfezionamento aiuta inoltre a conoscere se stessi e i propri limiti, individuando punti deboli e punti di forza, per costruire un individuo conscio delle proprie potenzialità e con la giusta motivazione per svilupparle.

La competizione con i coetanei dà un forte input a livello sociale, insegnando solidarietà, spirito analitico e critico nonché rispetto, sia degli altri sia delle regole.

Quali sport praticare

La scelta dell’attività sportiva non deve essere una costrizione imposta dall’alto, se la scuola non si attiva per offrire una vasta gamma di opzioni allora deve essere la famiglia a farsi carico di questo elemento, dando ai giovani la possibilità di scegliere un’attività nella quale investire tempo e pazienza. Si sa, spesso questi sono recalcitranti e poco disposti a lanciarsi in pratiche che ritengono noiose o poco interessanti, per questo è importante dar loro modo di provare, tentare, fallire e riprovare ancora affinché trovino autonomamente la propria disciplina preferita.

Non dimentichiamo che il divertimento gioca un ruolo cruciale affinché la pedagogia dello sport sia efficace. Che ci si diverta dunque con un sacco da boxe, pattinando sul ghiaccio, interessandosi di sport da contatto o quelli più tecnici, l’importante è crescere in un ambiente sano e stimolante.

 

Sport con la e, cosa sono?

Negli ultimi tempi si parla molto di eSport, ma di cosa si tratta di preciso? Il termine sta a indicare gli “electronic sports”, ovvero gli sport elettronici. Non parliamo di attività fisiche in senso stretto ma di competizioni in ambito videoludico. I giocatori si sfidano l’un l’altro in videogiochi che mettono alla prova diverse abilità fondamentali come i riflessi, la resistenza, analisi strategica, mira e così via. Molto si è dibattuto sull’effettiva possibilità di definire queste attività come sport a tutti gli effetti, per alcuni infatti non rispettano i canoni base che uno sport dovrebbe avere.

Data la crescita esponenziale di questa attività a livello mondiale, era stata vagliata la possibilità di inserire questa categoria nei Giochi Olimpici, a partire dall’edizione di Parigi 2024. Le voci contrarie però sono molte e decisamente importanti, quindi è difficile che ai prossimi Giochi Olimpici vedremo campioni di eSport gareggiare per una medaglia d’oro.

L’eSport, inoltre, si è spesso macchiato di comportamenti tutt’altro che sportivi, dando vita a vere e proprie discriminazioni che non possono e non devono essere tollerate. Ciò non vuol dire che il contesto non possa migliorare e che, con il tempo, si tramuti nella sua versione più virtuosa, concetto che tutti desideriamo venga applicato a qualsiasi sport.

 

 

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