Ricaricarsi pedalando

Ultimo aggiornamento: 11.12.19

 

Soluzioni e proposte per far fronte allo stress. La via della bicicletta è quella migliore per rilassarsi e mantenersi in movimento.

 

Gestire un carico di lavoro per un tempo continuato e con una gran mole di dati, porta spesso a un affaticamento e alla necessità di fermarsi per dare il tempo al cervello di ricaricarsi. Da uno studio di un team giapponese arriva la notizia che tra gli strumenti migliori che si possono utilizzare una breve attività fisica a moderata intensità può aiutare il cervello a riprendere al meglio le sue funzioni principali. Tra queste attività, una bella pedalata sulla cyclette potrebbe essere la maniera migliore per ridare carburante al cervello.

 

L’oggetto di studio

Alcuni studiosi dell’università Waseda di Tokyo hanno esaminato i risultati su un gruppo ridotto di lavoratori, vedendo come la loro memoria lavorativa reagiva in tempi diversi, una volta conclusi tre test casuali. Ai lavoratori veniva chiesto di affrontare alcune attività lavorative o concludere una serie di compiti di maggiore e minore intensità. Lo strumento con cui sono stati gestiti i test è stato una cyclette.

Nel primo caso lo studio si è concentrato sull’azione e l’efficacia della memoria lavorativa mentre i lavoratori pedalavano su una bicicletta. Nel secondo studio invece sono stati esaminati mentre si dedicavano a un’attività cognitiva, stando semplicemente seduti sul mezzo. L’ultima prova ha visto l’unione delle due attività, fisica e cognitiva, con uno sforzo congiunto.

Gli esiti hanno mostrato come la risposta della memoria cognitiva si è attivata trenta minuti dopo la pedalata sulla cyclette, mentre nell’esercizio che univa sforzo fisico e attività mentale, il riscontro ha messo in luce un affaticamento sul fronte cognitivo. Da questi dati si è visto dunque come una moderata attività fisica possa rigenerare e stimolare una risposta cognitiva che si attiva poco dopo aver concluso la pedalata.

Diversi invece i risultati se guardiamo alle due attività, con una risposta cognitiva che arranca per raggiungere gli stessi risultati del primo test.

Da quanto visto dunque, l’attività motoria sulle due ruote potrebbe entrare in una routine di stacco dal lavoro, consentendo al cervello di prendersi del tempo per rimettersi in sesto, a patto però che ci si dedichi alla sola attività fisica. La necessità di dedicarsi a entrambi i compiti, incide in maniera significativa sul carico che il cervello deve sopportare, prendendosi del tempo per riacquisire le funzioni necessarie a un lavoro svolto come si deve.

 

 

Conseguenze e benefici dell’attività motoria

Si capisce bene dunque l’importanza che un certo tipo di attività fisica riesce ad avere sia sul corpo sia sulla mente, confermando il detto “mens sana in corpore sano”. Più nello specifico in un corpo attivo e pronto a darsi del tempo e voglia per ricaricare e ridare smalto e lucidità alle operazioni di tipo cognitivo.

La consapevolezza legata ai benefici sulla memoria lavorativa di un’attività motoria durante una pausa di lavoro, possono aiutare gli addetti ai lavori a svolgere meglio e con maggior efficacia compiti anche complessi, beneficiando degli effetti a posteriori di questo sforzo controllato. La cyclette è solo una delle opzioni a disposizione di cui tenere conto, adatta a chi cerca una pratica salutare tra le mura domestiche o in un’area dedicata sul posto di lavoro.

Di fatto è ben noto che alcune delle aziende più famose come Google abbiamo creato spazi ludici e ricreativi all’interno delle proprie sedi, lasciando del tempo libero agli assunti per staccare la spina, praticando anche un’attività fisica. Concentrandoci un attimo sui benefici di una cyclette, si vede come la pedalata mette in moto i muscoli delle gambe e delle cosce, stimolando poi anche il ritmo cardiaco e l’attività aerobica. Da studi condotti sui risultati a breve termine, si pensava che una volta conclusa una sessione aerobica, gli effetti sulla mente sarebbero stati immediati.

A quanto pare invece la qualità dei risultati è influenzata da quello che si sta facendo mentre si pedala. Sforzo cognitivo e sforzo fisico possono convivere ma nel primo caso una volta tornati davanti uno schermo o al momento di dedicarsi ad azioni e scelte anche complesse, lo sforzo necessario affatica il cervello in modo significativo.

Se puntate a un buon risultato sul lavoro il consiglio è dunque il seguente: è bene staccare la spina ma svolgendo un’attività pratica che non affatichi eccessivamente corpo e mente. In caso contrario sarà utile lasciare al cervello i suoi tempi per rimettersi in sesto, con un’operatività al top.

 

 

L’opzione della cyclette

Tra le soluzioni praticabili la cyclette sembra una dei migliori candidati. Il perché è presto detto: la pedalata può essere regolata in modo autonomo dall’utente, senza l’obbligo di dover per forza uscire all’aperto se le condizioni non sono delle più favorevoli. La postura non sottopone la zona lombare a una fatica eccessiva, mentre grazie a un display in prossimità del manubrio, si possono tenere sotto controllo alcune informazioni importanti e crearsi dei piccoli obiettivi tra una pausa e l’altra.

Optando per una soluzione del genere e memori di uno sforzo richiesto che non deve mai essere eccessivo, si potrà tornare al lavoro con una freschezza mentale migliore e una capacità di concentrazione adatta ai compiti che ci attendono. La connessione intima tra corpo e mente si conferma ulteriormente centrale, con conseguenze e benefici che influenzano entrambi gli ambiti. Il segreto è prendersi il tempo necessario per ricaricare le pile mentali, magari con una pedalata rigenerante.

 

 

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