Tutto sul tchoukball: storia, regole e caratteristiche

Ultimo aggiornamento: 17.01.21

 

Il Tchoukball, uno sport molto giovane e ancora piuttosto sconosciuto con una bellissima filosofia alle spalle. Scopriamo di più nel nostro articolo.

 

Lo sport ai giorni nostri tende ad esaltare il singolo più che la squadra, mettendo spesso in risalto le stelle di un determinato campionato piuttosto che il lavoro collettivo. Basti pensare agli atleti della NBA che da soli riempiono i palazzetti di appassionati e non, che pagano il biglietto solo per vedere le loro prodezze. I social media hanno aumentato questa sorta di ‘egocentrismo’ sportivo, anche nel calcio dove ormai più che stare attenti al gesto tecnico e al fair play di un giocatore, si tende a mitizzare gli aspetti fuori dal campo e i soldi spesi per il suo ingaggio. 

Allo stesso modo, sebbene le varie società sportive stiano cercando di sensibilizzare sempre di più il pubblico attraverso le loro campagne e iniziative, purtroppo il fair play e il rispetto per l’avversario sembra essersi perso, specialmente negli sport di squadra. La competizione a livello professionale può ovviamente mettere molto stress sugli atleti, specialmente negli sport dove si percepiscono stipendi incredibili per questo viene richiesto un alto livello di performance. 

Come ogni cosa, quando subentra il lato economico spesso si perde un po’ lo spirito originale dello sport, uno strumento didattico che in teoria nella sua forma moderna dovrebbe insegnare a competere nel totale rispetto dell’avversario. Sport come il gioco della pelota, la palla basca e il Tchoukball si possono praticare in totale armonia con il prossimo. 

Tchoukball: rispetto e atletica

Tra i vari sport di squadra, il Tchoukball si distingue proprio per la sua filosofia che insegna il grande rispetto per il prossimo e per la squadra avversaria. L’individualità dei giocatori nel Tchoukball viene messa da parte, non a caso le statistiche di gioco vengono fatte solo per la squadra. Non esistono i migliori marcatori o difensori, solo le squadre che hanno saputo giocare meglio. 

Parte del fascino di questo sport deriva anche dal fatto che viene praticato in squadre miste di uomini e donne (che facilmente indosseranno un reggiseno sportivo per una maggior comodità), in quanto il contatto fisico è assente. Le squadre più forti inoltre tendono a giocare in modo assolutamente rispettoso verso quelle avversarie, senza umiliarle o deriderle per  l’inferiore abilità. 

 

La storia

Lo sport nasce da un’idea del biologo svizzero Hermann Brandt che tra l’altro è stato uno dei più grandi ‘filosofi’ e divulgatori dello sport nel suo paese. L’idea era quella di creare uno sport adatto a far recuperare gli atleti di altre discipline dagli infortuni per non far perdere loro l’abitudine di giocare in squadra e l’elasticità fisica. Si gioca con un pallone da pallamano e prevede l’utilizzo di due piccole reti elastiche poste all’estremità del campo. 

Lo sport si rivelò così divertente che da semplice terapia di recupero divenne una disciplina a tutti gli effetti con tanto di formazione di squadre e campionati. Lo sport è molto giovane, infatti ha appena quarant’anni di età, quindi magari potrà evolversi ancora di più in futuro. Al momento viene praticato con grande enfasi in Thailandia, nazione dove ci sono le squadre più forti. 

Brandt formulò anche il regolamento del Tchoukball accompagnato tra l’altro da una ‘manifesto’ che spiega la filosofia del gioco e aggiunge che l’obiettivo dello sport non è quello di creare campioni, ma di aiutare a stabilire una società migliore per tutti. 

 

Le regole

L’etica rispettosa per il prossimo e soprattutto le sue origini di sport terapeutico prevedono la totale assenza di contatti fisici nel Tchoukball. La partita si svolge su un campo di pallamano con due squadre composte da sette giocatori di entrambi i sessi. Alle due estremità del campo viene posto un pannello inclinato con una rete elastica. Attorno al pannello viene delimitata un’area di tre metri entro la quale i giocatori non potranno entrare. 

In maniera molto simile ad altri giochi con pallone, lo scopo è quello di centrare la rete. Il punto però verrà assegnato alla squadra solo se la palla rimbalzando supera l’area e tocca il suolo. Come fare quindi a difendere se non esiste il contatto fisico? Molto semplice, la squadra in difesa dovrà attendere il tiro degli avversari e poi cercare di intercettare la palla dopo il rimbalzo, in modo da non farla cadere a terra e prendere così il possesso, per poi partire con il proprio gioco di attacco. 

Se la palla tirata sulla rete rimbalza nell’area proibita o va fuori dal campo, il punto viene assegnato alla squadra avversaria. Un’altra particolarità del Tchoukball sta nel fatto che entrambe le squadre possono decidere di attaccare una delle due reti in qualsiasi momento, sebbene non sia possibile tirare più di tre volte sullo stesso pannello. Questa particolare regola rende le partite interessanti e veloci, inoltre richiede una grande prontezza di riflessi alla squadra in difesa. 

La lunghezza delle partite è molto simile a quanto dura una partita di pallamano e non ci sono espulsioni o ammonizioni. I giocatori di Tchoukball abbracciano la filosofia dello sport e mostrano sempre grande rispetto per gli altri. Non a caso gli atleti amano questo sport proprio perché permette di fare sempre nuove amicizie, senza creare rivalità. 

Tchoukball in italia

Il Tchoukball in Italia si è diffuso soprattutto nel nord, in particolare nella zona del saronnese. Il campionato italiano è stato inizialmente composto da sette squadre miste, ma in seguito si è ampliato fino ad avere due serie, una A e una B, estendendosi anche in città e zone del sud. Spesso le squadre italiane viaggiano in Thailandia per partite amichevoli con le formazioni del luogo, grazie alle quali possono accrescere il loro livello di abilità.

 

 

 

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