Innovazione e futuro delle mobilità su due ruote

Ultimo aggiornamento: 14.11.19

 

Scopriamo insieme le nuove tendenze sui modelli, sia recenti sia vintage, proposte per chi ama pedalare in bicicletta.

 

Il mondo delle due ruote sta vivendo in questi anni una spinta interessante, vuoi per la presenza di maggiori aree ciclabili anche nei grandi centri urbani, vuoi per una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini di alternative a basso impatto ambientale. Le bici elettriche rientrano a pieno titolo nella categoria, unendo il piacere di una pedalata con il supporto offerto da un motore elettrico.

In questo modo spostarsi diventa ancora più semplice, potendo contare su un mezzo pratico da gestire e che risparmia sforzi inutili in caso di percorsi mediamente faticosi. Design e innovazione vanno di pari passo, intercettando i bisogni di un’utenza che si sposta continuamente, necessitando così bici facilmente trasportabili e dalla buona autonomia.

 

Stile e praticità

La questione design è importante, specie per quei ciclisti che a un supporto adeguato gradiscono anche una linea accattivante che non passa inosservata tra le vie cittadine e non. Le bici elettriche di questo tipo montano spesso una batteria in prossimità del mozzo o nella zona della canna, così da non creare problemi durante la pedalata, scomparendo nella struttura stessa della bici.

Chi punta a un look vintage, che mixa sapientemente le linee di una bici da passeggio con un motore da 250W ad alta autonomia, ha gradito la proposta di un marchio come Kensington. Il brand inglese ha creato infatti un mezzo che richiama i colori caldi e le forme di una tipica bici da passeggio, potenziando il tutto con una batteria Panasonic e cinque livelli di velocità selezionabili attraverso uno schermo LCD posizionato sul manubrio.

 

 

Localizzazione e gestione della pedalata

Tra le innovazioni più interessanti legate al tema della sicurezza, si va dalla semplice App che geolocalizza la bicicletta e un sistema di protezione del mezzo che passa per il riconoscimento dell’impronta digitale. Alcuni modelli presentano un sistema di blocco digitale delle parti che più spesso fanno gola ai malintenzionati, così da poter essere legate e slegate senza ricorrere a un numero imprecisato di catene.

La Piaggio Wi-Bike per fare un esempio è collegata a un sistema di monitoraggio del mezzo che lo segue 24 ore su 24 via satellite, con un meccanismo collegato di blocco e sblocco del motore-batteria attraverso un codice dedicato. Molte di queste bici dispongono di un sistema di gestione assistita della pedalata, così da poter percorrere anche lunghe distanze mantenendo un buon livello di autonomia.

Si veda il modello Vanmoof Electrified S: il brand olandese ha ottimizzato nel tempo la formula, arrivando a realizzare un bicicletta in grado di percorrere fino a 115 chilometri con una ricarica di sei ore. I tempi necessari per rimettere in moto una bici elettrica sono un altro degli aspetti su cui i produttori stanno cercando soluzione sempre più ottimizzate.

 

Rispetto dell’ambiente e sostenibilità

L’utilizzo di una bici elettrica è ben visto anche come valida alternativa agli spostamenti in macchina su brevi distanze. L’autonomia e la praticità di gestire un mezzo che può sfruttare un percorso ciclabile dove presente, oppure attraversare strade e altre zone della città, diventa un’opportunità per chi è stanco di restare minuti bloccato nel traffico, specie se la meta non dista molto rispetto al punto di partenza. È un cambio di prospettiva e di gestione del tempo che deve fare necessariamente i conti con l’ambiente circostante. Per questo alcuni produttori hanno investito ricerca e denaro in un mezzo pieghevole, con cui avvicinarsi alla destinazione e che può essere caricato sull’auto o su un mezzo di trasporto pubblico.

La Gi Fly Bike è un esempio brillante di come design e doti ingegneristiche lavorino fianco a fianco per migliorare la vita del ciclista. Il meccanismo di chiusura la trasforma in un bagaglio su ruote, avvolgendo la ruota posteriore fino a sovrapporla a quella anteriore, mantenendo il mezzo in equilibrio e senza dimenticare il supporto fornito da un motore elettrico. Il peso si assesta sui 25 chili, con quattro ore di ricarica necessarie a caricare un motore Bafang da 250 watt.

Spingendo ancora di più sul fronte del utilizzo dell’energia la proposta Leaos Solar alza ancora di più l’asticella della qualità. La sua Solar bike infatti monta un sistema integrato di pannelli solari. Con un supporto in grado di trasportare l’utente per una distanza massima di 15 chilometri, la bici presenta un display per un controllo accurato della carica disponibile, potendo poi essere collegata a una fonte di alimentazione esterna in mancanza di quella solare.

 

 

A ognuno la sua tipologia

Se diciamo bici elettrica dobbiamo però allargare l’ambito anche a quei modelli adatti per ogni terreno e stile di pedalata. Una bici del genere con cui affrontare zone con dislivelli medi o con un set di ruote adeguato a terreni fangosi o sabbiosi non manca tra le creazioni dei produttori. Se quindi da un lato non stupisce una bici come la Lopifit che unisce a un design allungato tipico di un tapis roulant un supporto elettrico con una batteria da 48 V potente e che assicura una buona carica. Gli utenti hanno apprezzato in particolare il mix e il design decisamente particolare che caratterizza questa bici.

Chi vuole ottimizzare invece sulla leggerezza, sfrecciando a tutta velocità per le vie cittadine, deve puntare a modelli dalle ruote sottili e con un motore posizionato nel mozzo posteriore. Il marchio Propella ha pensato a questo, con una bici dalle ruote riflettenti per il top della sicurezza e della visibilità, con un peso che non supera i 15,6 chili e un display di controllo a cinque livelli di supporto alla pedalata.

Chiudiamo la nostra disamina su tecnologia e innovazione nelle bici elettriche con un modello che si fa notare, specie se si guarda alla grandezza delle ruote e al tipo di pneumatico che monta. La bici di Moar monta infatti pneumatici fat con un battistrada adatto a tutti i terreni, per non menzionare poi il sistema doppio di ammortizzazione nella parte anteriore e posteriore del mezzo.

 

 

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