Nuove rivoluzioni nel design. Una scarpa da running senza tallone

Ultimo aggiornamento: 20.06.19

 

La corsa, si sa, ha visto nel tempo succedersi marchi e brand, nella ricerca costante di una linea di scarpa in cui il supporto e la protezione andavano di pari passo alla sicurezza e a un’esplosività nella corsa che ha stupito e convinto amatori e professionisti. Dalla Spagna però la pensano differentemente, o almeno presso l’azienda FBR l’obiettivo è quello di ottimizzare e proporre una via alternativa, rappresentata in questo caso da una scarpa da running senza il supporto per il tallone.

 

Noa e la rivoluzione del concetto di corsa

Nata a Valencia, la società FBR si è da subito concentrata sulla questione legata a come la distribuzione del peso nella parte del tallone, tende nel tempo a produrre nei corridori problemi e traumi legati proprio al peso e a una scorretta distribuzione delle forze durante le fasi della corsa. Attraverso una serie di studi di settore, con il contributo della Università di Valencia e della Sheffield Hallam University, si è riusciti a ottimizzare la forma della scarpa, gestendo così l’equilibrio e il supporto nella parte frontale e in quella centrale, riuscendo così a ottenere risultati apprezzati anche da numerosi atleti professionisti.

 

 

Il concetto base su cui si struttura il progetto Noa, guarda a una ridistribuzione del peso del corpo, con un impatto che nel tempo va a ridistribuire e allungare tutti i muscoli del piede e della gamba, ottimizzando anche il lavoro dell’anca.

Gli anni e lo studio dietro questa ricerca hanno permesso di sperimentare modelli e tipologie di scarpa, verso il formato finale caratterizzato da questa zona sospesa nella parte posteriore. Si è visto come correre con una scarpa priva del tallone, costringa a rielaborare e sfruttare in maniera differente tutta la zona dell’avampiede, puntando così a una maggiore efficacia e a un potenziamento strutturale capace di dare i suoi frutti sia su un percorso sterrato sia sul cemento.

È stato osservato poi un potenziamento elastico di varie parti del corpo, compreso l’arco plantare e il quadricipite. L’impatto di ogni passo sulla struttura generale del corpo è poi molto ridotto, andando così ad arginare problemi e infortuni legati alla frequenza nella pratica della corsa. Il concetto della scarpa Noa, facilita una maggiore potenza esercitata durante la corsa, con allungamenti migliori in aria e una fase negativa di scarico ridotta, così da ottimizzare le performance una volta presa confidenza con questo nuovo modo di correre.

 

Adattamento e consigli

È comprensibile che diverse persone debbano prendere confidenza con questo nuovo modo di correre. Per ovviare al problema FBR ha proposto insieme alle scarpe un metodo utile per approcciarsi a queste scarpe da running. Una corsa che fa a meno del tallone, specie in chi ha corso a lungo sfruttando l’appoggio di quest’ultimo, va avvicinata con cautela.

 

 

Ch infatti indossa per la prima volta le Noa, noterà una maggiore esplosività e dovrà per forza di cose passare attraverso differenti fasi di adattamento. Per cui il primo punto su cui è bene avere le idee chiare è quello che riguarda la pazienza. Bisogna darsi del tempo per effettuare questa transizione, adattandosi al nuovo stile di corsa senza fretta.

Ogni atleta ha una storia a sé, con fattori determinanti come l’età, la continuità della pratica e la struttura del corpo. Aspetti questi che facilitano dunque un avvicinamento progressivo alla scarpa e a quello che propone. Il metodo proposto comprende anche tutta una serie di esercizi di riscaldamento, pensati per chi vuole mettersi in moto in maniera adeguata, lasciando al tempo e al corpo lo spazio per una nuova dimensione della corsa.

Da quanto letto si ha la prova provata di come il mondo delle calzature e dei supporti da running, sia capace di mettersi in discussione, lasciando un margine ampio alla sperimentazione e tracciando nuove vie. Considerando poi il peso delle scarpe, che si aggira sui 300 grammi, la stessa azienda le consiglia per i runner che si mettono alla prova su media e lunga distanza.

 

 

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