Converse. Un marchio che convince generazione dopo generazione

Ultimo aggiornamento: 10.04.20

 

Lo storico brand statunitense continua a proporre una serie di scarpe piacevoli e che hanno visto crescere il mondo di appassionati di tutte le età che amano questa marca.

 

Alzi la mano chi non ha mai avuto un paio di Converse! Lanciamo questa provocazione consapevoli del fascino che queste scarpe esercitano oggi come un tempo su giovani e non, assecondando look differenti e accompagnando persino celebrità in occasioni di gala o in manifestazioni importanti. Di seguito abbiamo scelto di riassumere un po’ della storia che accompagna il marchio sin dagli inizi del ‘900 passando attraverso mutazioni ed edizioni speciali, conservando però quel mood unico e una forma che ha saputo trasformarsi in un classico e un’icona che conserva oggi come un tempo il suo appeal.

 

Una lunga strada verso il successo

Marquis M. Converse. Questo il nome da appuntarsi mentalmente per capire le origini di un marchio che affonda le sue radici nel lontano 1908. Il luogo una cittadina del Massachusetts.

I primi passi vedono l’azienda interessata principalmente alla produzione di galosce e calze in gomma per un’utenza quanto mai eterogenea. Si spiega così anche il nome: Converse Rubber Shoe Company. Il fondatore capì però che il mercato poteva allargarsi, incrementando nel tempo la richiesta di scarpe in ambito cestistico.

 

 

La produzione delle prime All Stars prende il via nel 1917. La scarpa si caratterizza per una suola spessa in gomma, elemento che si manterrà nel tempo e una tomaia di tela nera a protezione della parte posteriore del piede, più precisamente fino al malleolo. A fronte di un’idea interessante e di un ‘effettiva comodità, però non ci fu un boom di vendite e la scarpa faticò non poco a trovare posto nel cuore degli utenti. Tra i più accaniti sostenitori figurava il giocatore Charles “Chuck” Taylor che, grande affezionato di questo marchio, divenne prima ambasciatore del basket nel 1923 e poi un membro attivo e supporter Converse. È in quegli anni che nascono le scarpe che portano il suo nome.

Oltre a metterci letteralmente il nome, Taylor propone soluzioni di marketing trasversali per l’epoca. Da un lato si assiste alla creazione di un annuario che raccoglie i nomi di tutti gli sportivi che indossano le scarpe Converse, con immagini e resoconti scritti capaci di coinvolgere ancora di più i tanti fan e aumentare in quest’ottica il numero dei possibili acquirenti.

Nel 1936 arriva poi la svolta: Taylor propone un nuovo modello dal colore bianco e con i bordi a richiamare attraverso due sottili bande rosse e blu la bandiera americana. Il mito Converse entra a pieno titolo nella cultura americana, passando poi anche in Europa e nel resto del mondo. Il 1957 è l’anno dei modelli Low Cut, scarpe dalla linea bassa che spopolano tra i giovanissimi.

Nel corso degli anni Converse ha cercato di mantenere sempre un profilo altamente personalizzato, reggendo come meglio ha potuto il confronto con colossi come Nike e Adidas. Tra edizioni limitate e i classici modelli Chuck Taylor, si stima che il numero di nuove scarpe da ginnastica prodotte abbia raggiunto gli 800 milioni di paia. Niente male veramente per un brand che ancora oggi veste moltissimi giovani in un mix di classicità e innovazione.

 

Ai piedi di tutti

Da quanto si è letto e si vede spesso sui canali social, le scarpe Converse sembrano aver trovato la formula magica per abbinamenti in cui lo stile casual si lega anche a certa eleganza. Merito anche di una forma e una linea che si sposa con abbinamenti come gonne a tubino o abiti di gala. Non manca occasione di vederle ai piedi di alcune star del mondo del cinema e delle serie Tv, a completare un look super elegante nella parte superiore del corpo che stempera e si prende meno sul serio per quel che riguarda le scarpe indossate.

 

 

Il modello total black sta spopolando tra teenager e ragazze, adattandosi a un jeans a vita alta o trovando la convergenza ideale anche sotto un abito lungo. Il modello Low cut è consigliato per chi ha una corporatura più curvy mentre quelle con la linguetta e la protezione fino alla caviglia sembrano una soluzione percorribile per i fisici più longilinei.

Il colore bianco è ideale anche come supporto a un vestito elegante oppure con una gonna corta così da slanciare al meglio le gambe.

Chi invece vuole cambiare un po’ le carte in tavola può indirizzarsi sulle edizioni a tiratura limitata. Si va dai modelli con la suola dedicata al movimento LGBT e i colori tipici dell’arcobaleno, passando alla tipologia totalmente trasparente. Chi ha il pallino della Pop Art troverà nel modello Andy Warhol un omaggio alle icone ideate dall’artista negli anni 70.

Insomma sia che si scelga un modello classico color panna, sia che si voglia dare una scossa al proprio look, è indubbio che la forma delle Converse e il loro essere casual e classiche, le rende il completo ideale per tanti tipi di abbinamenti, dallo sportivo passando per chi invece vuole donare una certe verve a un completo troppo elegante.

 

 

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