Palloni da calcio. I migliori della storia

Ultimo aggiornamento: 21.01.20

 

Un viaggio dai primi palloni in cuoio fino alle ultime novità in quanto a tecnologia, peso e controllo della sfera.

 

Non tutti i palloni sono uguali. Alcuni hanno fatto la storia del calcio, segnando il loro ingresso in campo in occasione di un mondiale o rivoluzionando i dettami in fatto di tecnica e composizione. Dalle sfere realizzate in cuoio fino ai palloni con camera d’aria in lattice dei nostri giorni di novità e modelli entrati nella memoria del calcio giocato ce ne sono veramente molti.

 

Al principio fu il cuoio

Prendiamo come riferimento il 1900, periodo in cui si scelse da cambiare la struttura stessa della sfera, optando per i pannelli di cuoio e la creazione di una camera d’aria con cui poter gonfiare il pallone, alleggerendo al contempo il peso dello stesso. La sistemazione delle strisce andava a creare una forma simile alla lettera T, motivo per cui molte persone chiamano “T shape” il progenitore delle sfere moderne.

 

 

Esteticamente molto elegante lo era un po’ meno quando si trattava di effettuare un lancio lungo o un tiro in porta durante una giornata di pioggia. La composizione e i materiali tendevano ad assorbire molto l’acqua, aumentando notevolmente il peso.

La sfera storica per il calcio italiano è il Federale 102, pallone ufficiale dei Mondiali che si tennero in Italia nel lontano 1934. Realizzato con 13 pezze di cuoio, si distinse rispetto ai palloni precedenti per la chiusura e la giuntura delle parti che lo componevano, ovvero lacci in cotone al posto di quelli molto più duri in pelle, una vera tragedia per i colpitori di testa del tempo. I Mondiali in un certo senso sono stati il banco di prova e il trampolino di lancio di quei palloni che hanno conquistato un posto nel podio delle eccellenze in materia di sfere da calcio.

 

La proposta Adidas e tutti gli altri

Fu proprio in concomitanza con la Coppa del mondo del Messico che il brand tedesco lanciò quello che ancora oggi resta forse il primo e più famoso pallone del calcio. Il modello Telstar si caratterizzava per i pentagoni di colore nero che si andavano ad alternare allo sfondo in bianco.

La scelta cromatica nasceva anche dall’esigenza di avere una sfera ben riconoscibile in campo, non tanto per i giocatori quanto per le telecamere chiamate a catturare e seguire le diverse fasi di gioco. Il nome poi era un omaggio al satellite che permise le prime telecomunicazioni. Il successo fu tale che il pallone venne poi utilizzato anche quattro anni dopo, facendo da apripista per l’arrivo di un altro grande pallone: il Tango.

 

 

Particolarmente interessante la sfera Mitre Ultimax che ha dalla sua anche il fatto di essere una delle prime palle realizzate in microfibra. Grande successo ha riscosso questo pallone nel campionato Inglese, con una presenza in Premier League fino agli anni ‘90.

Nel 1998 anche Nike lancia la sua sfera, dedicando il colore al team brasiliano con cui stipulò un contratto di partecipazione miliardario. Altro anno cruciale per quel che riguarda l’innovazione è il 2002. Protagonista sempre Adidas che rivoluzionò la linea della palla rispetto al mitico e inarrivabile Tango.

Per fare un omaggio ai Ppaesi ospitanti, ovvero il Giappone e la Corea del Sud, Adidas lasciò da parte la linea esagonale e i rombi, seguendo una forma simile alla shuriken. Non tutti apprezzarono molto la scelta della riduzione di peso, colpevole secondo un gruppo di detrattori di incidere sul gioco e le traiettorie. Non possiamo poi dimenticare la sfera che accompagnò al tempo la vittoria azzurra ai Mondiali di Germania.

Per l’occasione Adidas creò palloni personalizzati, recanti la data del match, le squadre sfidanti e lo stadio. Per la finale tra Italia e Francia campeggiava il nome dell’Olympiastadion di Berlino, e una versione dorata dei motivi per omaggiare lo scontro decisivo.

 

 

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