Milan – Liverpool: la grande finale di Champions League del 2005

Ultimo aggiornamento: 07.05.21

 

Una partita epica per gli inglesi, un po’ meno per gli italiani, Milan – Liverpool è una delle rimonte più memorabili della storia della Champions League.

 

Citazione

“Non arrenderti mai, perché quando pensi che sia tutto finito, quello è il momento in cui tutto ha inizio”  – Jim Morrison

 

Il Milan in Champions League si è sempre distinto, ma la finale con il Liverpool del 2005 rimane un ricordo difficile da digerire. I tifosi dei rossoneri arrivati a questo punto potrebbero già odiarci, ma la nostra intenzione non è quella di girare il coltello nella piaga, bensì di riportare una partita che ha davvero dell’incredibile. La finale di Champions League del 2005 tenutasi allo stadio Ataturk di Istanbul verrà ricordata per la rimonta incredibile del Liverpool di ben tre gol sui rossoneri che, dopo un primo tempo incredibile, mollano decisamente il colpo contro gli ‘underdog’ che, incitati dal pubblico, riescono a fare il miracolo. 

 

Una finale importante

Milan – Liverpool 2005 è stata una finale carica di tensione ed emozione, ancor prima che iniziasse. Steven Gerrard in un’intervista rilasciata successivamente dichiarò di temere la formazione milanista composta all’epoca da grandissimi campioni in tutte le posizioni. Stiamo parlando del Milan di Crespo, Shevchenko, Maldini, Nesta, Stam e altri giocatori di livello altissimo. 

Nella squadra inglese, tirata avanti dal gran cuore di Gerrard, figurano atleti di profilo più basso rispetto alla squadra rossonera. Se a livello prettamente tecnico i Reds non potevano reggere il confronto, sul piano atletico si rivelano una vera e propria macchina da guerra con giocatori abituati al più aggressivo calcio inglese.  In panchina per i rossoneri il tecnico è Carlo Ancelotti, mentre su quella del Liverpool siede lo spagnolo Rafael Benitez. 

Un primo tempo tutto rossonero

Neanche il tempo di togliersi la tuta sportiva che i giocatori del Milan partono alla grande e dopo solo 53 secondi di gioco arriva al primo gol, grazie a un incredibile tiro al volo di Maldini su uno schema chiamato da Pirlo dopo un fallo subito da Kakà, steso da Traoré dopo una cavalcata sulla fascia destra. Il cross di Andrea Pirlo è impeccabile e trova Paolo Maldini in una posizione leggermente arretrata rispetto alla difesa del Liverpool. La palla si insacca alle spalle di Dudek per l’uno a zero, ghiacciando il sangue nelle vene di giocatori e tifosi della squadra inglese. 

Al 33’ arriva il secondo gol, frutto di un contropiede da manuale portato avanti da Kakà, Shevchenko e Crespo. Quest’ultimo si sbarazza dei difensori, smarcandosi per il passaggio in area dell’ucraino e mettendo la palla in rete. A questo punto persino i cronisti inglesi iniziano a vederla nera, affermando che la differenza tra le due squadre è troppo ampia. 

E, come a voler dare conferma della cosa, il Milan segna il terzo gol con il solito fuoriclasse Kakà che lancia Crespo con un passaggio chirurgico. L’argentino mostra tutta la sua abilità superando Dudek con un pallonetto. 

E così Milan – Liverpool sembra una partita finita, con il gol di Crespo a mettere il chiodo sulla bara degli inglesi. Ma, come dice Vujadin Boškov, ‘partita finisce quando arbitro fischia’ e d’altronde manca comunque tutto un secondo tempo da giocare. 

 

Il secondo tempo: una rimonta di cuore e spirito

C’è una sorta di piccola partita all’interno della partita: ovvero quella che conducono gli allenatori nello spogliatoio tra il primo e il secondo tempo. L’avversario? La loro stessa squadra. Cosa avrà detto Ancelotti a un Milan naturalmente esaltato da ben tre gol pazzeschi nel primo tempo di una finale di Champions League? Sarà probabilmente stato difficile tenere a bada l’entusiasmo dei suoi. 

Dall’altra parte Benitez e il capitano Steven Gerrard fanno il possibile per caricare al massimo la squadra: la partita non è finita e c’è ancora tutto un secondo tempo da giocare. Chiaro che il calcio è uno sport dove le grandi rimonte sono sempre molto difficili, in quanto la squadra avversaria si può chiudere, una strategia che difficilmente paga quando c’è un solo gol di scarto, ma non con ben tre reti a favore. 

 

Il secondo tempo

La finale di Champions del Milan inizia a incrinarsi dopo neanche dieci minuti dall’inizio del secondo tempo. La grande difesa rossonera si posa un po’ sugli allori, con un sempre attento Stam che lascia passare un cross avversario permettendo a Gerrard, libero di colpire, di segnare di testa il primo gol. Come un colpo improvviso alla spina dorsale, il Milan che finora era stato un gigante rispetto al Liverpool, si accascia e dopo un minuto dal primo gol subito arriva il 3 a 2 con un tiro neanche troppo bello di Smicer che si insacca alle spalle di Dida. 

Il 3-3 di Milan-Liverpool si presenta su rigore, dopo un’azione fantastica della squadra inglese che costringe Gattuso ad atterrare un Gerrard inarrestabile. Sul dischetto si presenta l’ottimo Xabi Alonso, ma gli risponde Dida con una grande parata. Lo spagnolo però si butta subito sul rimpallo e mette la palla in rete. E qui i sogni di Champions del Milan iniziano a sgretolarsi lentamente, fino all’arrivo dei rigori. 

La disfatta ai rigori

Dopo dei supplementari che vedono chiaramente le squadre chiuse a riccio, con un Dudek protagonista sull’unica occasione del Milan. Tensione alle stelle e giocatori stanchi, inizia la sfida dal dischetto dove tra i pali troviamo un composto Dida e un Dudek che prova una delle poche tattiche concesse ai portieri: le mosse per deconcentrare l’avversario. 

Probabilmente queste sono servite su Shevchenko, in quanto il campione ucraino sbaglia l’ultimo rigore, tirando una palla centrale che Dudek però riesce a parare di riflesso. La finale di Champions vede il Liverpool campione ed il trionfo di quelli che lo stesso Gerrard aveva definito gli ‘underdog’ della partita. 

I rossoneri si rifanno nella finale di Champions Milan-Liverpool del 2007, portando questa volta la vittoria a casa dopo un 2 a 1 con reti di Inzaghi al 42’ e all’82’. E così sono due finali di Champions del Milan con Ancelotti in panchina e sette in totale. 

 

 

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