Traumi sportivi ossei e muscolari: come riconoscerli e trattarli

Ultimo aggiornamento: 06.10.22

 

Tendiniti, crampi, distorsioni, infiammazioni muscolari, sono alcuni traumi che possono attentare al benessere fisico di chi pratica sport. Ecco cosa fare per non trovarsi impreparati!

 

Le infiammazioni a carico di muscoli e legamenti, le contusioni, gli strappi muscolari e le tendiniti, sono solo alcuni dei traumi che possono minacciare il benessere di chi pratica regolarmente dell’attività fisica, sia a livello agonistico che non. Infatti è possibile trovarsi ad avere a che fare con dei traumi sportivi a qualsiasi età.

 

I traumi più comuni

Fra i problemi più comuni di questo genere troviamo: la contrattura muscolare, la distorsione, la contusione, la lussazione, la lesione o la rottura del tendine d’Achille e lo strappo muscolare.

Non mancano neanche le lesioni a carico dei legamenti delle ginocchia ed eventuali traumi alla colonna vertebrale.

Tali problemi possono essere di tipo acuto o cronico, a seconda della gravità e della durata del danno fisico. Per trauma acuto, si intende per esempio un ematoma (o ecchimosi) oppure una distorsione, mentre il trauma cronico fa riferimento a una condizione clinica che perdura da molto tempo.

Ovviamente in base al tipo di diagnosi, è previsto un trattamento specifico, che può variare a seconda della gravità del trauma.

 

Come riconoscere un infortunio e come intervenire

Innanzitutto è bene sottolineare che un trauma acuto causa delle fitte improvvise  e dei dolori forti, spesso associati a gonfiore e a limitazione dei movimenti nella zona colpita. Si ha un vero e proprio indebolimento e un aumento notevole di sensibilità dell’area lesa.

Nei casi di lussazione è possibile notare l’articolazione fuori sede, come per esempio a livello del gomito o del ginocchio.

Per ciò che concerne il trauma cronico, spesso questo prevede uno stato dolorante a carico della zona interessata durante l’attività sportiva e un tipo di dolore sordo, che può essere accompagnato da gonfiore durante il riposo.

La prima cosa da fare in casi come questo è mantenere a riposo la parte danneggiata, inoltre è bene trattare l’area con impacchi di ghiaccio per 6-7 volte al giorno. Per agire efficacemente, ogni sessione di impacco, dovrebbe avere una durata di 20 minuti circa.

Fasciare la parte lesionata con una benda elastica e mantenerla sollevata, è un’altra mossa corretta da fare, in quanto la compressione e il rialzamento dell’arto contribuiscono a ridurre il gonfiore.

Anche i farmaci antinfiammatori non steroidei sono utili a ridurre l’infiammazione dei tessuti e a calmare il dolore. Chiaramente consultate il vostro medico di base o uno specialista, prima di assumere dei medicinali di qualsiasi tipo.

 

Quando interpellare il medico

L’immobilizzazione della parte del corpo colpita dal trauma, può aiutare a ridurre il rischio di ulteriori danni, che potrebbero essere provocati da eventuali movimenti. In queste situazioni è bene chiedere il parere professionale di un medico, che saprà decidere se è il caso di ricorrere o meno a fasciature o ingessature (previa radiografia, in caso di frattura).

Il medico stesso saprà indicarvi se è opportuno approfondire le indagini cliniche o se addirittura è necessario ricorrere a un intervento di tipo chirurgico, come per esempio nei casi di fratture scomposte, lacerazioni tendinee o muscolari.

Questi saprà suggerirvi anche se la condizione clinica necessita di massaggi o di altri trattamenti riabilitativi di fisioterapia (es. ultrasuoni, elettrostimolazione, ecc.).

In genere, gran parte dei traumi sportivi può essere trattata senza interpellare il medico, infatti di solito il problema fisico migliora nel giro di qualche giorno.

Tuttavia, se il dolore è acuto e persistente, se il gonfiore è molto evidente o se la parte lesa è deformata, è consigliabile rivolgersi a un medico senza perdere troppo tempo, onde evitare che il problema diventi ancora più grave.

 

Esercizi per la riabilitazione

Solitamente è meglio stabilire una terapia insieme a un professionista del settore, specialmente se il dolore o il gonfiore non dovesse accennare a diminuire, nonostante le cure messe in pratica.

Esistono tanti esercizi di riabilitazione molto utili, che possono essere eseguiti per trattare diversi traumi sportivi. In base al tipo di terapia concordata con il fisioterapista, è fondamentale procedere gradualmente con gli esercizi di rieducazione, in quanto occorre dare il giusto tempo di recupero alla parte lesionata.

In molti casi, il percorso di guarigione prevede un processo di cicatrizzazione dei tessuti danneggiati. Il tessuto cicatriziale, per riparare la lesione, deve necessariamente contrarsi ed è proprio per tale motivo che la parte danneggiata risulta più rigida e più vulnerabile durante questa fase.

I movimenti vanno ripresi in maniera molto cauta, onde evitare di danneggiare nuovamente i tessuti che stanno cercando di risanarsi. Pertanto, prima di riprendere a fare attività fisica regolarmente, assicuratevi di poter utilizzare l’arto lesionato, senza rischiare di farvi male. In più ricordate di andarci piano con gli allenamenti e di ricominciare in modo graduale.

La fase successiva nel processo di guarigione, consiste nel praticare degli esercizi di stretching, al fine di ridare elasticità ai tessuti. Soltanto dopo che la parte lesionata si sarà risanata completamente, potrete utilizzare dei pesi, per rinforzarla.

Fare stretching dovrebbe essere una buona abitudine quotidiana, in quanto distende la muscolatura, oltre a prevenire la formazione eccessiva di acido lattico negli stessi muscoli.

Che usiate un sacco da boxe, che giochiate a calcio, a pallavolo o che facciate fitness, fate tesoro di questi consigli e il vostro apparato muscolo-scheletrico vi ringrazierà.

 

 

 

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