Babolat Pure Drive 2018 Racchetta da tennis – Recensione

Ultimo aggiornamento: 10.04.20

 

Principale Vantaggio

Potenza e feeling migliorati. Questi i due punti di forza del telaio da 300 grammi proposto dal marchio Babolat. Il controllo sulla palla e il colpo, specie per chi predilige le giocate da fondo campo, assicurano una spinta esplosiva, su cui impostare un gioco aggressivo, con due elementi che si occupano di smorzare le vibrazioni, senza però sacrificare la piacevolezza dell’impugnatura e un costante controllo sulla maggior parte dei colpi portati, specialmente al momento di attaccare o durante un servizio.

 

Principale Svantaggio

Attraverso un sistema di smorzatura delle vibrazioni, collocato nel cuore stesso del telaio della racchetta, si ottiene una sensazione di trasmissione dell’impatto che passa a volte in maniera esagerata lungo tutto il braccio. Si va così a creare un feedback che non tutti i tennisti apprezzano in misura eguale.

 

Verdetto: 9.9/10

Babolat conferma ancora una volta come si possa rinnovare e rivoluzionare un telaio che di fatto è entrato nella storia. Dalla sua prima uscita nel 1994 la Pure Drive ha raggiunto con la versione 2018 un suo equilibrio invidiabile e non esageriamo a definirla una delle migliori racchette da tennis nella categoria dei 300 grammi. Il merito va a una costruzione che favorisce un tipo di gioco aggressivo e improntato maggiormente all’attacco, con una potenza che emerge nel servizio e nello spin dato ai colpi. 

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI:

 

Costruzione

300 grammi in un corpo completamente in grafite. Il marchio Babolat parte da un modello dei primi anni novanta, aggiornandolo al 2018. Attualizza in questo modo un telaio tra i più venduti e apprezzati negli anni, cercando e trovando un migliore equilibrio tra controllo delle vibrazioni e risposta dei colpi. 

Ideale per un gioco da fondo campo, la tecnologia FSI Power interviene sul sistema di incordatura portato al suo massimo livello, con la presenza di occhielli a losanga progettati per una migliore trasmissione e oscillazione delle corde. Anche la distanza tra questi passanti di forma esagonale si giustifica con la volontà di creare uno sweet spot più ampio, così da avere una zona più larga per una risposta dinamica ed energica ad ogni colpo. Grazie poi al Cortex Pure Feel, la trasmissione delle vibrazioni passa internamente al telaio, distribuendosi così in maniera ottimale lungo il braccio.

Design

La forma ellittica del telaio si presenta con colori accesi, in cui a prevalere è il tono del blu elettrico a cui si alternano due bande nere e bianche collocate in prossimità del manico. Stesso discorso anche per il nome Drive, riportato su entrambi i lati del telaio prima in colore bianco e poi in tinta nera. 

Nella parte superiore della testa troviamo un bumper guard che si innesta e assottiglia molto, quasi ad aderire perfettamente diventando parte stessa del telaio, pur mantenendo però le sua qualità di paraurti efficace e a protezione di quella specifica zona della racchetta. 

Il manico possiede la tipica forma squadrata e il Syntec Pro come rivestimento del grip. Lo spessore di quest’ultimo è di 1.9 mm, con una sottigliezza maggiore che lo rende più aderente e adatto a una presa ben ferma.

 

Gioco

Da quanto abbiamo potuto raccogliere tra pareri e altre considerazioni di chi ha acquistato questa racchetta, il quadro che emerge rappresenta un tipo di supporto adeguato per un gioco in cui si punta a una risposta attiva e incisiva dei colpi. La questione si fa interessante anche grazie a un posizionamento più largo delle corde che va a creare una zona di risposta attiva molto più ampia ed incisiva.

Favorito quindi lo spin, in un’ottica che rispetto a un modello come l’Aero si caratterizza per una freschezza della risposta capace di favorire sia l’agonista come il tennista intermedio. Il telaio nel suo complesso risponde bene, con una tendenza da parte dell’utente a dover però accompagnare maggiormente in fase di difesa. 

I giocatori che apprezzano una strategia che predilige il fondo del campo, riescono a rispondere bene, con un colpo che si mantiene alto anche nei colpi veloci. Una volta a servizio poi è una racchetta che aiuta a imprimere la giusta potenza per chi opta per un colpo piatto, con una predilezione per lo slice, che esce d’effetto quanto basta senza rinunciare alla velocità.

 

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