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Sanitas Sem 43 – Recensione

 

Principale vantaggio

Oltre a stimolare la contrazione dei muscoli per scolpire e tonificare il corpo, l’elettrostimolatore Sem 43 di Sanitas offre numerosi benefici riabilitativi volti a favorire il recupero fisico dopo un intervento o in caso di dolori articolari.

 

Principale svantaggio

Sulla qualità del prodotto in sé nulla da dire ma, a nostro avviso, quattro elettrodi sono davvero pochi per chi vuole allenare contemporaneamente più gruppi muscolari.

 

Verdetto: 9.1/10

Oltre alle dimensioni contenute, che ne fanno un oggetto comodo sia da trasportare sia da utilizzare, il modello ha conquistato una gremita schiera di fan anche grazie al costo molto vantaggioso.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Design e materiali

Come già anticipato nella parte introduttiva, in tanti si sono avvicinati all’elettrostimolatore (i migliori modelli) Sem 43 di Sanitas per il rapporto qualità/prezzo molto convincente. Il fatto che costi poco ne rende sicuramente allettante l’acquisto, ma noi crediamo che questo non sia l’unico vantaggio che merita di essere portato all’attenzione dei consumatori. Ci preme, infatti, aggiungere che è anche un dispositivo estremamente leggero e compatto, quindi non ci si dovrà affannare più di tanto per utilizzarlo in maniera corretta.

Ovviamente spendere poco per portarsi a casa un prodotto del genere non servirebbe a nulla se poi la qualità costruttiva è pessima, ma vogliamo tranquillizzare i nostri lettori anche da questo punto punto di vista.

In base ai pareri di chi ha già avuto modo di testarlo, i materiali scelti per la sua realizzazione sono di alto livello, con una gestione ottimizzata delle funzioni disponibili che guarda soprattutto alla praticità di utilizzo da parte dell’utente.

Tuttavia, nell’analizzare le recensioni pubblicate online abbiamo riscontrato qualche lamentela in merito alla dotazione di soli quattro elettrodi, ritenuta insufficiente da chi vuole utilizzare l’apparecchio per allenare contemporaneamente più gruppi muscolari.

Nonostante questa piccola pecca, in tanti confermano la comodità d’uso del prodotto, soprattutto in virtù del suo design compatto e maneggevole che viene incontro alle esigenze di quanti puntano a un elettrostimolatore addominale facile da gestire e progettato con la massima attenzione verso la qualità e il comfort.

Efficacia 3 in uno

Dunque è solo il rapporto qualità/prezzo a rendere valido il prodotto di Sanitas? Assolutamente no, perché malgrado il costo economico è dotato di ben cinquanta programmi di allenamento, di cui quarantaquattro preimpostati e sei personalizzabili in base alle esigenze. Ma i vantaggi del dispositivo non sono certo finiti qui, poiché dispone anche di un ampio display retroilluminato di facile lettura che, oltre a permettere di regolare l’intensità e la durata degli impulsi a piacimento, consente di impostare il tempo di utilizzo attraverso il pratico timer regolabile da 5 a 100 minuti.

Tornando ai programmi di allenamento, a seconda del risultato che si vuole raggiungere si potrà selezionare:

– l’elettrostimolazione Tens, volta a stimolare le fibre nervose per ottenere una sorta di effetto endorfinico utile nel trattamento del dolore in caso di lombalgia, tendinite, sciatica e osteoartrite;

– l’elettrostimolazione Ems, che è quella più utilizzata da atleti e sportivi per massimizzare la forza e la lipolisi dei muscoli addominali, migliorando anche la resistenza allo sforzo in caso di allenamenti ad alta intensità;

– il programma “massage”, che previene l’atrofia muscolare e scioglie le contratture mimando il massaggio sportivo decontratturante.

Dopo aver speso tante belle parole sulle funzioni e sulla qualità costruttiva del modello, vi starete sicuramente chiedendo quanto tempo occorre per ottenere risultati apprezzabili. Lungi da noi voler scansare l’argomento e darvi informazioni incomplete, quindi ci teniamo subito a precisare che gli effetti benefici del Sanitas Sem 43 si potranno riscontrare solo a seguito di un suo utilizzo costante e regolare.

I risultati, quindi, non tarderanno ad arrivare ma solo se il dispositivo verrà impiegato come coadiuvante – e non come sostituto – di un allenamento muscolare mirato e una dieta equilibrata.

 

Per chi è adatto?

Se volessimo descrivere l’elettrostimolatore di Sanitas con una sola parola sarebbe “completo”. Oltre a disporre di una serie di programmi pensati per aumentarne le possibilità di impiego, può essere utilizzato sia per migliorare il tono e il trofismo muscolare sia a scopo riabilitativo nelle terapie del dolore, in caso di traumi e per trattare patologie di tipo osteoarticolare e neuromuscolare, come strappi e distorsioni.

Si tratta, dunque, di un dispositivo adatto a diverse tipologie di persone e che trova applicazione in ambiti differenti: si va dall’uso prettamente sportivo all’azione massaggiante, passando anche per il recupero della tonicità di uno specifico gruppo muscolare dopo un intervento chirurgico.

Quindi da un lato si potrà agire in modo mirato sulla propria forma fisica, allenando specifiche zone del corpo come i pettorali, i polpacci e i glutei, e dall’altro sarà possibile sfruttare i benefici di un massaggio rilassante per decontratturare i muscoli dopo un’intensa sessione di allenamento, con in più la possibilità di effettuare una vera e propria terapia Tens (Stimolazione Elettrica Transcutanea del Nervo) per ridurre dolore e affaticamento.

 

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Compex Fit 5.0 – Recensione

 

Principale vantaggio

Grazie all’innovativa tecnologia MI-Scan, l’elettrostimolatore Fit 5.0 a marchio Complex è in grado di adattare automaticamente i parametri di stimolazione alla fisiologia dei muscoli per realizzare un programma di allenamento personalizzato in base alle proprie esigenze.

 

Principale svantaggio

Diversi utenti confermano la buona qualità costruttiva e la praticità d’uso del dispositivo, evidenziando come unico difetto l’assenza di istruzioni chiare e precise sul corretto posizionamento degli elettrodi.

 

Verdetto: 9.5/10

Il prodotto è uno dei più convincenti sul mercato per efficacia, efficienza e autonomia della batteria. Sebbene in vendita di possano trovare modelli di gran lunga più economici di questo, ben pochi possono vantare la stessa comodità di utilizzo, dovuta a una certosina attenzione verso il design e la funzionalità.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Programmi e funzioni

Per quanto possa sembrare una soluzione apprezzabile, ricorrere a diete drastiche per ridurre il girovita e tonificare i muscoli potrebbe non rivelarsi la scelta più adeguata sul fronte della salute. Esiste, infatti, un metodo più semplice e poco invasivo per combattere e vincere l’eterna lotta contro i chili di troppo, e non stiamo parlando delle scomode guaine contenitive o di complessi attrezzi per il fitness, ma dei più comodi ed efficienti elettrostimolatori.

Sul mercato ne esistono diverse tipologie, da quelli che offrono un’elettrostimolazione Ems per mantenere e aumentare la tonicità muscolare durante gli allenamenti, a quelli che sfruttano gli impulsi elettrici interferenziali a scopo terapeutico per trattare diverse patologie osteoarticolari e neuromuscolari, come la lombalgia, la tendinite, l’osteoartrite e la cervicalgia.

In entrambe le categoria rientra l’elettrostimolatore Fit 5.0 di Complex che, pur non rivelandosi una scelta a basso costo, ha dimostrato di saper fare bene ciò per cui è stato progettato. Ideale sia per il fitness sia per la preparazione fisica, è il meglio che si possa desiderare per rassodare i muscoli e migliorare le performance atletiche.

La differenza con gli altri modelli disponibili in commercio sta nella presenza di ben trenta programmi di allenamento, tra cui anche un programma di recupero post-esercizio, un’applicazione Cross Training per il riscaldamento e un massaggio decontratturante antidolore, capaci di adattarsi alle necessità dell’atleta mantenendo sotto controllo tanto la forma fisica quanto la salute e il benessere del corpo, il tutto senza fare sconti sulla qualità e l’efficienza.

Pratico e intuitivo

Per migliorare la user experience dell’utente, Complex ha dotato il suo elettrostimolatore Fit 5.0 dell’innovativa tecnologia MI-Scan che sfrutta dei sensori intelligenti per monitorare costantemente l’attività delle fasce muscolari coinvolte nell’allenamento per adattare automaticamente i parametri di stimolazione alla loro fisiologia e al tipo di sforzo cui sono sottoposte.

In questo modo, l’atleta potrà beneficiare di un training personalizzato in base alle caratteristiche del gruppo muscolare da trattare, così da sviluppare maggiore potenza e raggiungere in breve tempo i risultati sperati. Tra le numerose funzioni offerte dal prodotto segnaliamo anche la MI-Range, molto utile per chi si approccia a questo genere di dispositivi per la prima volta perché indica il livello ideale di stimolazione da utilizzare nei programmi di recupero e massaggio.

Grazie a questa funzione sarà quindi possibile riprodurre l’intera catena di contrazioni muscolari per affrontare le varie sessioni di allenamento in modo più efficiente e con meno fatica.

 

Perché acquistare il Complex Fit 5.0

Arrivati a questo punto sembra evidente come scegliere un elettrostimolatore (lista dei migliori prodotti) completo e di buona qualità come il Compex Fit 5.0 sia un investimento saggio e lungimirante. Certo, bisognerà essere disposti a spendere una cifra non indifferente per godere delle sue ottime prestazioni, ma visto che gli utenti hanno espresso solo pareri positivi sia in merito alla sua efficacia sia sul fronte della praticità d’uso, riteniamo che la spesa valga l’impresa.

Inoltre, grazie al design compatto, al peso ridotto di soli 1,6 kg e alla possibilità di sfruttare la tecnologia wireless, si rivela anche estremamente comodo da utilizzare, garantendo un’ampia libertà di movimento mentre ci si allena o si svolgono le proprie attività quotidiane. I sei elettrodi di cui è provvisto sono in grado di adattarsi a ogni muscolo del corpo per assicurare un lavoro più efficiente, restituendo un comfort senza pari e prestazioni di livello professionale.

Nella dotazione è incluso anche un manuale d’uso in lingua italiana che spiega come utilizzare il dispositivo in modo corretto, sebbene qualcuno abbia lamentato l’assenza di istruzioni chiare ed esaustive in merito al corretto posizionamento degli elettrodi in base al programma di allenamento impostato.

Fatta eccezione per questa piccola pecca, per il resto chi ha avuto modo di testare il Compex Fit 5.0 ne è rimasto assolutamente soddisfatto, dichiarando di aver riscontrato risultati apprezzabili già dopo le prime settimane di utilizzo, premesso ovviamente il suo abbinamento a una regolare attività fisica e una sana alimentazione.

 

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Gli 8 migliori tappetini fitness del 2021

 

Tappetini fitness – Guida all’acquisto, Opinioni e Confronti

 

Svolgere una regolare attività fisica fa bene alla salute e permette di mantenersi in forma. Tuttavia, per raggiungere gli obiettivi prefissati in modo efficiente e soprattutto sicuro, è importante scegliere la giusta attrezzatura, a cominciare da un tappetino per il fitness che permetta all’atleta di svolgere gli esercizi con comodità e scioltezza. In base alle nostre ricerche di mercato, i migliori in tal senso sono il Kg Physio Yoga Mat e il BeMaxx a puzzle, in quanto dotati di una struttura estremamente solida e resistente, grazie alla quale sono in grado di sopportare senza problemi anche le sollecitazioni più intense. Ovviamente questo è solo un piccolo assaggio di quello che vi aspetta nella nostra guida all’acquisto, quindi mettetevi pure comodi e proseguite nella lettura per scoprire tutto ciò che c’è da sapere su questi utilissimi accessori.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Gli 8 migliori tappetini fitness – Classifica 2021

 

Dopo questa breve anticipazione delle nostre preferenze, è arrivato il momento di presentarvi la classifica definitiva degli otto migliori tappetini da fitness del 2021, scelti dal nostro team di esperti sulla base dei pareri espressi dai consumatori. Leggete la recensione che ne abbiamo fatto per confrontare i prezzi e le caratteristiche dei modelli più venduti e apprezzati del momento.

 

 

1. Kg Physio Tappetino Fitness Yoga Mat

 

Il tappetino da fitness in esame è pensato per chi cerca il massimo del comfort e della stabilità durante gli allenamenti a casa o in palestra. Non passerà inosservato ai nostri lettori il costo che, in accordo con l’eccellente qualità costruttiva e la notevole resistenza dimostrata anche a seguito di utilizzi intensivi, non ha generato rimorsi o rimpianti negli utenti che lo hanno acquistato.

Un altro punto a favore del prodotto è la realizzazione in gomma NBR ad alta densità che, oltre a garantire un eccellente isolamento dal freddo e dall’umidità del pavimento, ammortizza al meglio gli urti e gli scossoni per eseguire con comodità tutti gli esercizi per mantenersi in forma.

Nella dotazione è incluso anche un pratico cinturino che permette di trasportarlo comodamente fuori casa senza occupare uno spazio eccessivo, mentre la possibilità di poter scegliere tra sette diverse varianti di colore è stata accolta con entusiasmo da chi non vuole rinunciare allo stile e al design nemmeno durante il workout.

 

Pro

Qualità: Il tappetino da fitness Yoga Mat conferma l’eccellenza del marchio Kg Physio sia per le sue buone doti di resistenza e durata sia per l’utilizzo di materiali di eccellente qualità.

Antiscivolo: Caratteristica fondamentale quando si sceglie un accessorio di questo tipo, anche in caso di attività a elevato impatto si mantiene saldo al pavimento.

Praticità: Un prodotto molto valido e funzionale che conta su una solida struttura in gomma NBR ad alta densità e una tracolla regolabile per restituire praticità e comfort di utilizzo.

 

Contro

Odore: Dal momento che all’apertura del pacco si avverte un forte odore di plastica, conviene lasciarlo arieggiare per qualche ora all’aperto prima di utilizzarlo.

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2. BeMaxx Tappetino da fitness a puzzle

 

Dalla comparazione delle migliori offerte disponibili sul mercato, emerge con forza anche questo tappeto da fitness a marchio BeMaxx, che fa della versatilità il suo principale cavallo di battaglia. Oltre che nelle attività di home fitness, trova applicazione in molteplici ambiti grazie alla sua struttura costituita da diciotto pezzi che permette di aumentarne o ridurne le dimensioni a seconda delle esigenze.

Interamente realizzato in schiuma EVA impermeabile, ecologica e atossica, si rivela piuttosto resistente all’usura e agli strappi, mentre la possibilità di poterne ridurre l’ingombro staccando i vari tasselli e impilandoli l’uno sull’altro lo rende facile da riporre e da trasportare.

Nonostante le numerose caratteristiche positive, il principale punto a sfavore del prodotto è l’eccessiva rigidità della struttura che ne rende l’utilizzo disagevole soprattutto in caso di esercizi dinamici e attività sportive ad alto e medio impatto.

 

Pro

Versatile: Il tappeto di BeMaxx si compone di diciotto pezzi per adattarsi alla conformazione fisica dell’utilizzatore e allo spazio disponibile in casa.

Materiali: La struttura, realizzata in schiuma EVA impermeabile, si è dimostrata molto solida e robusta per garantire una buona resistenza agli strappi e alle abrasioni.

Compatto: Una volta staccati tutti i tasselli si potrà ridurre al minimo il suo ingombro per facilitarne il rimessaggio e il trasporto.

 

Contro

Rigido: Malgrado le buone caratteristiche qualitative e funzionali, l’eccessiva rigidità della struttura potrebbe non essere gradita da chi cerca un supporto più flessibile che sia in grado di attutire al meglio gli urti e le vibrazioni.

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3. Powrx Tappetino Fitness Spesso Antiscivolo

 

Powrx propone un tappetino di design ideale sia per l’home fitness sia per gli allenamenti in palestra. Disponibile in tre differenti misure per adattarsi alle esigenze e alla conformazione fisica di una buona fetta di utenti, si presta a ogni genere di attività sportiva restituendo una buona resistenza all’usura e all’umidità.

La struttura in schiuma NBR gli conferisce la morbidezza necessaria per renderlo piacevole quando vi si poggia la schiena, permettendo di svolgere i propri esercizi all’insegna del comfort e della scioltezza. Grazie al fondo antiscivolo, aderisce bene al pavimento e non si sposta nemmeno in caso di attività ad alto impatto, migliorando di conseguenza la stabilità anche quando appoggiato su superfici irregolari o particolarmente scivolose.

Perfetto per chi sta cercando un prodotto funzionale, comodo e semplice da ripiegare dopo l’uso, viene fornito con una pratica borsa per il trasporto e un manuale in formato PDF con venti esercizi per iniziare subito le sessioni di workout.

 

Pro

Rivestimento antiscivolo: Il modello di Powrx assicura un perfetto grip su ogni tipo di superficie, rivelandosi un supporto ideale per lo svolgimento di qualsiasi attività sportiva.

Resistente: Buone le risposte date dalla struttura in schiuma NBR, che sa farsi valere anche quando sottoposta alle sollecitazioni più intense.

Salvaspazio: Una volta arrotolato su se stesso può essere riposto anche in uno spazio ridotto, mentre la pratica borsa con tracolla in dotazione ne migliora la trasportabilità.

 

Contro

Costoso: Sebbene nessun utente sia rimasto deluso dell’acquisto, la spesa da sostenere non è di quelle che si possono effettuare a cuor leggero.

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4. TopLus Tappetino da Yoga Imbottito con Fondo Antiscivolo

 

Garanzia di qualità è anche il tappetino da fitness TopLus, che offre un perfetto compromesso tra densità e morbidezza. La realizzazione in TPE, un elastomero termoplastico ecologico, ipoallergenico ed estremamente delicato sulla pelle, assicura grande comodità anche in caso di workout particolarmente intensi, ammortizzando al meglio le vibrazioni e gli impatti con il suolo in modo da potersi allenare meglio e più a lungo.

La praticità di manutenzione è stata particolarmente apprezzata dagli utenti, visto che si pulisce facilmente, anche solo con un panno umido, per mantenere sempre elevati gli standard igienici e ridurre la proliferazione di batteri e cattivi odori.

Nonostante lo spessore di soli 0,6 cm, garantisce un eccellente isolamento termico e protegge il corpo dal freddo e dall’umidità del pavimento, mentre la struttura double face permette di utilizzare il tappeto su entrambe i lati per variare il colore a seconda delle circostanze.

 

Pro

Performance: Chi punta al massimo del comfort e della qualità troverà una buona soluzione nel prodotto firmato TopLus, che offre un perfetto equilibrio tra resistenza e morbidezza.

Pulizia: La struttura in TPE ecologico facilita la pulizia del complemento e isola il corpo dalle basse temperature anche se posizionato su superfici fredde e umide.

Double face: La possibilità di poter utilizzare il tappeto su entrambe i lati, ognuno di colore diverso, da l’impressione di aver acquistato due prodotti con un’unica spesa.

 

Contro

Trasporto: Nonostante si possa ripiegare facilmente all’occorrenza, non è provvisto di una custodia protettiva che sicuramente ne avrebbero reso il trasporto più agevole.

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5. Dustgo Tappetino Fitness Ecologico Double-Sided

 

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta dei migliori tappetini da palestra con il modello proposto da Dustgo, realizzato in TPE ecologico, inodore e altamente resistente agli strappi. Il prezzo non è tra i più allettanti del mercato ma trova comunque giustificazione nella buona qualità costruttiva che, stando a quanto riferito dai consumatori, difficilmente deluderà le aspettative.

Inoltre non ha bisogno di essere pulito spesso, poiché il rivestimento impermeabile non assorbe lo sporco e l’umidità, impedendo la formazione di fastidiose macchie di sudore e odori poco gradevoli. Sulla superficie del materassino sono presenti delle linee di postura che si rivelano di grande utilità soprattutto per i principianti che vogliono allenarsi a casa senza l’assistenza di un istruttore, permettendo così di eseguire gli esercizi in modo corretto mantenendo sempre la giusta posizione.

Giudizi positivi anche in merito alla presenza di una doppia trama antiscivolo che assicura un’aderenza ottimale e un’ammortizzazione eccellente anche in caso di allenamenti ad alta intensità.

 

Pro

Comodo: La struttura in TPE offre un appoggio confortevole e la possibilità di eseguire i propri esercizi senza avvertire la durezza del pavimento.

Funzionale: Le linee tracciate sulla superficie del tappetino permettono di mantenere sempre la giusta postura durante gli allenamenti, allentando la tensione sulle inserzioni vertebrali.

Manutenzione: Avendo un rivestimento completamente impermeabile, si pone come scelta ideale per quanti hanno poco tempo da dedicare alla pulizia del complemento.

 

Contro

Sacca: A differenza del materassino, la borsa per il trasporto in dotazione non è della migliore qualità, costringendo a prestare maggiore attenzione durante gli spostamenti per impedire che si rompa.

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6. TechFit Tappetino Fitness in ABS

 

Ciò che differenzia il modello di TechFit dagli altri venduti online è la realizzazione in solido ABS per reggere bene l’usura e mantenere inalterate nel tempo le sue caratteristiche di robustezza e resistenza. Pur essendo disponibile in quattro differenti colorazioni, esteticamente parlando non è sicuramente il tappetino da fitness più bello che si possa trovare in circolazione, una pecca che però passa in secondo piano in virtù dell’eccellente qualità costruttiva che punta tutto sulla sostanza e non sull’apparenza.

Le dimensioni pari a 180 x 60 cm e la facilità con cui si ripiega lo rendono ideale per chi ha uno spazio limitato a disposizione ma vuole comunque eseguire i propri esercizi di ginnastica in modo confortevole e senza avvertire fastidi, anche perché il rivestimento antiscivolo gli conferisce una grande stabilità.

È particolarmente indicato per lo yoga e il pilates, ma può essere utilizzato anche per gli esercizi di stretching e potenziamento muscolare perché facile da mantenere pulito e altamente resistente all’umidità e al sudore.

 

Pro

Compatto: Quello di TechFit è un tappetino da fitness poco ingombrante che si pone come scelta ideale per chi dispone di uno spazio limitato.

Comodo: Il grande successo del prodotto si deve soprattutto alla buona qualità dei materiali, che assicurano un perfetto sostegno per il corpo senza provocare disagi o dolori alla schiena.

Colori: Nonostante l’estetica lasci un po’ a desiderare, è possibile scegliere il colore preferito tra i quattro messi a disposizione dall’azienda.

 

Contro

Odore: Quando si avvicina il viso al materassino durante gli esercizi, si avverte un forte sentore di plastica che potrebbe infastidire i nasi più sensibili, anche se dopo qualche tempo l’odore tende a diminuire.

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7. Gisala Tappetino Fitness Ecologico in TPE

 

Tra le numerose proposte disponibili online, abbiamo scelto anche quella della ditta italiana Gisala, che si presta a soddisfare le esigenze anche degli atleti più esigenti. Oltre alla possibilità di poter scegliere tra otto diverse varianti di colore, si fa apprezzare per la realizzazione in TPE ecologico e ipoallergenico che rispetta anche le pelle più sensibili, evitando l’insorgenza di irritazioni e fastidiosi sfoghi cutanei.

La superficie antiscivolo assicura una perfetta aderenza al pavimento per permettere all’utente di effettuare i propri allenamenti all’insegna della comodità e della sicurezza, mentre lo spessore di 6 millimetri fornisce un buon sostegno al corpo, facilitando il rimessaggio dell’oggetto quando arriva il momento di metterlo via.

Peccato, però, che nella dotazione non sia inclusa anche una tracolla o una borsa per il trasporto, una mancanza che, a fronte del prezzo elevato a cui viene venduto, non è stata vista di buon occhio dai più.

 

Pro

Pratico: La facilità con cui può essere arrotolato su se stesso offre una comodità in più agli atleti che hanno l’esigenza di portare il materassino in palestra o comunque fuori casa.

Sicuro: Eseguire gli esercizi su questo tappetino garantisce un elevato livello sicurezza perché dotato di superficie antiscivolo.

Estetica: A molti è piaciuto anche il design del modello, che è tra l’altro disponibile in otto diverse tonalità per individuare facilmente quella corrispondente al proprio stile.

 

Contro

Sacca: Pur essendo progettato per assicurare un trasporto facile, la mancanza di una borsa protettiva è una pecca su cui molti utenti non sono riusciti a sorvolare.

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8. Adidas Tappetino Yoga Premium

 

La nostra rassegna si conclude con il tappetino Yoga Premium a marchio Adidas, una garanzia quando si tratta di accessori e articoli per il fitness. Oltre al design esteticamente gradevole e studiato per assicurare praticità di utilizzo e durata nel tempo, presenta un rivestimento antiscivolo che gli conferisce maggiore stabilità e un perfetto grip su qualsiasi tipo di superficie.

Il peso contenuto e lo spessore di soli 5 mm ne agevolano il trasporto, permettendo anche di risparmiare spazio prezioso in casa quando arriva il momento di metterlo via. La manutenzione richiesta è minima grazie alla superficie idrorepellente che non assorbe il sudore e limita la formazione di cattivi odori, quindi anche solo passandoci sopra un semplice panno umido si potrà mantenere il supporto sempre pulito e igienizzato.

Ideale per le attività di meditazione, lo stretching e gli esercizi a corpo libero, resta saldo a terra e si srotola facilmente senza formare fastidiose pieghe e orecchie alle estremità.

 

Pro

Stabile: Resistente e morbido al tempo stesso, il tappetino di Adidas trasmette una piacevole sensazione di stabilità grazie al rivestimento antiscivolo che lo mantiene ben saldo al pavimento.

Design: Pur trattandosi di un modello dalle linee semplici ed essenziali, vanta un design esteticamente gradevole e ben curato nei dettagli che ha conquistato gli apprezzamenti degli amanti dello stile.

Igienico: Facile da pulire, non assorbe il sudore ed evita la formazione di batteri e cattivi odori.

 

Contro

Tracolla: Da un marchio come Adidas ci si aspetta sempre il meglio e, pertanto, non possiamo nascondere la nostra delusione per l’assenza di una tracolla per il trasporto.

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Guida per comprare un tappetino fitness

 

Che facciate attività fisica sette giorni su sette o poche volte la settimana, l’imperativo è sempre lo stesso: disporre della giusta attrezzatura per eseguire gli esercizi in modo corretto. Tra i must have irrinunciabili sia per coloro che praticano sport a livello professionale sia per chi si dedica all’home fitness rientra sicuramente il tappetino, declinato in tantissime versioni per rispondere alle esigenze di tutti gli sportivi.

Dal momento che i fattori di cui tenere conto al momento dell’acquisto sono davvero numerosi, abbiamo provato a riassumerli nella nostra guida qui di seguito per fornire un quadro esaustivo e utile a quanti non sanno di preciso come scegliere un buon tappetino da fitness.

Il comfort

Cercate un tappetino pratico da trasportare e super resistente? One moment please, perché prima di esaminare questi aspetti è necessario concentrarsi su una caratteristica ben più importante: il comfort. Lo abbiamo detto prima, per eseguire gli allenamenti in modo corretto è necessario che il vostro tappetino sia comodo e dotato di uno spessore tale da ammortizzare nel miglior modo possibile le vibrazioni e gli urti generati dagli esercizi ad alto impatto.

La scelta del giusto spessore, quindi, dipende anche dal tipo di attività svolta: per lo stretching, il pilates o qualsiasi altra pratica da eseguire a piedi nudi, sarebbe preferibile orientarsi su un modello alto almeno 5 mm per isolare il corpo dal freddo e dalla rigidità del suolo, mentre per gli sport più dinamici, oltre allo spessore, bisognerebbe valutare anche la densità delle fibre per garantirsi una maggiore resistenza alle abrasioni e agli sfregamenti.

 

Le dimensioni

Un’altra caratteristica da prendere in considerazione al momento dell’acquisto sono le dimensioni del supporto. Ovviamente, per scegliere il modello giusto bisogna valutare la propria altezza, ma anche il tipo di attività che si è soliti praticare. Qualora gli esercizi da svolgere richiedano una completa distensione del corpo, dovrete accertarvi che il prodotto di vostro interesse sia abbastanza lungo da consentirvi di sdraiarvi comodamente, evitando che la testa o i piedi tocchino il pavimento.

In genere i tappetini disponibili in commercio presentano misure standard di 180 x 60 cm, ma non è difficile reperire anche versioni oversize che raggiungono i 200 cm di lunghezza per permettere anche alle persone più alte di allenarsi comodamente. Anche la praticità di trasporto gioca un ruolo chiave in fase di scelta, soprattutto se l’esigenza è quella di portare il tappetino con sé fuori casa per eseguire il workout all’aperto oppure in palestra.

In questi casi, oltre a preferire un modello abbastanza leggero e facilmente ripiegabile, sarebbe opportuno anche verificare che in dotazione ci sia una tracolla o, meglio ancora, una sacca per il trasporto da utilizzare anche per riporre l’accessorio al riparo da sporco e polvere quando non serve utilizzarlo.

Materiali e manutenzione

Per chi non transige sulla sicurezza, un tappetino da fitness antiscivolo è un accessorio irrinunciabile. Dovendo fare una scelta, meglio preferire un modello dotato di un rivestimento che assicuri una perfetta aderenza al pavimento, soprattutto se caratterizzato da una superficie irregolare o particolarmente scivolosa. In questo modo, anche se si eseguono esercizi ad alto impatto o che richiedono una certa rapidità nei movimenti, non si correrà il pericolo di perdere l’equilibrio con il conseguente rischio di farsi male o, peggio, di procurarsi distorsioni e stiramenti muscolari.

Se siete soliti recarvi in palestra con una certa frequenza o svolgete una regolare attività di home fitness, avrete sicuramente bisogno di un materassino più resistente all’usura e alle abrasioni.

Premesso che i prezzi di questi supporti variano in base ai materiali con cui sono realizzati, c’è da capire quale possa fare al proprio caso, tenendo conto anche del budget a disposizione: le fibre naturali, come il cotone e la canapa, sono sicuramente le più indicate per chi ha la pelle sensibile o soffre di dermatite da contatto, ma per contro risultano più costose rispetto a quelle sintetiche. Queste ultime, oltre a essere più solide e durevoli nel tempo, si puliscono facilmente e assicurano una maggior livello di protezione dalla rigidità e dal freddo del pavimento.

Tra i materiali maggiormente utilizzati dalle aziende del settore troviamo: il PVC, molto economico e con una buona capacità di isolamento termico; la gomma nitrilica (NBR), che si fa apprezzare per le eccellenti proprietà meccaniche che la rendono perfetta per utilizzi dinamici; e l’etilene vinil acetato (EVA), più flessibile ed elastico dei precedenti, restituisce buone prestazioni anche in caso di sollecitazione intense, a discapito però di un lieve incremento di prezzo rispetto ai prodotti realizzati con altri materiali sintetici.

Infine, ricordate che i tappetini da fitness sono terreno fertile per la proliferazione di germi, batteri e cattivi odori, quindi è sempre consigliabile acquistare un modello dotato di rivestimento impermeabile che non assorba il sudore e che sia facile da pulire.

 

 

 

Come riciclare un tappetino da fitness

 

Se siete assidui frequentatori della palestra o svolgete una regolare attività di home fitness, sicuramente il vostro secchio della spazzatura avrà fatto man bassa di tappetini vecchi e logori. Ma sapevate che esiste un modo originale e creativo per riciclarli e tendere, così, una mano anche all’ambiente? Ebbene sì, anziché gettarli potreste mettere in pratica tutta la vostra abilità manuale per creare degli oggetti unici e di grande utilità. Vediamo, allora, come prolungare il ciclo di vita di questi accessori e far emergere il designer che è in voi.

Una custodia per il tablet

Sì avete letto bene il titolo, da un vecchio tappetino da palestra si può ricavare una pratica custodia dove riporre il proprio tablet e proteggerlo durante gli spostamenti. Tutto quello che dovete fare è tagliare due rettangoli leggermente più grandi della cornice esterna del dispositivo e incollarli tra di loro su tre lati in modo da ottenere una grande tasca al cui interno inserire il tablet. Se, poi, volete caricare il vostro device senza rimuoverlo dalla custodia protettiva vi basterà realizzare un foro in prossimità del connettore di ricarica e il gioco è fatto!

 

Pantofole da doccia

Per avere una migliore aderenza sulle superfici bagnate e proteggere i piedi dai batteri e altri microorganismi che amano proliferare nelle docce di piscine e palestre, potreste anche considerare l’eventualità di trasformare il vostro vecchio tappetino da fitness in un paio di ciabatte antiscivolo.

Realizzarle è davvero semplice e non richiede particolari abilità manuali: utilizzando come guida un paio di pantofole che avete già in casa, disegnate la sagoma con un pennarello e tagliatela con le forbici, quindi realizzare la fascia superiore con i pezzi avanzati e incollatela ai lati della suola. Facile vero?

 

Un tappetino per il mouse

Non ne avete ancora abbastanza? Benissimo allora, perché i progetti creativi non sono finiti qui. Per restare sempre in tema di “tappetini”, potreste creare un bel tappetino per il vostro mouse, magari utilizzando un vecchio materassino da palestra dalle tonalità molto accese e vivaci.

Per fare in modo che il vostro nuovo mousepad sia stabile e aderisca bene alla superficie sulla quale andrete ad appoggiarlo è consigliabile utilizzare un tappeto con fondo antiscivolo, quindi ritagliate un rettangolo da 23 x 19 cm e arrotondate gli angoli. Nulla di più semplice!

Altre idee di upcycling

Se dopo aver realizzato uno di questi progetti vi sono avanzati dei piccoli pezzi del vostro tappetino da fitness, anziché buttarli nella spazzatura potreste realizzare degli elastici per capelli tagliandoli in piccole strisce da 2 cm di larghezza, oppure degli originali sottobicchieri per rendere più vivace e allegra la vostra tavola.

Potete utilizzare gli avanzi anche per creare delle tovagliette americane personalizzate, degli originali portachiavi o dei feltrini da incollare sotto le gambe di una sedia o di un tavolo per evitare che graffino il pavimento durante gli spostamenti.

Insomma, le idee per riciclare dei vecchi tappetini da fitness caduti ormai in disuso non mancano, quindi sta a voi tirare fuori tutta la vostra creatività per far acquisire maggior valore al nuovo oggetto rispetto a quello da cui è stato creato.

 

 

 

Domande Frequenti

 

Quali caratteristiche deve possedere un buon tappetino da fitness?

La prima cosa da tenere a mente quando si sceglie un tappetino per eseguire gli allenamenti a casa o in palestra è la stabilità della struttura, preferendo un modello dotato di rivestimento antiscivolo per fare in modo che aderisca bene alla superficie su cui andrete ad appoggiarlo. Inoltre, dovrebbe essere in grado di attutire le vibrazioni e i rumori qualora si utilizzino degli attrezzi ginnici pesanti o si compiano salti e spostamenti. Infine, è importante che sia facilmente lavabile e dotato di un buon spessore per proteggere il corpo dagli sfregamenti e dall’umidità.

I materiali sono importanti per scegliere un tappetino per il fitness?

Questa è una domanda che in molti ci pongono, e noi come sempre rispondiamo che la scelta dei materiali è fondamentale ai fini di un acquisto lungimirante. Pensateci un attimo: a che serve pagare poco per un tappetino che poi si rompe nel giro di qualche utilizzo? Va comunque precisato che nel caso in cui l’accessorio fosse destinato a un uso saltuario o comunque occasionale si potrà essere anche meno selettivi sul prezzo, optando per un prodotto più economico che permetta di risparmiare sulla spesa finale ma non sulla resistenza e la qualità.

 

Dove si può comprare un tappetino da fitness?

Generalmente questi prodotti sono facilmente reperibili nei negozi di articoli sportivi, anche se a nostro avviso il luogo ideale dove acquistare il miglior tappetino da fitness per le proprie esigenze restano i siti di e-commerce, che offrono una vasta selezione di modelli, anche della migliore marca, a prezzi bassi.

 

Che dimensioni deve avere un tappetino da fitness per essere funzionale?

Per stabilire quale tappetino da fitness comprare, si deve tenere conto del tipo di attività svolta e, naturalmente, delle proprie caratteristiche fisiche. Anche se, in genere, questi accessori presentano dimensioni standard, è importante verificare che il modello scelto non abbia una lunghezza inferiore rispetto alla propria altezza, in modo da eseguire gli esercizi di stretching e allungamento senza pericolo che il corpo venga a contatto con il freddo e la rigidità del pavimento.

 

Cosa utilizzare in alternativa al tappetino da fitness?

Se nonostante i nostri consigli d’acquisto non siete riusciti a individuare il prodotto a voi più congeniale, per le vostre sedute di home fitness potete anche utilizzare un qualsiasi altro tappeto abbiate in casa, purché vi ci stendiate sopra un copriletto o una coperta in tessuto traspirante per evitare di avvertire fastidi durante l’allenamento.

 

 

 

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Cardio & Fitness

Gli 8 migliori elettrostimolatori glutei del 2021

 

Elettrostimolatori glutei – Guida all’acquisto, Opinioni e Confronti

 

Inutile prendersi in giro, lo sappiamo tutti: per sfoggiare glutei sodi e tonici bisogna fare attività fisica e seguire una dieta mirata. Dopotutto, avere un lato B scultoreo non è solo una questione estetica, ma riguarda anche il benessere generale del nostro corpo, a cominciare dalla corretta postura. Se già vi allenate regolarmente, esiste però un alleato che può aiutarvi a raggiungere il vostro obiettivo in modo efficace e con ottimi risultati: l’elettrostimolatore per glutei! Se anche voi ne avete sentito parlare e vi siete decisi ad acquistarne uno, in questo articolo analizzeremo tutti gli aspetti tecnici e funzionali da prendere in considerazione al momento della scelta. Di questo, però, ci occuperemo nella seconda parte della guida, perché in questa prima sezione analizzeremo i migliori modelli disponibili sul mercato, tra cui in particolare: il Tesmed Trio 6.5, che grazie ai suoi trentasei programmi di elettrostimolazione preimpostati permette di eseguire un allenamento personalizzato, e i Pantaloncini Slendertone, studiati specificamente per i glutei femminili, si rivelano estremamente comodi da indossare durante il training.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Gli 8 migliori elettrostimolatori glutei – Classifica 2021

 

In vendita si trovano elettrostimolatori per glutei di tutti i tipi e a diverse fasce di prezzo, ma per fare la scelta giusta è fondamentale valutarne con attenzione i pregi e i difetti, nonché la giusta proporzione tra qualità e costo. Di seguito potete prendere visione della nostra classifica dei migliori modelli attualmente disponibili sul mercato, con un approfondimento delle loro caratteristiche.

 

 

1. Tesmed Elettrostimolatore Muscolare Trio 6.5

 

Il Trio 6.5 di Tesmed è un elettrostimolatore combinato che trova applicazione in molteplici ambiti, adattandosi alle esigenze di diverse tipologie di persone. Dotato di trentasei programmi preimpostati e quaranta livelli di intensità, può essere utilizzato sia per migliorare il tono e il trofismo muscolare sia per la terapia contro il dolore in caso di traumi, strappi e distorsioni.

I quattro elettrodi in dotazione si possono applicare su diverse zone del corpo, come spalle, addome, polpacci, schiena e glutei, per modellare i muscoli e favorire il recupero dagli infortuni. Anche la durata della batteria è stata giudicata positivamente dai consumatori, poiché permette di eseguire una seduta di elettrostimolazione in modo continuativo senza incappare in fastidiose interruzioni, con l’ulteriore possibilità di poter controllare in ogni momento l’autonomia residua sul display retroilluminato in dotazione.

A fronte di tutte queste considerazioni, riteniamo che sia una delle migliori soluzioni offerte dal mercato per chi si accinge ad acquistare per la prima volta un dispositivo del genere e non debba farne un utilizzo professionale.

 

Pro

Versatile: Il Trio 6.5 di Tesmed dispone di trentasei programmi preimpostati e quaranta livelli di intensità per adattarsi a diverse esigenze sportive e riabilitative.

Pratico: Intuitivo e facile da usare, fa al caso di chi ha poca esperienza e cerca un prodotto efficace il cui utilizzo non richieda particolari competenze tecniche.

Rapporto qualità/prezzo: È nostra opinione che la qualità dei materiali di costruzione sia in linea con il prezzo, che risulta conforme alla media di mercato.

 

Contro

Non adatto agli utilizzi professionali: Nonostante le numerose caratteristiche positive, le prestazioni del prodotto sono ben lontane da ciò che si ricerca in un elettrostimolatore di tipo professionale.

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2. Slendertone Pantaloncini Bottom

 

Il principale vantaggio dei pantaloncini Bottom a marchio Slendertone è sicuramente la praticità d’uso, dal momento che si rivelano estremamente comodi da indossare durante gli allenamenti grazie alla realizzazione in tessuto elastico che si adatta come un guanto alle linee naturali del corpo.

Oltre a modellare il fisico ed esaltare le curve femminili quando indossati sotto gli abiti, svolgono anche la funzione di elettrostimolatore, offrendo quattro programmi specifici per la tonificazione dei glutei, rivelandosi ideali anche per combattere gli inestetismi della cellulite.

La possibilità di poter scegliere tra 99 livelli di intensità degli impulsi elettrici permette di agire in maniera mirata sulla massa muscolare, proprio come se si stesse eseguendo una normale sessione di allenamento in palestra, donando un immediato sollievo anche in caso di dolori lombari e articolari.

Per rendere più pratiche le operazioni di pulizia dell’indumento, gli elettrodi si possono rimuovere facilmente all’occorrenza, così da garantirsi la massima igiene ed evitare la formazione di batteri e cattivi odori.

 

Pro

Comodi: Interamente realizzati in tessuto elastico, questi pantaloncini con funzione di elettrostimolatore sono studiati specificamente per i glutei femminili, vestendo dalla taglia 38 alla 46.

Pulizia: La possibilità di poter rimuovere facilmente gli elettrodi agevola le operazioni di pulizia e permette di mantenere sempre elevati gli standard igienici.

Polivalente: I quattro programmi di tonificazione, oltre a rassodare i muscoli del gluteo, migliorano la circolazione linfatica e il drenaggio dei liquidi per contrastare gli inestetismi della cellulite.

 

Contro

Controller: Non è il prodotto più economico che si può trovare in circolazione, soprattutto se si considera che alla spesa iniziale bisognerà aggiungere anche quella necessaria per l’acquisto dell’unità di controllo.

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3. Zhenrog Elettrostimolatore Glutei con USB Ricaricabile

 

Chi ha detto che per acquistare un buon elettrostimolatore per glutei bisogna per forza spendere un occhio della testa? Noi no di certo, visto che tra i nostri consigli d’acquisto abbiamo inserito anche questo modello ricaricabile a marchio Zhenrog, che ha conquistato il favore di un’ampia fetta di utenti proprio per il convincente rapporto qualità/prezzo.

Estremamente pratico da utilizzare grazie al suo design anatomico che si adatta alle forme naturali del fondoschiena, sfrutta l’elettrostimolazione EMS (Electrical Muscle Stimulation) per rassodare i muscoli e migliorare contestualmente gli inestetismi cutanei.

La batteria in dotazione supporta la ricarica con USB e offre un’autonomia sufficiente a completare il lavoro senza dover interrompere la seduta per ricaricare il dispositivo, mentre la tecnologia wireless elimina il problema dei fili che si ingarbugliano, così da poterlo utilizzare comodamente anche mentre si è in movimento.

Alcuni acquirenti hanno espresso qualche perplessità in merito alla tenuta dei pad adesivi, che tendono a perdere di aderenza dopo un certo numero di utilizzi, costringendo a una loro immediata sostituzione per poter continuare a usare l’elettrostimolatore in modo corretto.

 

Pro

Prezzo: Nonostante le sue performance si siano rivelate effettivamente utili per la cura e la tonificazione del lato B, il costo di questo elettrostimolatore non costringe a dissipare le proprie finanze.

Prestazioni: Associato a una dieta mirata e una regolare attività fisica, è in grado di agevolare il processo di lipolisi per indurre l’organismo a bruciare più grassi e calorie, a tutto vantaggio di una maggiore tonicità muscolare.

Autonomia: Ben 30 minuti di lavoro con una sola ricarica della batteria, così da poter completare la seduta di elettrostimolazione senza dover aspettare che sia di nuovo carica.

 

Contro

Tenuta: La qualità degli adesivi che assicurano il supporto al corpo non è delle migliori, visto che tendono a perdere di aderenza dopo pochi utilizzi.

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4. Rootok Elettrostimolatore Glutei con Intelligent Hip Trainer

 

Strutturalmente parlando, l’elettrostimolatore per glutei di Rootok è molto simile al modello precedente, quindi dotato di un design a pannello che lo rende facile da mettere grazie alla forma ergonomica che rispetta le linee naturali dei muscoli del gluteo. Oltre a facilitare la corretta applicazione degli elettrodi, nella parte centrale è presente un display retroilluminato con comandi integrati che permette di impostare agevolmente le varie funzioni disponibili, regolando l’intensità e la durata degli impulsi elettrici in base alle proprie esigenze.

I pad in gel e l’imbottitura in PU di elevata qualità lo rendono comodo da usare anche in mancanza di esperienza, con un ottimo livello di adesione che rimane tale anche a seguito di utilizzi intensivi.

A deludere le aspettative è stata, invece, la scarsa autonomia della batteria, ben lontana dai 30 minuti promessi dal produttore, sebbene questo sia davvero l’unico difetto di cui tenere conto se si è intenzionati ad acquistare il prodotto di Rootok.

 

Pro

Intuitivo: A differenza di altri modelli simili, quello proposto da Rootok è dotato di un display retroilluminato che semplifica sia l’utilizzo del dispositivo sia la scelta del programma di allenamento adatto alle proprie necessità.

Praticità: È un elettrostimolatore per glutei caratterizzato da un design ergonomico che guarda a una maggiore praticità d’uso da parte dell’utente.

Pad in gel: Gli elettrodi sono provvisti di inserti autoadesivi che rendono superflua l’applicazione di un gel specifico per garantirsi una perfetta tenuta del supporto.

 

Contro

Autonomia: Stando alle dichiarazioni del produttore la durata della batteria dovrebbe garantire un lavoro continuativo di mezz’ora, ma secondo gli acquirenti l’autonomia reale non supera i 15 minuti.

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5. Nitoer Elettrostimolatore Glutei SM2018

 

Se, oltre a scolpire e tonificare il lato B, cercate un dispositivo che vi permetta di rassodare anche altre zone critiche del corpo, come braccia e gambe, provate a dare un’occhiata all’elettrostimolatore SM2018 di Nitoer, acquistabile a un prezzo che non spaventa ma con un livello di soddisfazione equiparabile ai prodotti più costosi e performanti.

La fascia con pad in gel integrati dispone di una comoda chiusura regolabile che gli permette di adattarsi facilmente alla circonferenza del bacino, delle cosce e dei bicipiti senza stringere troppo o rallentare la circolazione sanguigna, migliorando notevolmente la user experience dell’utente.

I sei programmi di allenamento preimpostati e i quindici livelli di intensità degli impulsi si possono selezionare agevolmente attraverso il pratico telecomando con display integrato, così da eseguire un trattamento personalizzato in base alle esigenze e agli obiettivi estetici che si vogliono raggiungere.

 

Pro

Pratico: La cintura è provvista di una chiusura regolabile che la mantiene ben salda alla zona del corpo da trattare, senza provocare disagi all’utente né rallentamenti della circolazione sanguigna.

Funzionale: Il telecomando in dotazione permette di gestire i programmi e le funzioni disponibili in modo agevole anche se utilizzato da mani inesperte.

Conveniente: Nonostante le tante lodevoli caratteristiche, il prodotto di Nitoer viene proposto a un prezzo molto contenuto, che ne rende l’acquisto alla portata di tutti.

 

Contro

Risultati: Le uniche critiche mosse dagli utenti riguardano le tempistiche abbastanza lunghe per ottenere i tanto agognati muscoli scolpiti, anche se si tratta comunque di un difetto comune alla maggior parte degli elettrostimolatori per glutei disponibili sul mercato.

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6. Festnight Elettrostimolatore per Addominali e Glutei

 

Già a un primo colpo d’occhio sembra evidente come l’impegno dell’azienda inglese Festnight nel progettare questo elettrostimolatore per glutei e addominali sia stato massimo. È dotato di undici elettrodi a pannello da posizionare su diverse zone del corpo per simulare la contrazione muscolare e favorire sia il recupero in caso di infortuni sia il rassodamento dei muscoli coinvolti, premesso ovviamente il suo abbinamento a un allenamento fisico mirato.

La frequenza di stimolazione pari a 20 Hz permette di guadagnare volume, forza e tonicità già dopo le prime settimane di utilizzo, così da ottenere un immediato effetto modellante sulle aree critiche come addominali, cosce e glutei.

Il prodotto ha quindi dimostrato di saper fare bene ciò per cui è stato progettato, peccato però che il manuale di istruzioni a corredo non contempli anche la lingua italiana, rendendone l’utilizzo disagevole per chi si approccia a questo genere di dispositivi per la prima volta.

 

Pro

Completo: La quantità di accessori in dotazione, così come la qualità dei materiali, è davvero notevole, contribuendo ad ampliare notevolmente le possibilità di utilizzo dell’elettrostimolatore.

Collocazione: Gli undici elettrodi a pannello si posizionano facilmente e non richiedono l’utilizzo di un gel autoadesivo per assicurare una perfetta aderenza alla zona da trattare.

Efficace: L’intensità degli impulsi erogati raggiunge i 20 Hz di potenza per garantire risultati apprezzabili già dopo un mese di utilizzo costante e regolare.

 

Contro

Istruzioni: L’assenza di un manuale d’uso in lingua italiana non è stata vista di buon occhio dagli utenti meno esperti, che si sono visti costretti a effettuare delle ricerche in rete per utilizzare l’elettrostimolatore in modo corretto.

Acquista su Amazon.it (€24.98)

 

 

 

7. Rootok Elettrostimolatore Muscolare EMS Trainer

 

Cercate un elettrostimolatore da poter indossare comodamente anche sotto i vestiti mentre vi allenate? Allora il modello di Rootok può fare davvero al vostro caso. Oltre a risultare estremamente facile da posizionare, grazie alla struttura anatomica che aderisce perfettamente ai muscoli del fondoschiena, è provvisto di pad in gel talmente sottili da non dare troppo nell’occhio quando ci si allena in palestra o fuori casa, così da poterlo utilizzare in ogni circostanza senza che si noti nulla.

Quanto alle funzioni, sono presenti sei modalità di allenamento e dieci livelli di intensità, facilmente regolabili attraverso il pratico telecomando in dotazione, che permettono di eseguire un trattamento mirato in base alle proprie esigenze.

Buona anche l’autonomia della batteria, che si ricarica tramite il pratico cavo USB a corredo e assicura una durata di ben 30 minuti, un tempo più che sufficiente per eseguire un trattamento completo senza fastidiosi intoppi.

 

Pro

Discreto: Il suo design sottile ed ergonomico, oltre a renderlo estremamente facile da posizionare, permette di indossarlo comodamente sotto i vestiti senza dare troppo nell’occhio

Telecomando: L’intensità e la frequenza degli impulsi si possono regolare facilmente sfruttando il pratico telecomando in dotazione.

Batteria: È provvisto di una batteria ricaricabile con cavo USB che assicura un’autonomia sufficiente a completare il lavoro senza incappare in fastidiose interruzioni.

 

Contro

Malfunzionamenti: All’attenzione per il design non corrisponde un lavoro altrettanto scrupoloso verso le componenti elettroniche del dispositivo, che in alcuni casi ha smesso di funzionare dopo tre o quattro utilizzi.

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8. Globus Elettrostimolatore Glutei G0487

 

Pur non essendo un elettrostimolatore specifico per glutei, il G0487 di Globus ha meritato un posto nella nostra classica per la buona qualità complessiva e la notevole praticità d’uso. Realizzato in solido poliestere per sopportare senza problemi anche le sollecitazioni più intense, è dotato di una comoda chiusura a velcro regolabile per assicurare una perfetta aderenza al busto, senza però risultare di ostacolo per i movimenti.

Pratica e intuitiva nell’utilizzo, si può applicare sia sull’addome sia sui glutei, mentre i sei pad in gel posti sulla parte interna permettono di allenare contemporaneamente più fasce muscolari, con l’ulteriore possibilità di poter escludere il funzionamento di uno o più elettrodi per tonificare solo specifiche zone del corpo.

Il rivestimento interno in materiale traspirante e le morbide imbottiture in schiuma guardano in direzione di una maggiore comodità d’uso per l’utente, ma dal momento che gli elettrodi non si possono rimuovere dai rispettivi alloggiamenti la pulizia della fascia si rivela poco agevole.

 

Pro

Regolabile: La pratica chiusura in velcro permette di adattare la cintura al girovita o alla circonferenza del fondoschiena, senza limitare i movimenti.

Solida: Gli utenti si sono detti molto soddisfatti della qualità costruttiva del prodotto, che si è dimostrato estremamente resistente e capace di sopportare senza affanni anche gli utilizzi intensivi.

Versatile: La fascia addominale di Globus si rivela utile sia per supportare l’attività fisica sia per alleviare i dolori muscolari e articolari.

 

Contro

Pulizia: L’impossibilità di poter rimuovere gli elettrodi dalle rispettive sedi non permette di pulire la cintura in modo agevole in caso di sporco e aloni di sudore.

Costo: Un altro punto a sfavore del prodotto è il suo prezzo elevato, che non lo rende accessibile a tutte le tasche.

Acquista su Amazon.it (€59)

 

 

 

Guida per comprare un elettrostimolatore per glutei

 

Inutile nasconderlo, se state leggendo questo articolo è perché anche voi volete rassodare il vostro lato B, che di certo non è la cosa più facile del mondo. Bisogna, però, essere molto chiari su un punto: per avere glutei tonici e scolpiti occorre tanto impegno, una buona dose di costanza e l’adozione di uno stile di vita più sano e attivo. Fatta questa premessa, la tecnologia offre un aiuto in più a chi non riesce a eseguire gli allenamenti con regolarità o vuole in qualche modo supportarli con un prodotto specifico per la cura e la tonificazione del corpo.

Di recente è stato infatti messo a punto un nuovo dispositivo, noto come elettrostimolatore per glutei, capace di scolpire e rassodare i muscoli in maniera localizzata attraverso degli impulsi elettrici a basso voltaggio che stimolano la contrazione muscolare, assicurando risultati rapidi e senza sforzo.

Dal momento che ogni anno vengono lanciati apparecchi sempre più performanti e all’avanguardia, individuare il prodotto giusto potrebbe rivelarsi più complicato del previsto, ma con i nostri consigli e un’attenta comparazione delle offerte disponibili sul mercato sarà più semplice capire come scegliere un buon elettrostimolatore per glutei.

Gli obiettivi

Quando si vuole acquistare un elettrostimolatore per rassodare e tonificare il lato B, una delle prime cose da considerare è il tipo di utilizzo che se ne vuole fare, perché in base a questo cambieranno sia i prezzi sia le caratteristiche del prodotto da acquistare. Se si cerca un dispositivo progettato appositamente per stimolare i muscoli dei glutei, la scelta dovrà ricadere su un modello più specifico, che fornisca un valido aiuto per combattere la flaccidità cutanea e la ritenzione idrica.

Al contrario, se si vuole agire a 360° per raggiungere diversi obiettivi estetici e allenare più gruppi muscolari contemporaneamente, sarà necessario optare per un prodotto provvisto elettrodi di forme e grandezze diverse, da applicare sulle zone del corpo interessate, fondoschiena compreso.

Stabilire a priori i risultati che si vogliono raggiungere è, quindi, il primo passo per capire quale elettrostimolatore per glutei comprare, tenendo però presente che le versioni più complete e versatili costano di più di quelle specifiche per una sola area del corpo.

 

Le tipologie

Una volta capito quale tipologia di elettrostimolatore possa fare al proprio caso, bisogna riflettere sulle caratteristiche che il dispositivo deve necessariamente possedere per permettervi di ottenere i tanto bramati glutei sodi. Anche in questo caso la scelta è piuttosto personale, quindi l’unico consiglio che possiamo darvi è puntare sulla praticità d’uso.

Agli utenti meno esperti consigliamo di valutare l’acquisto di un pantaloncino o di un elettrostimolatore a pannello che, grazie al design ergonomico risultano più facili da mettere, adattandosi facilmente alla forma naturale dei muscoli del gluteo.

Se, invece, siete disposti a spendere qualcosina in più per garantirvi uno strumento più poliedrico e versatile, i modelli con elettrodi liberi da posizionare in specifiche zone del fondoschiena si riveleranno una soluzione più efficace per ottenere buoni risultati con il minimo sforzo. In questi casi, però, tenete presente che posizionare gli elettrodi in modo corretto non è una passeggiata, soprattutto se è la prima volta che ci si approccia a questo genere di dispositivi.

Per essere certi di non sbagliare, è importante verificare che nella confezione sia presente anche un manuale di istruzioni in lingua italiana che spieghi in modo chiaro e preciso come posizionare i pad correttamente, ricordando che un loro posizionamento approssimativo potrebbe rende la sessione di allenamento meno efficace, oltre che pericolosa.

Programmi e funzioni

Passiamo ora a un’altra caratteristica fondamentale ai fini di una scelta ponderata: i programmi e le funzioni offerte dal dispositivo di elettrostimolazione. Se l’obiettivo è quello di tonificare e rassodare unicamente i glutei si potrà optare per un prodotto che contempli solo programmi estetici (trattamenti anticellulite, contro la ritenzione idrica, per il rassodamento, ecc.) e di allenamento, ossia per aumentare la resistenza e la forza della massa muscolare.

Al contrario, se si vuole utilizzare l’elettrostimolatore anche a scopo riabilitativo sarebbe opportuno preferire un modello che preveda anche l’elettrostimolazione TENS (Stimolazione Elettrica Transcutanea del Nervo) per ridurre il dolore e l’affaticamento in caso di sforzi fisici intensi o patologie neuromuscolari, come la lombalgia e la sciatica.

Per quanto riguarda le funzioni, la maggior parte degli elettrostimolatori per glutei venduti online è dotata di molteplici applicazioni preimpostate che offrono un programma di allenamento mirato al raggiungimento di un determinato obiettivo (terapeutico, rassodamento, rafforzamento della muscolatura, rigenerazione muscolare e così via).

In ogni caso, è sempre preferibile optare per un prodotto che permetta anche di regolare manualmente l’intensità e la frequenza degli impulsi, così da poter eseguire una seduta di elettrostimolazione personalizzata in base alle proprie necessità.

 

 

 

Come utilizzare un elettrostimolatore per glutei

 

Da un po’ di tempo a questa parte in tv e sul web girano migliaia di spot pubblicitari che mostrano glutei supersodi e scolpiti, interamente coperti da elettrodi che promettono miracoli. No, non si tratta di un film di fantascienza ma di televendite di elettrostimolatori, che ormai la fanno da padroni anche sugli scaffali di farmacie e negozi di articoli sportivi.

Scommettiamo che, con la complicità delle pressanti campagne pubblicitarie, anche voi vi siete decisi ad acquistarne uno? Benissimo, allora dopo aver letto la nostra guida all’acquisto e dato una spulciatina alla nostra classifica sui migliori elettrostimolatori per glutei del 2021, ecco qui un piccolo vademecum sul corretto utilizzo di questi dispositivi, che permettono sì di raggiungere importanti obiettivi estetici, ma non sono di certo formule magiche!

Alcune premesse prima dell’acquisto

Anche se sul mercato si possono trovare diversi modelli di elettrostimolatori per glutei, alcuni più costosi e altri venduti a prezzi bassi, il meccanismo di funzionamento è sempre lo stesso: attraverso degli impulsi elettrici viene stimolata la contrazione del muscolo coinvolto, favorendone la tonificazione e la resistenza allo sforzo.

Naturalmente non è tutto oro quello che luccica, perché per ottenere i risultati sperati occorrono tanto esercizio, costanza e abnegazione. Questi apparecchi, infatti, da soli non possono fare miracoli, ma devono essere sempre associati a una regolare attività fisica e un regime alimentare corretto. Inutile, quindi, spendere fior fior di quattrini per acquistare il modello più performante e all’avanguardia, se poi il vostro stile di vita è pessimo.

Ciò premesso, se si vuole utilizzare un dispositivo del genere per rendere il proprio lato B sodo e duro come il marmo, bisogna innanzitutto migliorare lo stato muscolare dei glutei eseguendo degli esercizi mirati, come squat e affondi, o in alternativa comprare un attrezzo per l’home fitness come la cyclette e il tapis roulant. All’allenamento aerobico va poi associata una corretta alimentazione e infine l’uso di un buon elettrostimolatore per glutei che permetta di ottenere risultati migliori in meno tempo.

 

Il posizionamento degli elettrodi

Per raggiungere velocemente i benefici sperati, senza però pretendere miracoli in termini di crescita e potenziamento della massa muscolare, oltre a scegliere il miglior elettrostimolatore per glutei, occorre anche sapere come e quando utilizzarlo. Dal momento, però, che ogni modello presenta caratteristiche e funzioni diverse, consigliamo di leggere con attenzione il manuale d’uso in dotazione per capire come posizionare correttamente gli elettrodi.

In vendita si possono trovare anche prodotti con tecnologia wireless che offrono una maggiore libertà di movimento durante la sessione di allenamento, mentre le versioni a pannello sono più pratiche da utilizzare grazie al loro design ergonomico che rispetta la naturale fisiologia dei muscoli del gluteo. Oltre ad applicare i pad in modo corretto, è fondamentale anche scegliere il giusto programma di allenamento, con un livello di intensità degli impulsi conforme al risultato che vuole raggiungere.

Se, poi, non avete tempo da dedicare alle sedute di elettrostimolazione, alcune aziende del settore propongono anche delle versioni a pantaloncino da indossare sotto i vestiti per godere dei benefici dell’allenamento passivo durante lo svolgimento delle proprie attività quotidiane.

Rapporto costo/benefici

Veniamo ora alla domanda da un milione di dollari: conviene davvero acquistare un elettrostimolatore per glutei? La risposta, per quanto ci riguarda, è sicuramente sì. Molti prodotti in commercio, soprattutto quelli della migliore marca, non solo riducono sensibilmente i tempi di allenamento per ottenere i tanto agognati glutei scolpiti, ma sono anche un valido aiuto per bruciare i grassi e stimolare la circolazione linfatica (il cui rallentamento comporta ritenzione idrica e antiestetici inestetismi cutanei), con effetti benefici sulla salute e il benessere generale del corpo.

La spesa necessaria per l’acquisto di questi apparecchi dipende dalla tipologia scelta e soprattutto dal numero di funzioni e programmi disponibili, con un costo che può variare dai 20 agli 80 euro.

 

 

 

Domande Frequenti

 

Come posizionare gli elettrodi?

Posizionare gli elettrodi in modo corretto è molto importante sia per ottenere i migliori risultati sia per impedire che si spostino durante il trattamento, trasmettendo la stimolazione elettrica a zone sbagliate del corpo. Ma niente panico, perché in realtà è più facile di quanto si possa immaginare. In linea di massima, i pad vanno applicati sempre nella parte centrale del muscolo che si vuole trattare, posizionandoli sempre a 2-3 centimetri di distanza gli uni dagli altri per evitare un rilascio eccessivo di elettricità.

A ogni modo, per essere certi di non sbagliare è sempre consigliabile leggere attentamente il manuale d’uso in dotazione al prodotto, così da capire dove mettere ogni elettrodo e stimolare al meglio la contrazione muscolare.

Per quanto tempo bisogna usare l’elettrostimolatore?

In genere, la durata media di una sessione di elettrostimolazione va dai 20 ai 30 minuti, tenendo però presente che le tempistiche possono variare in base al modello in proprio possesso e al tipo di programma che si sta eseguendo.

 

Qual è il livello di contrazione per ottenere i risultati sperati?

Per raggiungere gli obiettivi prefissati in breve tempo e con il minimo sforzo, è fondamentale che la contrazione muscolare si avvicini il più possibile a quella effettuata spontaneamente dai muscoli – in questo caso dai glutei – durante il gesto atletico specifico. In ogni caso, bisognerebbe sempre evitare stimolazioni al limite della soglia di tollerabilità, soprattutto durante le prime sedute di elettrostimolazione, per non danneggiare le fibre muscolari o generare dolorose contratture e stiramenti.

 

Quali sono le controindicazioni?

Quando si svolge una qualsiasi attività sportiva tutti i muscoli del corpo vengono, direttamente o indirettamente, coinvolti nel movimento. Questo purtroppo non accade con l’elettrostimolazione localizzata, che punta invece a focalizzare l’allenamento solo su determinati gruppi muscolari, con il conseguente rischio di generare scompensi e disarmonie tra un muscolo e il suo antagonista.

Per evitare questi inconvenienti, sarebbe buona norma sottoporre al trattamento tutta la muscolatura (quindi addome, glutei, polpacci, bicipiti, spalle e cosce), in modo da ottenere un fisico più tonico e perfettamente scolpito.

 

Dove acquistare un elettrostimolatore per glutei?

Gli elettrostimolatori si possono reperire sia nei negozi fisici (farmacie, centri di articoli per il fitness, ecc.) sia online. In genere l’acquisto nei negozi fisici è più vantaggioso, non solo perché è possibile toccare con mano il prodotto di proprio interesse per valutarne la qualità, ma anche per la possibilità di poter chiedere informazioni e consigli d’acquisto agli addetti alle vendite.

Tuttavia anche rivolgersi ai canali di e-commerce ha i suoi benefici, primo fra tutti quello di poter confrontare i prezzi e le caratteristiche dei modelli più venduti con un semplice click. Ovviamente, la regola che vale per gli acquisti in negozio vale anche per quelli “virtuali”, laddove i pareri dei commessi verranno sostituiti dalle recensioni degli altri utenti.

 

 

 

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Tutto sul tchoukball: storia, regole e caratteristiche

 

Il Tchoukball, uno sport molto giovane e ancora piuttosto sconosciuto con una bellissima filosofia alle spalle. Scopriamo di più nel nostro articolo.

 

Lo sport ai giorni nostri tende ad esaltare il singolo più che la squadra, mettendo spesso in risalto le stelle di un determinato campionato piuttosto che il lavoro collettivo. Basti pensare agli atleti della NBA che da soli riempiono i palazzetti di appassionati e non, che pagano il biglietto solo per vedere le loro prodezze. I social media hanno aumentato questa sorta di ‘egocentrismo’ sportivo, anche nel calcio dove ormai più che stare attenti al gesto tecnico e al fair play di un giocatore, si tende a mitizzare gli aspetti fuori dal campo e i soldi spesi per il suo ingaggio. 

Allo stesso modo, sebbene le varie società sportive stiano cercando di sensibilizzare sempre di più il pubblico attraverso le loro campagne e iniziative, purtroppo il fair play e il rispetto per l’avversario sembra essersi perso, specialmente negli sport di squadra. La competizione a livello professionale può ovviamente mettere molto stress sugli atleti, specialmente negli sport dove si percepiscono stipendi incredibili per questo viene richiesto un alto livello di performance. 

Come ogni cosa, quando subentra il lato economico spesso si perde un po’ lo spirito originale dello sport, uno strumento didattico che in teoria nella sua forma moderna dovrebbe insegnare a competere nel totale rispetto dell’avversario. Sport come il gioco della pelota, la palla basca e il Tchoukball si possono praticare in totale armonia con il prossimo. 

Tchoukball: rispetto e atletica

Tra i vari sport di squadra, il Tchoukball si distingue proprio per la sua filosofia che insegna il grande rispetto per il prossimo e per la squadra avversaria. L’individualità dei giocatori nel Tchoukball viene messa da parte, non a caso le statistiche di gioco vengono fatte solo per la squadra. Non esistono i migliori marcatori o difensori, solo le squadre che hanno saputo giocare meglio. 

Parte del fascino di questo sport deriva anche dal fatto che viene praticato in squadre miste di uomini e donne (che facilmente indosseranno un reggiseno sportivo per una maggior comodità), in quanto il contatto fisico è assente. Le squadre più forti inoltre tendono a giocare in modo assolutamente rispettoso verso quelle avversarie, senza umiliarle o deriderle per  l’inferiore abilità. 

 

La storia

Lo sport nasce da un’idea del biologo svizzero Hermann Brandt che tra l’altro è stato uno dei più grandi ‘filosofi’ e divulgatori dello sport nel suo paese. L’idea era quella di creare uno sport adatto a far recuperare gli atleti di altre discipline dagli infortuni per non far perdere loro l’abitudine di giocare in squadra e l’elasticità fisica. Si gioca con un pallone da pallamano e prevede l’utilizzo di due piccole reti elastiche poste all’estremità del campo. 

Lo sport si rivelò così divertente che da semplice terapia di recupero divenne una disciplina a tutti gli effetti con tanto di formazione di squadre e campionati. Lo sport è molto giovane, infatti ha appena quarant’anni di età, quindi magari potrà evolversi ancora di più in futuro. Al momento viene praticato con grande enfasi in Thailandia, nazione dove ci sono le squadre più forti. 

Brandt formulò anche il regolamento del Tchoukball accompagnato tra l’altro da una ‘manifesto’ che spiega la filosofia del gioco e aggiunge che l’obiettivo dello sport non è quello di creare campioni, ma di aiutare a stabilire una società migliore per tutti. 

 

Le regole

L’etica rispettosa per il prossimo e soprattutto le sue origini di sport terapeutico prevedono la totale assenza di contatti fisici nel Tchoukball. La partita si svolge su un campo di pallamano con due squadre composte da sette giocatori di entrambi i sessi. Alle due estremità del campo viene posto un pannello inclinato con una rete elastica. Attorno al pannello viene delimitata un’area di tre metri entro la quale i giocatori non potranno entrare. 

In maniera molto simile ad altri giochi con pallone, lo scopo è quello di centrare la rete. Il punto però verrà assegnato alla squadra solo se la palla rimbalzando supera l’area e tocca il suolo. Come fare quindi a difendere se non esiste il contatto fisico? Molto semplice, la squadra in difesa dovrà attendere il tiro degli avversari e poi cercare di intercettare la palla dopo il rimbalzo, in modo da non farla cadere a terra e prendere così il possesso, per poi partire con il proprio gioco di attacco. 

Se la palla tirata sulla rete rimbalza nell’area proibita o va fuori dal campo, il punto viene assegnato alla squadra avversaria. Un’altra particolarità del Tchoukball sta nel fatto che entrambe le squadre possono decidere di attaccare una delle due reti in qualsiasi momento, sebbene non sia possibile tirare più di tre volte sullo stesso pannello. Questa particolare regola rende le partite interessanti e veloci, inoltre richiede una grande prontezza di riflessi alla squadra in difesa. 

La lunghezza delle partite è molto simile a quanto dura una partita di pallamano e non ci sono espulsioni o ammonizioni. I giocatori di Tchoukball abbracciano la filosofia dello sport e mostrano sempre grande rispetto per gli altri. Non a caso gli atleti amano questo sport proprio perché permette di fare sempre nuove amicizie, senza creare rivalità. 

Tchoukball in italia

Il Tchoukball in Italia si è diffuso soprattutto nel nord, in particolare nella zona del saronnese. Il campionato italiano è stato inizialmente composto da sette squadre miste, ma in seguito si è ampliato fino ad avere due serie, una A e una B, estendendosi anche in città e zone del sud. Spesso le squadre italiane viaggiano in Thailandia per partite amichevoli con le formazioni del luogo, grazie alle quali possono accrescere il loro livello di abilità.

 

 

 

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Tutte le regole del cricket

 

Sport poco conosciuto qui in Italia, ma praticato con grande passione nei paesi del Commonwealth, il Cricket può essere davvero molto divertente da giocare.

 

Probabilmente se avete visto qualche film ‘bollywoodiano’ vi sarete imbattuti in qualche scena dove i protagonisti praticano il cricket o assistono alle partite. In India infatti è un po’ come il calcio qui in Italia, gli appassionati giocano in strada o al parco portandosi palline e mazze per mettere su delle partite tra amici e parenti. Portato in India dagli inglesi durante il periodo imperiale delle colonie, il cricket ha preso piede molto velocemente, diventando così sport nazionale. 

In realtà il cricket risale addirittura al quattordicesimo secolo, durante il quale fu portato in Inghilterra dai fiamminghi. Le prime testimonianze scritte della sua esistenza però risalgono solo al 1600, periodo durante il quale si cominciarono a organizzare le prime partite a squadre. Per forza di cose il cricket arrivò anche negli Stati Uniti e fu praticato fino alla secessione, sostituito in seguito dal baseball. 

 

Le regole

Le partite di cricket vengono disputate da due squadre composte da un numero di giocatori non superiore a undici, su un campo d’erba di forma ovale o rettangolare. Le dimensioni del campo da cricket sono molto larghe, ma non ci sono limitazioni o regole precise, quindi si tende a giocare sfruttando tutto lo spazio a disposizione. Il campo viene curato con un tagliaerba a batteria o a motore. Questo permette di giocare il cricket ovunque, cosa che lo ha reso molto popolare in diversi paesi. 

Come nel baseball, anche il cricket è uno sport con gli innings che dividono le frazioni del gioco e le fasi di attacco e difesa delle due squadre. La squadra in attacco farà andare in campo un battitore alla volta, tra gli undici giocatori a disposizione fino a che il decimo non viene eliminato alla battuta. La difesa dovrà usare i suoi undici giocatori per difendere il campo dalle battute avversarie e per mandarne uno a testa al lancio. Dopo un totale di innings (che variano a seconda della forma) si cambiano i ruoli delle squadre. 

Lo scopo del gioco è fondamentalmente quello di fare quanti più punti possibili durante gli innings dell’attacco e impedire alla squadra avversaria di realizzarne quando si è in difesa. Come si segnano i punti? Molto semplice, la difesa deve impedire alla pallina di uscire dal campo, se questa supera la linea difensiva ed esce rotolando allora la squadra in attacco segna 4 punti. Se la pallina esce in volo ne segna 6. 

 

I ruoli

A prima vista il cricket (come il baseball) mette chiaramente in risalto il lanciatore e il battitore designato, ma in realtà ci sono moltissimi altri ruoli di vitale importanza. La squadra in attacco avrà solo il battitore di turno in campo che userà la mazza da cricket, mentre la difesa oltre al lanciatore dovrà usare anche il wicket-keeper (il ricevitore) e i ‘fielders’ che si dispongono sul campo nelle zone dove ci sono più probabilità che la palla venga indirizzata dalla battuta. I fielders devono quindi intercettare la pallina mentre rotola o al volo in modo da impedire alla squadra in attacco di realizzare punti. Questo può accadere sia tramite la ricezione della palla, sia tramite l’eliminazione dei battitori.

Questi possono venire eliminati dal lanciatore che dovrà colpire uno dei tre paletti del wicket, posizionato dietro al battitore e controllato dal ricevitore della difesa. Se il wicket viene abbattuto l’eliminazione è immediata, così come se la palla battuta viene presa al volo dagli avversari. Anche la difesa potrà abbattere il wicket, infatti i fielder una volta raccolta una palla dopo un rimbalzo può provare a colpire il wicket mentre il battitore corre da una base all’altra. 

Le forme del cricket

Come ogni sport, anche il cricket ha subito diverse modifiche nel corso della storia, spesso apportate dai vari paesi dove veniva praticato. Per questo nel mondo si praticano attualmente tre forme ufficiali per gli incontri: il Test Cricket, il First Class Cricket e il Limited Overs Cricket. 

Il Test Cricket è caratterizzato da match lunghissimi che possono durare fino a cinque giorni, ovviamente con le relative pause. Questa forma nasce dal First Class Cricket che prevede partite dai tre ai cinque giorni, mentre il Limited Overs Cricket è quella attualmente utilizzata per La Coppa del Mondo, in quanto la durata più breve delle partite si rivela più adatta per la trasmissione televisiva. 

 

La strategia

Sebbene possa sembrare molto semplice e immediato, al pari del baseball, il cricket nasconde una grande profondità strategica. Vanno infatti valutati tutti i parametri dei giocatori alla battuta in modo da poterli contrastare al meglio, inoltre la squadra in attacco dovrà escogitare un turnover dei battitori in modo da far andare quelli migliori al momento giusto degli innings offensivi in modo da fare quanti più punti possibile. 

Alla strategia ovviamente si aggiunge il talento dei giocatori e le varie tecniche di lancio, di ricezione e di battuta che possono fare davvero la differenza in un match. Tipico del cricket nella sua forma Test Cricket è la pausa pranzo di quaranta minuti e quella per il tè di venti minuti, dove le squadre si siedono al tavolo insieme in un ottimo esempio di fair play.

Il cricket in Italia

In Italia il cricket non gode proprio di grande fama, ma d’altronde nel Bel Paese il domino di calcio e motori a livello mediatico spesso impedisce ad altri sport di affermarsi. Nonostante questo la Federazione Cricket Italiana gode di buona salute, con la squadra del Brescia che sta ottenendo ottimi risultati sia a livello nazionale sia europeo. Se anche voi siete interessati a praticarlo, potete fare riferimento alle realtà eventualmente attive nella vostra regione e cominciare ad allenarvi, magari acquistando un bel paio di scarpe da tennis o una tuta sportiva.

 

 

 

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Storia, curiosità e regole della pallamano

 

Sport molto conosciuto in quanto praticato da molti, ma che a livello professionistico spesso rimane un po’ nell’ombra. Scopriamo insieme la storia e il regolamento.

 

Gli sport dove la palla viene portata con le mani sono quelli più intuitivi, non a caso spesso vengono praticati nella scuola dell’infanzia per permettere ai bambini di migliorare la coordinazione e la manualità. La pallamano in particolare si distingue per il suo divertente incrocio tra il basket e il calcio indoor, sebbene le sue origini siano ancora più antiche. 

Come molti sport di squadra, possiamo far risalire la pallamano sin dai tempi dell’Impero Romano, dove i legionari – che sicuramente non indossavano una bella tuta sportiva – si allenavano con un pallone giocando ad Harpastum, una sorta di brutale rugby che i soldati praticavano per prepararsi psicologicamente agli scontri fisici delle battaglie. Non c’è comunque da sorprendersi, in quanto nell’antica Roma l’attività fisica e lo sport erano spesso legati al mondo militare. 

Durante le varie campagne di conquista, i legionari stanziati nei territori germanici o nell’antica Gallia continuarono a praticare l’Harpastum, insegnandolo così alle popolazioni del luogo. Dopo la caduta dell’impero Romano, il gioco passò da allenamento militare a puro esercizio fisico e divertimento, coltivato per secoli in Germania. Non a caso proprio questo paese creò le basi per la modella pallamano, prendendo spunto dalla pallacanestro e dal calcio. Furono stabilite le regole di base e anche quanto dura una partita di pallamano regolamentare. 

 

L’evoluzione del gioco

La prima competizione a livello olimpico della pallamano non è proprio su una pagina felice di storia, infatti fu inclusa nei giochi di Berlino durante il regime nazista. Adolf Hitler vedeva la pallamano come lo sport più indicato per rappresentare la potenza militare tedesca inoltre, avendo la Germania codificato il regolamento, ebbe vittoria facile contro le squadre avversarie. 

Dopo questa competizione, la pallamano prese ancora più piede in Germania grazie all’organizzazione di campionati specifici. Al tempo però questo gioco aveva dei connotati e delle regole diverse da quello che conosciamo. Prima di tutto la partita si svolgeva su un campo da calcio all’aperto e prevedeva la presenza di undici giocatori per squadra, assolutamente necessari per gestire il possesso di palla su una distanza molto più lunga rispetto a quella del campo indoor. 

Questo tipo di ‘forma’ della pallamano durò fino agli anni 60, quando lo sport iniziò ad avere un particolare successo a livello globale. Nei posti più freddi praticare la pallamano all’aperto non era proprio il massimo della vita, per questo le squadre preferivano allenarsi e giocare al chiuso, cambiando il numero di giocatori da undici a sette. E così nacque la pallamano moderna con la prima rappresentazione a livello mondiale alle Olimpiadi di Monaco. Per i campi al chiuso si suole utilizzare il miglior ventilatore.

La Germania è tuttora una delle squadre più forti del mondo, ma lo sport ha avuto un buon seguito anche qui in Italia dove la FIGH (Federazione Italiana Giuoco Handball) è riuscita a creare un campionato seguito dagli appassionati. 

 

Regole della pallamano

La pallamano non ha un regolamento particolarmente complesso, ma sebbene si tratta di uno sport molto intuitivo, in realtà richiede una pratica costante e allenamenti faticosi. I movimenti della pallamano, i contrasti e i tiri prevedono l’utilizzo di tecniche specifiche, specialmente nel ruolo del portiere che deve parare sia con le braccia sia con le gambe. 

Come evidenziato nella parte introduttiva dell’articolo, la pallamano si gioca in sette e la durata della partita di pallamano è di 60 minuti, divisi in di due tempi da trenta minuti, con un intervallo di dieci minuti tra i due. Ogni squadra deve avere sei giocatori e un portiere, con una panchina di nove elementi per le riserve. Al termine dei due tempi vince la squadra che ha segnato più reti, proprio come nel calcio. 
Nella pallamano il portatore di palla deve necessariamente palleggiare dopo ogni tre secondi o dopo ogni tre passi. 

È possibile effettuare passaggi e tiri, ma questi ultimi si possono eseguire solo fuori dall’area di difesa del portiere, inoltre non è possibile in alcun modo toccare la palla con i piedi. In questo caso viene fischiato il fallo e la palla passa alla squadra avversaria. Anche nella pallamano ci sono ammonizioni ed espulsioni,  inoltre è prevista una esclusione temporanea come nell’Hockey sul ghiaccio che prevede la sospensione del giocatore che ha commesso fallo per due minuti. Se la palla esce fuori dalla linea di fondo si esegue un fallo laterale, come nel calcio.

I ruoli

Nella pallamano i ruoli dei giocatori si dividono in base alla loro posizione sul campo. L’attacco di solito è composto da una formazione a trapezio. Particolare il ruolo del ‘pivot’ che oltre ad essere il regista della squadra, serve anche ad ‘infastidire’ la difesa avversaria mettendosi davanti al portiere e dandogli le spalle. Il portiere nella pallamano svolge ovviamente un ruolo fondamentale come estremo difensore, ma allo stesso tempo deve possedere un buon lancio e una visione di gioco ampia in quanto deve subito servire la palla alla sua squadra per il contropiede. 

Un grande classico della pallamano è la cosiddetta parata a ‘pelle d’orso’ utilizzata dal portiere. Dato che non è possibile uscire sul portatore di palla e i tiri vanno eseguiti dall’esterno, il portiere apre braccia e gambe chiudendo il più possibile lo specchio della porta. Solitamente il portiere nella pallamano non si tuffa, ma fa più che altro un lavoro di posizionamento per cercare di dare meno angoli di tiro possibili. Allo stesso modo la difesa non deve lasciare lo spazio agli attaccanti per poter eseguire i tiri con rincorsa, decisamente potenti e difficili per il portiere da intercettare. La palla da pallamano può assumere traiettorie ed effetti diversi a seconda dello stile di tiro.

 

 

 

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Rugby: regole e storia

 

Da molti considerato lo sport più bello del mondo, il Rugby gode di ottima fama da anni e in alcuni Paesi è diventato lo sport nazionale. 

 

Il Rugby è uno sport spettacolare e allo stesso tempo molto tecnico, dove nonostante il contatto fisico sia davvero duro, i giocatori tendono a seguire le regole del fair play e avere un grandissimo rispetto per l’arbitro e per gli avversari. I rugbisti sono fieri della loro resilienza, così come gli appassionati che amano vedere questi guerrieri scontrarsi sul campo verde. 

In Italia il Rugby ha un buon seguito, nel corso degli anni questo sport ha raccolto sempre più seguaci specialmente tra i giovani. La scuola Rugby italiana sta crescendo, così come il mercato, sebbene non sia paragonabile a quello del calcio. La nazionale, che sebbene faccia ancora fatica a stare al passo con quelle più forti, ci mette sempre un grande cuore e passione, ottenendo risultati sempre più soddisfacenti. 

Il Rugby in Italia è arrivato abbastanza tardi, ma in altre nazioni ormai è così tanto radicato da essere considerato uno degli sport principali. In Inghilterra, Francia, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica e Isole Fiji gode di grande fama, non a caso le nazionali di questi paesi sono le più forti in assoluto. In realtà questa disciplina è cresciuta molto anche in Argentina e ultimamente in Giappone, mentre negli Stati Uniti viene preferito il Football Americano, evolutosi comunque dalle regole del Rugby portato dagli inglesi. In Australia e in Nuova Zelanda inoltre viene praticata anche uno sport chiamato l’Aussie Football (Football Australiano), con regole molto simili al Rugby. 

La storia del Rugby

Il ‘concetto’ del Rugby è abbastanza antico e vede origini sin dai tempi dei greci e dei romani, dove giochi con la palla venivano praticati con buona frequenza. Anche il nostrano calcio fiorentino ha contribuito alla formazione di alcune caratteristiche dello sport. La nascita di questo sport si divide tra storia e leggenda, infatti alcuni sostengono che il Rugby prenda il nome dalla città inglese dove è stato creato nel diciannovesimo secolo. Sembra che durante una partita di football, un giocatore di nome William Webb Ellis prese la palla con le mani e segnò portandola oltre la linea di fondo degli avversari. 

Chiaramente questo fu possibile perché le regole degli sport ‘a piedi’ (football) non erano state codificate, così come non esisteva ancora il professionismo. Gli spettatori e i giocatori di quella fatidica partita furono comunque impressionati e quindi iniziarono a praticare lo sport imitando questo gesto. 

Il successo fu dovuto proprio alla ‘semplicità’ dell’idea: d’altronde portare la palla tenendola in mano era molto più intuitivo e diretto rispetto a doverla controllare con i piedi. Per questo il Rugby raccolse già tantissimi appassionati sia tra gli adulti sia tra i più piccoli. Vista la popolarità però, in Inghilterra si sentì la necessità di creare due regolamenti diversi: uno che gettò le basi per il calcio così come lo conosciamo, e l’altro per il Rugby. Da qui nacquero la prima Football Association per il calcio e la Rugby Football Union.

C’è da specificare che ‘football’ era un termine utilizzato per descrivere gli sport giocati ‘a piedi’ e non quelli ‘con i piedi’, ecco perché il Football Americano e quello Australiano hanno mantenuto questo nome seppure la palla con i piedi venga calciata solo in alcune occasioni. 

A differenza di quanto si può pensare, in realtà nel Rugby non ci sono solo giocatori di grande stazza, infatti ogni squadra ha degli atleti dal fisico più snello e bilanciato che si occupano dei calci di punizione e spesso rivestono altri ruoli come quello di ‘regista’ in quanto possono muoversi più velocemente nel campo e avere una visione di gioco più chiara. I giocatori di Rugby sono sottoposti ad allenamenti molto impegnativi, infatti sono soliti usare i migliori integratori per palestra, prodotti assolutamente legali per aiutare l’organismo a sviluppare i muscoli.

 

Le regole

Il Rugby moderno può sembrare un po’ ‘caotico’ da vedere, ma in realtà le regole sono piuttosto semplici, basta solo conoscere le basi. Le partite si svolgono su un campo da rugby lungo 100 metri, dove alle due estremità viene posta una meta, ovvero l’area dove il pallone va messo a terra per segnare punti. Al centro dell’area di meta si troverà la porta con due pali, mentre il campo viene limitato da delle estremità laterali, se la palla va oltre la linea segnata si effettuerà una rimessa in campo. La palla da rugby ha una forma ovale, ideale per i passaggi e per il controllo. 

La palla si porta avanti tenendola con una o due mani e non è possibile in alcun modo palleggiare. Si può passare solo indietro con le mani e calciata in avanti con i piedi. È anche possibile provare a calciare la palla in porta. La squadra in attacco deve cercare di portare la palla oltre la meta avversaria (o calciarla in porta), mentre quella in difesa deve ovviamente impedirlo. 

Nonostante sia uno sport che prevede il contatto duro tra i giocatori, in realtà i difensori possono eseguire placcaggi solo dalla vita in giù degli attaccanti. La regola del gioco inoltre prevede che una volta placcato, il portatore di palla debba assolutamente lasciarla per permettere agli avversari di prenderla. Da un placcaggio infatti si genera la classica mischia, chiamata ‘ruck’, mentre nel caso di un fallo l’arbitro stabilisce una ‘scrum’, ovvero una mischia penalizzata, dove a mettere la palla tra i giocatori in mischia sarà uno della squadra che ha subito il fallo.

In caso di meta, la squadra in attacco ha diritto ad una ‘trasformazione’, ovvero un calcio libero da eseguire da un ‘tee’ dalla posizione dove la palla è stata messa giù nella zona di meta. Se il calcio viene realizzato, la squadra in attacco guadagna altri tre punti. Quando la palla invece esce dai lati del campo, si attua una touche. Il significato di touche si può tradurre con ‘rimessa laterale’, molto simile a quella del calcio, ma che prevede l’utilizzo dei ‘piloni’ da parte delle squadre. 

Per saperne di più vi consigliamo di visitare il blog di Grillotalpa, dove potrete trovare tantissime informazioni e notizie su questo fantastico sport. Inoltre vi suggeriamo – se per esempio vostro figlio vuole cominciare a praticarlo – di acquistare per lui la giusta attrezzatura, che comprenda anche una tuta sportiva.

 

 

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Ginnastica artistica: regole e benefìci

 

La ginnastica artistica è una disciplina spettacolare che regala grandi emozioni. La sua pratica non solo aiuta la coordinazione ma anche l’elasticità del corpo. 

 

La ginnastica artistica è una delle discipline atletiche più complete e allo stesso tempo più antiche mai create dall’essere umano. In genere si tende a collegare questo sport con le Olimpiadi, in quanto è la manifestazione che più lo mette in risalto. In realtà però, la ginnastica artistica, così come ogni altra disciplina, prevede coppe, tornei e anche Mondiali che gli appassionati seguono con grande attenzione. In Italia abbiamo avuto grandi esponenti come Yuri Chechi e Vanessa Ferrari, mentre recentemente il mondo è stato catturato dalla fenomenale statunitense Simone Biles, ginnasta che unisce potenza e grazia e a 19 anni ha ottenuto già 14 medaglie mondiali. 

 

La storia

Le origini della ginnastica artistica sono molto antiche, d’altronde gli esercizi a corpo libero d’altronde sono stati sempre praticati anche in passato in ogni angolo del mondo, da questi sono poi nati tantissimi altri sport e nel caso della Cina anche le arti marziali. In passato infatti questa disciplina includeva anche sport di combattimento come il pugilato e la lotta, così come l’atletica. I Greci furono i primi a praticare le varie sue varie forme che però vennero abbandonate quasi completamente dai romani, in quanto l’esercizio fisico veniva considerata prerogativa dell’esercito nelle palestre delle caserme e dei combattenti nelle arene che venivano però addestrati dalle varie ‘scuole’.  

Dopo la caduta dell’Impero Romano ci fu un ritorno alla cultura del fisico che continuò nel corso degli anni a venire. In realtà però la codifica della ginnastica iniziò solo nel 1800 con la nascita di una delle prime palestre pubbliche a Berlino. In Germania venne sviluppata anche la ginnastica moderna grazie ad una collaborazione tra Adolf Spiess e F.L Jahn. La disciplina venne introdotta in seguito anche in altri paesi, in Italia arrivò nel giro di pochi anni, ma all’inizio veniva praticata solo in alcuni istituti dedicati alle famiglie ricche del nord. 

Come molte altre discipline, in Italia la ginnastica entrò anche nel mondo militare, infatti veniva e viene tuttora praticata nelle Accademie. La prima federazione Italiana nasce a Venezia, mentre quella internazionale vede la luce solo alla fine del diciannovesimo secolo. 

Gli attrezzi e le relative regole

Le regole della ginnastica artistica variano in base all’attrezzo utilizzato. Questi sono divisi per la disciplina maschile e quella femminile. Gli attrezzi maschili principali sono gli anelli, la sbarra, le parallele e il cavallo con maniglie. Gli anelli prevedono l’esecuzione di un esercizio per la durata totale di un minuto, dove l’atleta deve eseguire diversi passaggi e concludere con un salto. La sbarra invece prevede l’esecuzione di movimenti e salti, con la conclusione in salto, così come le parallele simmetriche sulle quali gli esercizi si dividono su due sbarre. Il cavallo con maniglie invece prevede rotazioni da effettuare con le gambe e il bacino, movimenti da effettuare solo con le mani sulle due maniglie senza toccare con i piedi l’attrezzo.

La ginnastica artistica femminile prevede esercizi sulle parallele asimmetriche, molto simili a quelle maschili ma che richiedono un’esecuzione molto più veloce tra un passaggio e l’altro, con il consueto salto conclusivo. Troviamo anche la trave, un attrezzo altamente spettacolare che richiede un notevole equilibrio da parte delle atlete che devono eseguire esercizi e figure acrobatiche su una piattaforma rialzata, larga 10 cm e lunga 5 m. Le ginnaste – che spesso indossano un reggiseno sportivo – gareggiano anche in due forme di ginnastica senza attrezzi chiamate il volteggio e il corpo libero, quest’ultimo praticato anche a livello maschile. 

Il volteggio consiste in un salto acrobatico eseguito con l’ausilio di una pedana e di un attrezzo per darsi lo slancio dopo una rincorsa. Come ogni esercizio, anche questo prevede l’esecuzione impeccabile del salto e dell’atterraggio. Il corpo libero, come si evince dal nome si svolge su un tappeto quadrato dove è necessario eseguire salti e acrobazie a tempo di musica, senza però uscire dalla pedana. 

I giudici 

Gli esercizi durante le gare vengono valutati dai giudici che si basano su un codice di punteggio e spesso con alcuni elementi spesso presi dalle performance di altri atleti. Basta pensare alla grande Nadia Comaneci, una delle ginnaste più famose che ha dato il nome a passaggi, così come il famoso volteggio Tsukahara, ideato dall’atleta giapponese Mitsuo Tsukahara. Il punteggio viene diviso in due parti: quello dato per il coefficiente di difficoltà di una determinata esecuzione e uno per la qualità di esecuzione dei diversi elementi. Il massimo è il 10, che si ottiene solo eseguendo un esercizio senza commettere alcun errore. 

Come in tanti altri sport, anche nella ginnastica artistica esistono delle sanzioni come ammonizioni o espulsioni, in questo  caso però  ai danni degli allenatori. Durante l’esercizio infatti deve assolutamente vigere il silenzio assoluto da parte dell’allenatore che non potrà in alcun modo fare segnali o incitare il suo atleta. Non sarà possibile inoltre modificare l’impostazione ufficiale degli attrezzi e addirittura guardare i giudici durante la gara, né tantomeno parlare o discutere con loro. 

Curiosamente sono proprio gli allenatori che si infervorano durante le gare e magari possono commentare in maniera negativa un punteggio, per questo sono state inserite queste regole per scoraggiare quelli più ‘focosi’ a lasciarsi andare in spettacoli poco decorosi. La ginnastica artistica è una disciplina molto seria al pari di tutte le altre di livello olimpionico, si potrebbe dire quasi marziale. 

Per la pratica della ginnastica artistica e di qualsiasi altra disciplina sportiva, vi consigliamo di procurarvi il miglior deodorante da usare dopo ogni allenamento..

 

 

 

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Badminton: regole e storia

 

Poco seguito in occidente, il Badminton gode di grande popolarità in Asia, terra dove è probabilmente stato inventato. Scoprite di più continuando la lettura.

 

Conosciuto anche come il tennis con il volano, il Badminton non gode di grande popolarità in Occidente dove viene appunto prediletto il tennis. Questa informazione può sorprendere, in quanto fu reso popolare proprio in Inghilterra durante il periodo coloniale. I coloni e gli ufficiali inglesi solevano portare in madrepatria diverse tradizioni popolari e divertimenti da tutto il mondo, infatti il Badminton fu scoperto proprio in India, una delle colonie principali. 

In realtà il Badminton nacque molti anni fa, si pensa infatti che le sue origini risalgano al 500 a.C, una teoria elaborata in seguito al ritrovamento di alcuni vasi cinesi che raffiguravano giovani personaggi intenti a giocare con racchette in legno e una palla con il piumaggio, proprio come il moderno volano. Chi ha visto il film Robin Hood della Disney probabilmente si ricorderà della scena durante la quale Lady Marion e Lady Cocca giocano proprio a Badminton. 

Cos’è il volano?

Il volano è la tipica palla usata nel Badminton, caratterizzata dalle piume attaccate. Ormai si utilizzano delle piume artificiali create ad hoc per dare l’effetto migliore alla pallina e per bilanciarla al meglio. 

 

Il nome

Il nome Badminton tipicamente inglese deriva dalla località Badminton nella contea di Gloucester. Lo sport veniva praticato dal Duca di Beaufort e dalle sue figlie. Le ragazze ebbero l’idea di aggiungere una rete nella sala del castello dove erano solite giocare, in modo da aumentare la difficoltà del gioco. Questa nuova aggiunta prese piede e piacque a tutti gli altri giocatori della contea, in quanto imponeva di colpire il volano con una certa tecnica per potergli far oltrepassare la rete. 

Il fatto che il Badminton fosse praticato solo dalla nobiltà non deve sorprendere, in Inghilterra molti sport all’epoca erano considerati un lusso, sebbene alcuni come il calcio arrivarono anche agli altri ceti sociali, cosa che portò alla nascita dei primi campionati e delle società. 

Nel caso del Badminton, la prima Associazione Nazionale nacque ovviamente in Inghilterra alla fine del diciannovesimo secolo, ma solo nel ventesimo secolo lo sport iniziò a diffondersi a livello mondiale. La Federazione Internazionale Badminton inizialmente fu composta dai paesi della Gran Bretagna, dalla Danimarca, dalla Francia, dell’Olanda e dalla Nuova Zelanda, poi in seguito si espanse fino ad arrivare alla prima grande manifestazione di Badminton a livello mondiale durante le Olimpiadi di Barcellona nel 1992. 

Uno sport molto praticato

Sebbene non sia molto conosciuto, il Badminton è uno sport largamente praticato, sebbene spesso gli atleti lo utilizzino come ‘ponte’ o passaggio verso altre discipline. In Asia il Badminton ha riscosso un grandissimo successo, non a caso i suoi atleti sono considerati tra i più forti in assoluto. Tra le nazioni europee che si distinguono ci sono la Danimarca e ovviamente l’Inghilterra. Degli sport con racchetta si tende a seguire di più il tennis, in quanto a livello mediatico ha avuto molto più successo. Il Badminton rimane comunque uno sport incredibilmente spettacolare, inoltre deve il suo fascino all’atmosfera unica data dagli stadi al chiuso e alla velocità degli scambi tra gli atleti. 

 

Le regole

Nel Badminton sono fondamentali rapidità, elasticità e anche una grande sensibilità. Quest’ultima è necessaria per poter colpire il volano dandogli il giusto effetto. Le piume infatti rendono la palla del Badminton molto più difficile da controllare rispetto a quella da tennis, proprio per questo motivo per le partite si decise di usare un campo al chiuso. In questo modo i giocatori possono effettuare i loro scambi senza che il vento possa interferire con l’effetto dato al volano. 

Per quanto riguarda le regole, il Badminton come il tennis è molto semplice: il gioco consiste nel mandare il volano nel campo dell’avversario e di fare punto facendogli toccare terra entro le linee limite. Il primo giocatore che raggiunge 21 punti vince il set, mentre per portare a casa la partita è necessario vincere la metà dei set. Solitamente si gioca con tre set, ma ci sono partite disputate a cinque set a seconda dei regolamenti utilizzati. A differenza della rete nel tennis che viene collocata in basso e in lungo alla metà del campo, quella del volano è leggermente rialzata, in maniera molto simile a quella della pallavolo. 

Le tecniche più usate

I colpi del volano sono stati codificati in base alle traiettorie che si vogliono dare al volano e ovviamente in base alle risposte ai tiri dell’avversario. Uno dei più importanti è il cosiddetto Clear che viene usato dai giocatori quando l’avversario è a rete e lo si vuole fare indietreggiare. Questo colpo è considerato difensivo, sebbene in molti lo usano anche per fare punto, in quanto è possibile sorprendere l’altro giocatore. A differenza del Clear, il Drop invece si usa per mandare la palla il quanto più vicino possibile alla rete, sempre ovviamente nella parte opposta del campo. 

Questi due colpi sono stati studiati proprio per controllare al meglio il volano, la pallina infatti prende traiettorie ascendenti e discendenti, quindi nel Badminton si suole spesso andare a rete per mettere pressione all’avversario. Il campo molto più piccolo rispetto a quello da tennis, prevede movimenti estremamente rapidi e scambi continui tra i due giocatori che cercheranno sempre il cosiddetto Smash, un colpo molto potente che spesso viene eseguito con un salto in modo da poter superare la rete. Non mancano i colpi ad effetto come il Cut con il quale si cerca di mandare il volano in una delle estremità del campo, difficilmente difendibile. 

Sebbene i giocatori più esperti optino per un abbigliamento composto da maglietta a maniche corte e pantaloncini, niente vi vieta di giocare o allenarvi indossando una bella tuta sportiva.