Una soluzione dall’India per far fronte al problema dell’elettricità

Ultimo aggiornamento: 15.11.19

 

Sfruttare le batterie ricaricabili e il movimento di una cyclette per migliorare la vita di chi si trova in situazioni di forte necessità. La proposta Indiana.

 

Il tema dell’elettricità nelle case è una questione che molti non considerano centrale, abituati da tempo a un comodità e un’indipendenza divenute scontate per una fetta di pianeta. Non tutti però la vedono in questa maniera. Manoj Bhargava è tra gli imprenditori più sensibili a questo tema. Dopo aver fondato la società Living Essentials, che ha raccolto successi e portato ricavi considerevoli nel settore degli energy drink, Bhargava, ha voluto dare un indirizzo differente alla sua attività, dedicandosi a problemi legati alla povertà e all’accesso di comunità e persone svantaggiate alle fonti energetiche e di sostentamento, come acqua ed elettricità.

 

Una risposta su due ruote

Per cercare di dare un impulso e un supporto a chi è escluso da questo tipo di servizio, l’imprenditore indiano ora naturalizzato statunitense, ha investito nello studio e nella realizzazione di una cyclette con cui fornire energia elettrica a piccole e medie abitazioni, dalle singole famiglie passando per centri ricreativi, scuole e uffici.

Hans Free Electric bike è il nome di questo progetto che ha portato un primo spiraglio di sole e di luce, nelle case di persone in forti difficoltà economiche. Il principio che sorregge questa invenzione è quello della trasformazione di energia cinetica in energia elettrica. La bici è composta di pochi ma fondamentali componenti con cui ottenere risultati decisamente interessanti.

Un telaio allungato costituisce il corpo principale, con robusti pedali collegati a un volano. Una volta che si inizia a pedalare il volano si occupa di trasformare la forza cinetica attraverso un generatore che carica una batteria. Dopo un ‘ora di pedalata il tutto è pronto, così da avere una scorta di elettricità gestibile in maniera autonoma dall’utente.

Il primo aspetto positivo risiede nella totale assenza di cavi o collegamenti elettrici, funzionando la bici da elemento portante per la generazione di elettricità da stipare all’interno della batteria. L’unica cosa che serve è buona volontà e un paio di gambe per mettere in moto tutto il processo. L’obiettivo è di riuscire a esportare e proporre questa unità indipendente di produzione elettrica, raggiungendo aree prive di questa copertura con costi e una spesa inferiore rispetto alla creazione di un impianto collegato alla rete locale.

 

 

Innovazione e accessibilità

L’idea di Manoj Bhargava si iscrive in un quadro più ampio, racchiuso all’interno di un macro progetto denominato Billions in Change. L’obiettivo è consentire a quella fetta svantaggiata del pianeta di poter accedere a quattro risorse fondamentali: acqua, elettricità, salute e coltivazione della terra. La fondazione si è attivata nella creazione di strumenti accessibili per rendere l’acqua potabile, grazie a particolari filtri che eliminano il sale e altri residui nocivi, consentendo così a un villaggio di guadagnare in breve tempo un’indipendenza idrica, con acqua da bere e da utilizzare per la coltivazione dei campi.

Generatori portatili di elettricità, o il progetto della Hans Free Electric bike lavorano invece per colmare il gap energetico, appoggiandosi all’energia solare e al movimento cinetico per la carica di un’unità autonoma energetica. Riguardo al tema della salute è stato creato un apparato per migliorare la circolazione sanguigna, sia in pazienti malati, sia in persone sane.

Ultima ma non meno importante, è stata l’introduzione di un fertilizzante a costo zero, ottenuto da scarti naturali e con cui arricchire di nutrienti il suolo, così da poter iniziare a pianificare la coltivazione di prodotti per il fabbisogno locale. Può sembrare strano, ma l’idea di questo imprenditore è di fornire e migliorare il tenore di vita di chi non ha la possibilità o la forza di poter fare anche un piccolo passo verso l’indipendenza in uno di questi campi.

L’organizzazione è sovvenzionata dai proventi delle altre attività di Manoj Bhargava e la partecipazione e il supporto ammessi, richiedono solo di condividere e dedicare del tempo a spiegare il focus e gli obiettivi del progetto. Si accettano solo volontari e non sono ammesse delle donazioni in denaro. Questo perché un finanziamento non è ciò Billions in Change cerca. L’importante è sensibilizzare e mettere quanto possibile le proprie conoscenze a disposizione dei meno fortunati.

 

Dall’India verso il resto del mondo

Il primo stabilimento per la produzione di questa bici ibrida è nato a Singapore anche se i destinatari di queste bici vivono in India, il secondo paese in cui Manoj vorrebbe creare un impianto per la produzione. Lo scopo è fornire diecimila cyclette per il mercato indiano, capendo quali sono le zone con maggiori necessità e poter stilare una stima dei risultati così da regolare anche il costo e la futura produzione.

 

 

A livello di design sono stati apportati dei miglioramenti in tutta la bici. Si va da un sedile regolabile, da adattare in altezza anche per quelle persone di statura minuta, passando per un linea del telaio rialzata così da non creare problemi con il sari, l’abito tradizionale indiano. Una batteria portatile migliora poi lo spostamento e la gestione di questa unità, così da rendere il processo ancora più intuitivo e alla portata di tutti.

L’avvento di soluzioni indipendenti dalla linea elettrica, denominate off grid, rientra appieno in quel processo di autonomia da fonti esterne, grazie a supporti come queste batterie portatili o generatori mobili, per non parlare del numero di apparecchi che si possono mettere in funzione. Una volta conclusa la ricarica si possono tenere accese ben 24 lampadine, uno smartphone, un ventilatore e un tablet.

La rivoluzione proposta dall’imprenditore indiano punta a liberare la gente da bisogni primari ritenuti fondamentali, potendo così dedicarsi alla lettura di un testo scolastico grazie alla luce di una lampadina, o svolgere altre attività che possono nel tempo migliorare il tenore di vita di individui, famiglie e piccole comunità. Se a questo si aggiunge anche un po’ di movimento per un ‘ora al giorno, tutto di guadagnato, in salute e autonomia energetica.

 

 

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