La corretta tensione delle corde della racchetta da tennis per principianti

Ultimo aggiornamento: 26.01.22

 

Il post di oggi è dedicato a tutti i neofiti del tennis che si avvicinano per la prima volta a questa affascinante attività sportiva. Qui vi spieghiamo, passo dopo passo, come incordare la racchetta alla giusta tensione.

 

Dilettanti e tennisti alle prime armi si preoccupano di avere l’attrezzatura giusta per dedicarsi a questa affascinante disciplina, ma spesso trascurano l’incordatura della racchetta da tennis. Oltre a influenzare le prestazioni dell’atleta, la giusta tensione delle corde si traduce in una maggiore quantità di potenza ed energia restituita alla palla, permettendo di sfruttare al meglio il cosiddetto effetto trampolino.

Oggi vi spieghiamo nel dettaglio come incordare una racchetta per aumentare il livello del proprio gioco e approcciarsi a questo sport con la giusta tecnica.

 

Come scegliere le corde da tennis

Chiunque abbia preso in mano una racchetta da tennis si sarà sicuramente posto la domanda: quali corde mettere?

Ovviamente non pensiamo di risolvere il dilemma in poche battute, ma un po’ di chiarezza la possiamo fare, rivolgendoci a tutti i neofiti e i principianti che, nonostante sappiano già come scegliere una racchetta da tennis, si ritrovano con un pugno di mosche in mano in merito all’incordatura.

Il segmento di mercato delle corde da tennis è particolarmente ampio: Wilson, Babolat, Tecnifibre, Gosen, Head, Kirschbaum e molte altre aziende produttrici propongono prodotti sempre più performanti e all’avanguardia per garantire un’ottima tenuta della tensione, una buona potenza e un elevato comfort durante le sessioni di gioco.

Ma, a prescindere dalle misure della racchetta da tennis e dalla scritta presente sui filamenti, le variabili da considerare nella scelta delle corde da tennis giuste sono sostanzialmente due: la composizione e il calibro.

In realtà sarebbero tre se si include anche la tensione, ma a questo ci arriveremo dopo. Per quanto riguarda la composizione, possiamo distinguere tre tipologie di corde:

1) Le corde in budello costituite da fibre animali ricavate dall’intestino dei bovini. Oltre a essere più pregiate e costose rispetto ad altri materiali, assicurano una qualità e una giocabilità ineguagliabili, ma per contro hanno una durata alquanto limitata e soffrono gli sbalzi di temperatura (soprattutto il caldo e l’umidità), che ne possono causare un rapido rinsecchimento.

2) Le corde monofilamento caratterizzate da una struttura semplice basata sull’utilizzo di un unico materiale assemblato in un solo filamento. In genere, sono realizzate in poliestere e offrono una maggiore rigidità che le rende la scelta d’elezione dei professionisti e dei giocatori avanzati in cerca di controllo, sebbene perdano in reattività e potenza.

Le sezioni possono essere sagomate per migliorare la presa sulla palla e il potenziale di spin, e vengono spesso sottoposte a una lavorazione di trafilatura per aumentarne la resistenza all’usura.

3) Le corde multifilamento composte da numerosi microfilamenti assemblati tra loro e rivestiti da una guaina protettiva.

Oltre a essere l’alternativa più economica alle corde in budello naturale, assicurano una buona tenuta della tensione e un maggiore feeling con la palla. Inoltre, dal momento che sono in grado di ammortizzare alla perfezione le vibrazioni, si rivelano particolarmente indicate per chi soffre, o vuole prevenire, problemi tendinei e/o articolari, come l’epicondilite (o gomito del tennista).

Molto diffusa tra i professionisti è anche l’incordatura ibrida, che prevede l’impiego di due diversi tipi di corda da tennis – uno sulle orizzontali e l’altro sulle verticali – per beneficiare dei vantaggi offerti da due armeggi diversi (per esempio, il monofilamento e il budello).

In questo modo si possono ottenere tante combinazioni differenti, sebbene in genere si consiglia di montare orizzontalmente le corde più elastiche e lasciare sulle verticali quelle più rigide.

Infine, il calibro delle corde da tennis può variare da 1.00 (sottigliezza massima) a 1.50 mm (spessore massimo), sebbene i calibri più diffusi in commercio siano quelli intermedi di 1.25, 1.30 e 1.35.

Tensione corde tennis

Quando una racchetta da tennis viene incordata in fabbrica o da un incordatore, si applica una tensione specifica in base ai tipi di corde e allo stile di gioco del tennista.

Sotto il profilo delle prestazioni, la tensione di una corda influisce su due variabili: il coefficiente di restituzione, ossia l’elasticità dell’impatto tra la pallina e la racchetta, e il Dwell Time (detto anche tempo di sosta), che è il lasso di tempo in cui la palla rimane sulle corde.

A loro volta, questi due parametri possono influenzare il feeling che un atleta ha in termini di controllo, potenza e tensione muscolare, ma dal momento che non esiste una scienza esatta in merito all’incordatura di una racchetta, individuare la tensione ideale dipende principalmente dalle preferenze personali, oltre che dalle dimensioni della racchetta da tennis.

In linea di massima, una bassa tensione delle corde corrisponde a un aumento del dwell time, e questo si traduce in un maggior quantitativo di energia restituito alla pallina e in un incremento della potenza dovuto al cosiddetto effetto trampolino.

Inoltre, incordare una racchetta con tensioni basse è meno traumatico per i muscoli e le articolazioni del braccio, riducendo le vibrazioni e gli shock da impatto a fronte di uno sweetspot più ampio.

Le tensioni più alte, invece, assicurano un top spin più efficace e un maggiore controllo della palla. Tuttavia, rispetto al passato, la gamma di tensioni delle racchette da tennis si è decisamente abbassata: quando si utilizzava il budello naturale, i giocatori professionisti arrivavano a chiedere incordature anche fino a 40 Kg, un valore impensabile con le attuali corde mono e multifilamento.

Oggi, invece, per avere un’ottima combinazione di potenza e topspin, specialmente con le nuove corde in poliestere, il range richiesto varia da 21 a 26 Kg, sebbene anche in questo caso ci sia la tipica eccezione che conferma la regola, come quella del tennista Filippo Volandri, che è arrivato a utilizzare una tensione di soli 10 Kg.

Come verificare la corretta tensione delle corde

Per controllare la tensione della racchetta da tennis si possono utilizzare due diversi apparecchi. Il primo è la macchina incordatrice, uno strumento di calibrazione che viene usato prima di incordare per dare la giusta tensione alle corde durante il montaggio.

I modelli elettronici utilizzano un motore elettrico comandato in modo computerizzato per rendere più pratica e veloce l’incordatura della racchetta da tennis, e migliorare al contempo l’accuratezza della tensione, mentre le versioni a blocco manuale sfruttano una manovella per ottenere la tensione desiderata e, nel punto in cui questa viene raggiunta, un blocco meccanico ferma la corda.

Il secondo strumento consiste in un tester che permette a tecnici e giocatori di misurare la tensione delle corde dopo che la racchetta è stata incordata e può essere di tipo analogico, elettrico oppure in forma di app che funzionano tramite l’acustica.

 

 

 

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